Settimana caratterizzata da forte volatilità sul mercato dei cambi, soprattutto nell’ultimo giorno di contrattazioni con l’uscita dei dati sulla disoccupazione americana, usciti ampiamente migliori delle previsioni. L’economia Usa a novembre ha perso…..
11.000 posti di lavoro contro 125.000 previsti dagli analisti. Il tasso di disoccupazione e’ sceso al 10%. L’euro dollaro infatti ha stornato ampiamente da massimi di 1.5090 sino a 1.4832.
Nella riunione della BCE è emerso comunque una grande cautela; ampiamente scontato dal mercato la decisione di lasciare i tassi fermi al 1%. Lo scenario macro di eurolandia continua a proiettare una ripresa ancora piuttosto lenta e più debole delle stime del consenso.
La BCE ha però dato un segnale di svolta graduale nella gestione della liquidità nel corso del 2010.
L’operazione straordinaria a sei mesi verrà cancellata dal secondo trimestre. Segnali positivi anche in oriente la crescita Giapponese, sebbene l’economia continuerà ad avere bisogno del sostegno di politiche economiche espansive. La Banca del Giappone nelle ultime riunioni ha rivisto verso l’alto la valutazione dell’economia, ma ha mantenuto una previsione di deflazione almeno fino al 2011. L’ultimo scenario macroeconomico (ottobre 2009) vede per l’a.f. 2010 una crescita a +1,2%, in accelerazione a 2,1% nel 2011. Vista in calo l’inflazione del 1,5% nel 2009, di 0,8% nel 2010 e di 0,4% nel 2011.
La Banca centrale giapponese ha inoltre segnalato che manterrà la politica monetaria “estremamente accomodante per un certo tempo”, con il tasso overnight agli attuali “livelli bassi” e ampia offerta di fondi per soddisfare la domanda dei mercati finanziari decidendo contestualmente di aumentare lo stimolo monetario. Tale notizia ha portato lo yen ha ritracciare portandosi da 85 a quota 90 USD/JPY, complice l’apprezzamento del dollaro e l’euryen da minimi nell’ordine di 126.85 a massimi di 134.12.
Durante la settimana la sterlina ha recuperato vistosamente contro dollaro e contro euro, cruciale saranno l’incontro della BoE che verosimilmente lascierà i tassi invariati a 0,50%, così come fondi stanziati per l’APF pari 200 miliardi di sterline.
Principali tassi di cambio
Euro – Dollaro:
Settimana all’insegna di alta volatilità per euro dollaro, il rialzo dei mercati azionari, e dei prezzi dei metalli, in primis l’oro (massimi fino a 1226 dollari l’oncia) hanno influito notevolmente sul dollaro che ha rinnovato i minimi a 1.5140 durante tutta la settimana. Il dato sull’occupazione americana di venerdì, vera e propia sorpresa per gli operatori di mercato ha favorito il biglietto verde portandosi in poco più di quattro ore a massimi nell’ordine di 1.4820. Le implicazioni tecniche e fondamentali potrebbero suggerire un timido accenno di inversione di tendenza di lungo periodo ancora incerto il raggiungimento del fronte ribassista a 1.4790-1.4750, oltre il quale potrebbe verificarsi un accellerazione ribassista. Da non abbandonare l’idea di un possibile ampio rimbalzo.
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Euro – Yen:
Euryen in netto recupero per tutta la settimana, i timidi cenni di crescita delle stime giapponesi, i nuovi stimoli monetari e la preoccuapazione della pericolosità di uno yen così forte (che potrebbe comprimere la bilancia commerciale giapponese), hanno innescato le vendite. In poco più di una settimana lo yen ha perso figure da 126 sino a 134 con una volatilità molto accentuata. Le implicazioni tecniche di medio periodo trovano una resistenza persistente a 138.65 oltre la quale potrebbe verificarsi un’accellerazione rialzista. Il gap di oscillazione naturale di breve infatti viene fissato da 138.65 e 131.15.
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Dollaro – Yen:
Dollaro in forte recupero nei confronti dello yen. Dopo i minimi a 84.15 di settiamna scorsa lo yen cede contro biglietto verde sino sopra quota 90.50. Il sorpasso della media mobile a 200h, suggerisce un inversione di tendenza in atto. prossimo target 92.15. La Banca centrale giapponese ha segnalato che manterrà la politica monetaria “estremamente accomodante per un certo tempo” questo ha innnescato le vendite generalizza di yen. se a questo aggiungiamo imbastimento di operazioni di carry potrebbero verificarsi un deprezzamento dello yen sino a quota 95 nel breve medio periodo.
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Dollaro – Franco Svizzero:
La lenta marcia pro Franco Svizzero si è interrotta bruscamente solo dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense, i quali hanno generosamente premiato il biglietto verde. Il mezzo punto percentuale conquistato dalla divisa elvetica contro il dollaro USA è stato “rimangiato” in poche ore ed il cambio Usdchf si è portato così da minimi a 0.9960 a massimi a 1.0190 per poi chiudere la settimana a 1.0160. Il Usdchf ha ora la possibilità di abbandonare tali livelli di prezzi ma la pressione ribassista sarà di fatto affievolita solo con la rottura dei massimi di novembre a 1.0333 e l’aggiornamento dei target a 1.0450 e 1.0560. Più difficile in questa fase il ritorno del Franco svizzero sui massimi annui.
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Sterlina – Dollaro:
Recupero vistoso della sterlina durante la settimana in corso sia contro dollaro che contro euro per poi ripiegare con decisione venerdì pomeriggio con i dati americani sulla disoccupazione. sterlina ancora lievemente sovravvalutata peseranno nella prossima settiamana le implicazioni fondamentali inglesi; cruciale sarà l’incontro della BoE che verosimilmente lascierà i tassi invariati a 0,50%, così come fondi stanziati per l’APF pari 200 miliardi di sterline.
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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Analisi Weekly
a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com













