Analisi Finanziaria mensile: Sentiment di mercato …..
NASDAQ COMPOSITE (Cls 2184): dai massimi del 23 ottobre a ridosso della resistenza chiave a 2200 è iniziato un movimento correttivo verso il forte supporto a 2040, testato ad inizio novembre. La tenuta del supporto ha consentito una risalita verso i massimi, marginalmente superati (nuovo max il 04.12.2009 a 2214,39; +74,9% dai minimi del 9 marzo a 1265,52).
Per le prossime settimane. Gli acquisti riprenderebbero su chiusura settimanale sopra 2200, con obiettivo la resistenza chiave a 2320, dove dovrebbe esaurirsi il bear market rally in essere da marzo. Perdita di spinta sotto 2110 per un test del forte supporto in area 2020/40, la cui tenuta è essenziale per mantenere un’impostazione positiva per le prossime settimane. Al di sotto di tale supporto (poco probabile) l’obiettivo è 1965 e quindi il supporto critico a 1925, dove dovrebbero comunque esserci ordini in acquisto. Volatilità implicita (Vxn: 23,28). Un segnale di tensioni si avrebbe sopra 29 e quindi sopra 31,45 (poco probabile). Resistenza critica in area 32,50-35. Un consolidamento al di sotto di 23,75 fornirebbe un buon segnale distensivo. Supporto critico area 20,75-21,10.
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Mantenere.
DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE (Cls 10337): dai massimi del 23 ottobre a ridosso di 10100 è iniziato un movimento correttivo che ha raggiunto a inizio novembre il forte supporto a 9750 (marginalmente perforato). La tenuta di tale supporto ha consentito una salita verso 10500 (nuovo max il 04.12.2009 a 10516,70; +62,5% dai minimi del 6 marzo a 6469,95).
Per le prossime settimane. Per mantenere un’impostazione tonica l’indice deve consolidare sopra 9950-10000: una chiusura al di sopra di 10500 segnalerebbe la ripresa degli acquisti con obiettivo la resistenza chiave a 11000, dove dovrebbe esaurirsi il bear market rally in essere da marzo. Un segnale di rinnovata debolezza si avrebbe solo al di sotto di 9750 (poco probabile), con obiettivo 9500 e quindi il forte supporto in area 9100/280, dove dovrebbero comunque esserci ordini in acquisto.
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Mantenere.
S&P’s 500 (Cls 1096): dai massimi del 21 ottobre a ridosso di 1100 è iniziato un movimento correttivo, che ha raggiunto a inizio novembre il forte supporto a 1040 (marginalmente perforato). La tenuta di tale supporto ha consentito una risalita verso i massimi, marginalmente superati (nuovo max il 04.12.2009 a 1119,13; +67,8% dai minimi del 6 marzo a 666,79).
Per le prossime settimane. Gli acquisti riprenderebbero in modo convincente su chiusura settimanale sopra 1115, con una possibile prosecuzione della salita verso 1175 e quindi a testare la resistenza chiave a 1200, dove dovrebbe esaurirsi il bear market rally in essere da marzo. Perdita di spinta sotto 1065/80, con obiettivo il forte supporto in area 1020/40, la cui rottura (poco probabile) provocherebbe una veloce discesa a 995 e quindi a testare il supporto critico a 975, dove dovrebbero comunque esserci ordini in acquisto. Volatilità implicita (Vix: 22,66). Un segnale di tensioni si avrebbe sopra 28,80 e quindi sopra 31,85 (poco probabile). Resistenza critica in area 33-34,60. Un consolidamento al di sotto di 22,90 fornirebbe un buon segnale distensivo. Supporto critico a quota 20.
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Mantenere.
DJ EUROSTOXX50 (Cls 2818): dai massimi del 20 ottobre a 2962,06 (+67,7% dai minimi del 9 marzo a 1765,49) è iniziato un movimento correttivo che ha raggiunto a inizio novembre il forte supporto a 2740 (marginalmente perforato).
Per le prossime settimane. La tenuta di 2695-2740 ha consentito un rimbalzo verso 2935, seguito da un veloce ripiegamento a 2750 (il 27.11), dove sono tornati gli acquisti. Un segnale convincente di ripresa della salita si avrebbe solo sopra 2900/35, per un test della resistenza chiave a quota 3000, il cui superamento spingerebbe l’indice verso 3150, dove dovrebbe esaurirsi il bear market rally in essere da marzo. Rinnovata debolezza sotto 2740, con obiettivo 2675 e quindi il supporto critico a 2585, dove comunque dovrebbero esserci ordini in acquisto.
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Mantenere.
FTSE/MIB (Cls 22236): a partire dal massimo 2009 a 24558 toccato il 16 ottobre (+99,1% rispetto ai minimi a 12332 del 9 marzo), l’indice italiano ha iniziato un movimento correttivo, con massimi e minimi decrescenti (min 21800 il 03.11; max 23708 il 16.11; min 21394 il 27.11), con un andamento più debole rispetto agli altri indici principali.
Per le prossime settimane. Per mantenere un’impostazione laterale per le prossime settimane è necessaria la tenuta del supporto a 21400, pena una prosecuzione del movimento correttivo verso il forte supporto a 20600. Al di sotto di tale livello, poco probabile, possibili estensioni verso il supporto critico a 19500. Il tono migliorerebbe sopra 23000 ma un segnale di rinnovata positività si avrebbe solo sopra 23700, con obiettivo i massimi a 24550 e quindi la resistenza critica a quota 25000. Al di sopra di 25000 (prematuro) la salita si spingerebbe verso la resistenza chiave a 26500, dove dovrebbe esaurirsi il bear market rally in essere da marzo.
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Mantenere.
NIKKEY225 (Cls 9862): dopo i forti ribassi dei mesi passati, che avevano portato l’indice verso il supporto critico a quota 9000 (sui minimi di metà luglio), è scattato un forte rimbalzo oltre quota 10000. Il segnale è positivo ma necessita di conferma.
Per le prossime settimane. La tenuta di 9700 (ext 9500) manterrebbe un’impostazione tonica, con una possibile prosecuzione della salita nelle prossime settimane verso 10400. Un segnale rialzista per i prossimi mesi si avrebbe poi al superamento dei massimi del 31 agosto a ridosso di 10750 (prematuro). Il tono si indebolirebbe nuovamente al di sotto di 9500 ma un segnale ribassista per i mesi a venire si avrebbe solo al di sotto del supporto critico a quota 9000 (improbabile). Un deprezzamento dello yen – grazie alle politiche monetarie espansive adottate dalla Banca del Giappone dopo che la moneta era salita sui massimi del 1995 contro dollaro Usa – farebbe da traino al listino.
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Mantenere.
MERCATI EMERGENTI
India (Indice Sensex30, Cls 17189, ticker Bloomberg SENSEX).
Nell’ultimo mese le quotazioni si sono riportate in corrispondenza dei massimi 2009 a ridosso di 17500 toccati a metà ottobre. Per le prossime settimane, la tenuta del supporto a 16500 manterrebbe un’impostazione tonica, anche se un segnale convincente di ripresa degli acquisti si avrebbe solo col superamento dei massimi a 17500. L’obiettivo in tal caso sarebbe individuabile a quota 19000. Perdita di spinta sotto 16000, anche se un segnale di debolezza si avrebbe solo sotto 15300 (poco probabile) e quindi al di sotto del forte supporto a 14700 (improbabile).
Cina (Indice Shanghai Composite, Cls 3254, ticker Bloomberg SHCOMP).
Nelle ultime settimane l’indice si è spinto verso 3360, per poi consolidare al di sopra di 3080. Per le prossime settimane è probabile una prosecuzione della fase di assestamento al di sopra di 3060-3100. Un segnale di forza si avrebbe sopra 3360, con obiettivo i massimi di inizio agosto a ridosso di 3500. Il superamento di tale resistenza darebbe un segnale convincente di ripresa della salita, con primo obiettivo importante 3800. Un segnale di debolezza si avrebbe sotto 2925 (poco probabile), ma un segnale ribassista si avrebbe solo su discese al di sotto di 2800 (improbabile).
Corea (Indice Kospi, Cls 1563, ticker Bloomberg KOSPI).
Nelle ultime settimane, dopo una discesa a 1600, l’indice è risalito verso 1650, dando un segnale di positività. Per mantenere un’impostazione tonica le quotazioni devono consolidare sopra 1570: il superamento della resistenza in area 1650/70 darebbe un segnale di prosecuzione della salita verso i massimi di settembre a ridosso di 1725, con primo obiettivo importante a quota 1900. Un segnale di rinnovata debolezza si avrebbe invece sotto 1450-1500 (poco probabile).
Brasile (Indice Bovespa, Cls 68012, ticker Bloomberg IBOV).
Nelle ultime settimane è proseguita la salita dell’indice brasiliano, che si è portato a ridosso di 69000. Per mantenere un’impostazione tonica le quotazioni devono assestarsi sopra 63900. Il prossimo obiettivo importante sono i massimi storici toccati del maggio 2008 a ridosso di 73900. Un segnale negativo si avrebbe invece su discese sotto quota 60000 (improbabile).
Russia (Indice Micex, PC 1300, ticker Bloomberg INDEXCF).
Nell’ultimo mese le quotazioni si sono assestate al di sopra del supporto a 1215 ed al di sotto dei massimi di periodo a ridosso di 1390. Nell’immediato non emergono segnali direzionali chiari. La tenuta di 1215 manterrebbe comunque possibile una futura ripresa degli acquisti: un segnale si avrebbe al superamento di 1400, con primo obiettivo importante 1500. Perdita di spinta sotto 1215 anche se un segnale di rinnovata debolezza si avrebbe solo su discese al di sotto di 1140 (poco probabile).
5°) BUND (contratto marzo 2010, ticker Bloomberg RXH0, Cls 123,51).
Nell’ultimo mese le quotazioni hanno toccato un nuovo massimo a ridosso di 123,75. Per le prossime settimane il quadro tecnico rimane laterale/moderatamente positivo, con possibilità di oscillazioni comprese fra 121,30 e 125. Un supporto è individuabile a 122 mentre una resistenza si trova a 123,75. In ottica più lunga un supporto critico è individuabile a 118,20: sotto tale livello (prematuro) si avrebbe un segnale di uscita dal Bund.
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Mantenere.
CAMBI: EURUSD – USDJPY – EURJPY
EurUsd (PC 1,4712): nel corso dell’ultimo mese il cambio si è portato al test della resistenza critica a 1,5000 toccando un nuovo massimo per l’anno a 1,5145 il 26.11. Da inizio dicembre sono scattate le vendite che hanno portato velocemente il cambio verso 1,4670. La correzione in atto potrebbe spingersi verso il forte supporto a 1,4450, con estensioni verso 1,4330, dove dovrebbero comunque tornare gli acquisti. Gli acquisti tornerebbero solo sopra 1,5000, con obiettivo 1,5145 ed estensioni verso 1,5285, dove dovrebbero comunque prevalere le vendite. Il trend di euro/dollaro per i prossimi mesi rimane impostato al rialzo, ma prima sembra necessaria una fase di riaccumulazione.
STRATEGIA esposizione 200/200, incrementata di 50/200 a 1,5065. Mantenere.
UsdJpy (PC 88,22): nell’ultimo mese il cambio ha proseguito nella discesa toccando un nuovo minimo per l’anno a 84,83 il 27.11, sui livelli del 1995 (minimo storico aprile 1995 a 797.75). Da quei livelli, grazie a politiche monetarie fortemente espansive della Banca del Giappone, il cambio è velocemente risalito verso 90. Per le prossime settimane, la
tenuta del supporto a 87 manterrebbe un’impostazione tonica. Un nuovo segnale rialzista si avrebbe sopra 90,00/55, con obiettivo 92,35 e quindi la forte resistenza a 95,75.
STRATEGIA esposizione: 200/200. Mantenere.
EurJpy (PC 129,78): nell’ultimo mese il cross è sceso fino a toccare un minimo a 127, proseguendo il movimento erratico degli ultimi 7 mesi all’interno dell’ampio canale laterale compreso tra 127 e 139. Per le prossime settimane dovrebbe proseguire l’andamento laterale, nell’intervallo 127 – 135. Un segnale direzionale si avrebbe in caso di fuoriuscita dall’intervallo sopra indicato (poco probabile).
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Mantenere.
SENTIMENT DEL MERCATO
Nell’ultimo mese gli indici azionari si sono assestati a ridosso dei massimi di periodo, denotando buona tenuta. Il nervosismo conseguente alla crisi immobiliarefinanziaria di Dubai, anche se rientrato velocemente, conferma comunque che il mercato non ha ancora metabolizzato del tutto la crisi finanziaria scoppiata dopo il fallimento di Lehman nel settembre 2008 (ultimo caso i problemi della Grecia). La forte salita degli ultimi 9 mesi dei mercati azionari – e delle altre asset class – si configura ancora come un semplice bear market rally: un rialzo reso possibile dall’enorme flusso di liquidità riversato sui mercati dalle Banche Centrali più che da aspettative convinte di inversione a “V” dell’economia. La ripresa dell’economia reale, infatti, è lungi dall’essere consolidata, soprattutto per le dinamiche occupazionali ancora in peggioramento. Il 2010 sarà molto probabilmente un anno difficile, per via delle ricadute sociali (occupazione e consumi) che seguono sempre con un certo ritardo temporale le crisi dei mercati finanziari ed il deterioramento dell’economia reale. Lo sanno bene le Banche Centrali, che infatti stanno solo parlando di una exit strategy, cioè di una fine delle politiche monetarie estremamente espansive (in particolare del cosiddetto quantitative easing) ma che nei fatti attendono segnali più convincenti dall’economia reale per non soffocare sul nascere una ripresa ancora vacillante. Per lo stesso motivo nonostante il lievitare dei disavanzi pubblici con conseguenti rischi inflazionistici, anche i Governi sono costretti ad attendere prima di passare a politiche fiscali più restrittive.
Quando le politiche monetarie e fiscali invertiranno rotta, l’economia ed i mercati dovranno essere in grado di camminare con le proprie gambe. Nel corso del 2010 si esaurirà progressivamente l’effetto liquidità e solo aspettative di utili in ripresa consentiranno una crescita sostenibile dell’azionario. Un discorso a parte meritano invece alcuni mercati cosiddetti emergenti, in specie India, Brasile, Corea e Cina, dove invece ci sono spazi di salita più ambiziosi, grazie a trend demografici positivi.
Detto questo, la tenuta del mercato azionario è e rimarrà una priorità dell’intervento messo in atto dalle autorità politiche e monetarie per stabilizzare il sistema. L’abbondante liquidità presente sui mercati continuerà quindi a mantenere un contesto moderatamente favorevole per il mercato azionario nell’immediato (prossimo trimestre), anche se forti strappi rialzisti sembrano poco probabili visto il quadro macroeconomico difficile sopra descritto. Graficamente anche per gli Usa e l’Europa sembrano quindi esserci le condizioni per una prosecuzione della salita per dicembre-gennaio verso quelli che abbiamo indicato più volte come gli obiettivi finali del bear market rally in essere dal marzo di quest’anno: 1200 per lo S&P500;
11000 per il Dow Jones Industrial; 2320 per il Nasdaq Composite; 3000-3150 per il DJEurostoxx50. Un segnale convincente di ripresa degli acquisti si avrebbe al superamento dei massimi in fase di periodo, e cioè 1115, 10500, 2200 e 2935, rispettivamente. Per mantenere un’impostazione tonica è necessario che eventuali ripiegamenti rimangano al di sopra dei supporti individuabili, sui quattro indici indicati, a 1065, 9950-10000, 2110 e 2740. Un segnale di maggiore debolezza si avrebbe comunque solo su discese (poco probabili) al di sotto dei supporti a 1020, 9750, 2020 e 2585, rispettivamente. Un consolidamento della volatilità implicita, col Vix al di sotto di 28,80, rimane una condizione essenziale per mantenere un quadro di moderata positività.
Un dollaro debole (importante la tenuta del supporto a 1,4450 su EurUsd) è un’altra condizione necessaria per mantenere un contesto favorevole all’investimento azionario (cfr. analisi sopraindicata).
Per quanto concerne il comparto obbligazionario i corsi rimarranno sui massimi finché perdura l’abbondante liquidità nel sistema. L’impressione rimane comunque di trovarsi di fronte a una bolla, che non dovrebbe comunque scoppiare prima della seconda metà del 2010. Bisognerà accorciare decisamente la duration ai primi segnali di inversione di tendenza dei tassi.
Il petrolio (ticker Bloomberg CLH0, contratto marzo 2010, PC crude: 74,03) nelle ultime settimane è ridisceso verso 73,40 (-11% rispetto ai picchi 2009 a ridosso di 83,50 toccati a fine ottobre). Il tono rimane debole finché le quotazioni stazionano al di sotto di 78,50, con una possibile prosecuzione della correzione in atto verso quota 70, con estensioni verso il forte supporto a 67,50, dove dovrebbero comunque tornare gli acquisti. Rinnovata positività sopra 78,50-80, con obiettivo i massimi a 83,50.
L’indice CRB (ticker Bloomberg CRY, PC 268,79) nelle ultime settimane è ridisceso verso il forte supporto a 266 (-6% circa rispetto ai picchi 2009 a ridosso di 285,20 toccati il 21 ottobre). Il tono rimane debole finché le quotazioni stazionano al di sotto di 276: la perforazione di 266 provocherebbe una prosecuzione della correzione in atto verso 260 ed estensioni verso il forte supporto a 252, dove dovrebbero comunque tornare gli acquisti. Rinnovata positività sopra 276-280, con obiettivo i massimi a 285 e quindi (prematuro) la resistenza psicologica a quota 300.
L’Oro (ticker Bloomberg GOLDS, PC gold spot 1128,90) tocca un nuovo massimo storico a 1226,56 il 3 dicembre, per poi scendere velocemente verso 1117 (-9% dai massimi). Il tono rimane debole finché le quotazioni stazionano al di sotto di 1180, con una possibile prosecuzione della correzione in atto verso il supporto in area 1070-1100, dove dovrebbero comunque tornare gli acquisti. Rinnovata positività sopra 1190 (prematuro), con obiettivo un nuovo test dei massimi a 1226,56.
Note operative
Nella Strategia consigliata sui vari mercati si riporta l’esposizione proposta dall’analista in ciascuna Riunione Mensile (il mese è l’orizzonte dell’analisi e della valutazione delle performance dell’analisi stessa). L’intervallo è 100 – 300, dove 200/200 rappresenta la neutralità contro il benchmark, 100/200 l’esposizione minia, 300/200 l’esposizione massima. La posizione cambia di mese in mese a seconda delle posizioni aperte/chiuse sui livelli suggeriti (tranche minima 25/200).
(*) In cado di stacco dividendi nel periodo indicato, il valore dell’indice azionario interessato è sottoposto a rettifica in modo da annullare l’effetto dividendi.
(**) Segnale OCO (one-cancel-the other): l’eseguito su discese annulla l’equivalente su salite, e viceversa. In assenza di tale indicazione i segnali forniti si considerano tutti validi, fino al raggiungimento dell’esposizione minima (100/200) o dell’esposizione massima (300/200). L’indicazione ‘se fatto’ segnala un ordine ‘condizionale’: l’esecuzione di tale ordine rende operativo anche l’ordine collegato, che altrimenti rimane sospeso.
Pc (prezzo corrente); Cls (prezzo ultima chiusura)
Legenda
I dati relativi ad indici di Borsa, titoli azionari ed obbligazionari, commodities, valute, derivati sono forniti da information provider quali:
Bloomberg, e-Signal, Il Sole24Ore, STB.
Le analisi effettuate non si configurano come consulenza e non devono intendersi come una sollecitazione all’investimento o all’attività di trading ma come un servizio di informativa finanziaria standard. I livelli di supporto, resistenza ed i prezzi obiettivo sono individuati esclusivamente applicando i criteri, le metodologie ed i dettami di pertinenza dell’analisi tecnica dei mercati finanziari, con un orizzonte temporale di breve periodo.
I risultati (guadagni o perdite) – qualora indicati – relativi a questo servizio si riferiscono ai dati storici ed a quanto avvenuto fino alla data della sua elaborazione e pertanto non sono indicativi di risultati futuri. Salvo diversamente specificato, sono considerati al lordo di commissioni, competenze ed oneri a carico dell’utente che decida di effettuare attività di compravendita degli strumenti finanziari oggetto del servizio stesso.
Autore: Maurizio Milano
Fonte: UFFICIO ANALISI TECNICA GBS
– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






