CALCOLATRICE

Exit strategy solo da Aprile 2010


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Come previsto la BCE ha lasciato i tassi invariati all’1%, livello minimo storico da quando è entrato in vigore l’Euro. Confermato anche il tasso marginale sulle operazioni di…..

rifinanziamento all’1,75% e quello sui depositi presso l’istituto centrale allo 0,25%.

Secondo il presidente della BCE Jean Claude Trichet, l’andamento del PIL dell’area Euro, dovrebbe essere meglio del previsto anche se la ripresa nel 2010 ci sarà ma si appoggerà su fattori estemporanei.
Da questo la decisione di lasciare i tassi invariati su livelli «adeguati».
Le parole di Trichet erano molto attese. Negli ultimi tempi, infatti, si era notato qualche passo concreto in avanti verso la tanto decantata exit strategy. Solo qualche settimana fa l’istituto centrale di Francoforte aveva stabilito che nel 2010, gli asset problematici dati alla Bce come garanzia dei suoi prestiti dovranno avere il giudizio di due organismi indipendenti. E non più di uno solo. Una mossa che era stata interpretata, al contrario della Fed americana che conferma l’easy money, come una possibile stretta sul fronte della politica monetaria.
Tuttavia, le parole del governatore non sembrano indicare, per adesso, alcun cambiamento. Le indicazioni fornite seguiranno una rigida tabella di marcia per iniziare il ritiro «graduale» delle misure non convenzionali adottate per sostenere il sistema creditizio, ma solo dalla fine del prossimo aprile. Quindi per il momento la stretta monetaria rimane solo sulla carta.
Trichet ha precisato che la Bce vuole mantenere «per tutto il tempo necessario» le principali misure supplementari: in pratica la liquidità immessa sul mercato interbancario (e non solo) non sarà fermata. I rubinetti non verranno chiusi. «La liquidità – ha ribadito Trichet – verrà drenata al momento opportuno».
In questo scenario, a dispetto del flebile ritorno dell’inflazione, i tassi di interesse all’1 per cento nell’area euro «restano appropriati». Anche perché in Eurolandia «è confermato sì, l’atteso miglioramento dell’economia», ma in base a «fattori di natura temporanea». Sulle prospettive economiche, insomma, l’«incertezza» rimane. Questo, tuttavia, non vuol dire che nel 2010 saremo ancora in recessione: la ripresa prevista sul 2009 migliora, tra il più 1 e il più 1,5 per cento, dal precedente meno 0,5 più 0,9 per cento.
Intanto nel giorno più atteso dagli analisti causa la pubblicazione dei Non-farm payrolls e del tasso di disoccupazione dagli USA che darà conferma, salvo scossoni dell’ultima ora, un tasso di disoccupazione superiore al 10%, ieri sono stati pubblicati i dati anticipatori dello stato del mercato del lavoro in USA che hanno registrato ancora un calo nell’ultima settimana delle richieste di sussidi alla disoccupazione che scendono a 457mila unità ai minimi da settembre 2008. La flessione é stata di 5mila unità, meglio delle attese degli analisti che stimavano un incremento di 19mila unità.
Atteso per oggi anche il discorso di Bullard, presidente della FED di St. Louis.

Spunti Operativi

Rialzista
Neutrale
Ribassista

Supporti: 1.5065-1.5030-1.4975
Resistenze: 1.5095-1.5120-1.5145

Dati economici di oggi

OraNazioneDatoPrevisionePrecedenteImportanza
1.00Unemployment Rate (NOV)8.6%
1.00Net Change in Employment (NOV)-43.2K
9.15Consumer Price Index (MoM) (NOV)0.6%
14.30Average Hourly Earnings (YoY) (NOV)2.4%
14.30Change in Manufacturing Payrolls-61K
14.30Unemployment Rate (NOV)10.2%
14.30Change in Non-Farm Payrolls (NOV)-190K

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa
e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Daily

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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