Da seguire: Area euro – Germania. Le vendite al dettaglio sono cresciute di 0,5% m/m a ottobre dopo il -0,2% di settembre. Il dato potrebbe segnalare una stabilizzazione dei consumi tedeschi nei mesi …..

finali dell’anno. La ripresa dei consumi rimane di vitale importanza affinché si possa parlare di una ripresa in grado di auto sostenersi.
– Il tasso di disoccupazione è atteso salire ancora al 9,8% a ottobre, da un precedente 9,7%. Il calo dei senza-lavoro in Germania dovrebbe essere più che compensato da un aumento generalizzato negli altri Paesi. La disoccupazione è probabilmente destinata a salire per tutto l’anno prossimo, e potrebbe toccare un picco solo nel 2011.
– Il PMI manifatturiero dovrebbe confermare la stima preliminare a 51 a novembre (secondo valore espansivo dopo 16 mesi in recessione e ai massimi da marzo 2008). Nel mese il PMI dovrebbe essere confermato in lieve calo (ma su livelli elevati) in Francia e in salita in Germania. La prima stima del PMI italiano dovrebbe mostrare un aumento tornando circa in linea con il valore-soglia, a 50,1 da 49,2 di ottobre.
Stati Uniti
– L’ISM manifatturiero dovrebbe vedere un modesto calo a novembre, a 54,7 da 55,7, dopo un rialzo di 3,1 punti a ottobre. Le indagini regionali di settore, complessivamente, negli ultimi due mesi hanno segnalato un rallentamento del ritmo di crescita dell’attività e indicano un probabile calo, se pure contenuto, per l’ISM. Le componenti ordini e produzione dovrebbero rallentare rispetto a ottobre, anche alla luce dei dati effettivi che hanno mostrato un ritmo più contenuto di crescita per gli ordini e un modesto calo per la produzione il mese scorso. Anche la componente occupazione dovrebbe tornare sotto 50, dopo un sorprendente aumento a 53,1 a ottobre.
– La spesa in costruzioni a ottobre è prevista in calo di -0,6% m/m, dopo un incremento di 0,8% m/m a settembre. I dati nel settore costruzioni a ottobre sono stati univocamente negativi, con un calo dei nuovi cantieri residenziali e un trend chiaramente in contrazione per l’edilizia commerciale.
– Le vendite di autoveicoli a novembre dovrebbero essere marginalmente aumentate a 10,6 milioni di unità ann. da 10,45 milioni di ottobre. Il mese scorso le vendite sono ritornate al di sopra dei livelli della primavera, riprendendo il moderato trend verso l’alto che si era instaurato prima dell’introduzione degli incentivi in estate.
Ieri sui mercati
La banca centrale dell’Australia ha alzato i tassi ufficiali di altri 25pb, al 3,75%, nell’aspettativa di un ritorno dell’inflazione e della crescita al trend dal 2010 e di un picco del tasso di disoccupazione molto più basso di quanto inizialmente previsto. Il rialzo rientra nel piano “di ridurre gradualmente il livello di stimolo monetario”. Stabilizzazione dei mercati, che stanno metabolizzando l’effetto Dubai. Rientrano anche gli spread sovrani nell’eurozona, con la Grecia tornata ieri a 183 sul Bund sulla scadenza decennale, -21pb dai picchi del 26/11.
Area euro
La stima preliminare per novembre ha mostrato un ritorno dell’inflazione area euro in territorio positivo a +0,6% a/a da un precedente -0,1% a/a. Il consenso era per un aumento a 0,4% a/a. Il recupero dei prezzi delle commodities potrebbe aver determinato una dinamica più sostenuta delle attese. La dinamica sottostante dovrebbe frenare ulteriormente nei mesi a venire dato l’ampio slack nell’economia.
Italia. I prezzi al consumo sono saliti di 0,1% m/m a novembre come il mese precedente, per un tendenziale in aumento a 0,7% da 0,3% a/a. Il dato è lievemente inferiore alle attese. Anche sulla misura armonizzata i prezzi sono saliti di un decimo (da 0,4% m/m precedente), per un’inflazione annua a 0,8% da 0,3% a/a. Nel mese, sono scesi i prezzi nei settori più sensibili all’andamento della domanda finale (alberghi e ristorazione -0,5% m/m, comunicazioni -0,3% m/m, tempo libero -0,1% m/m), mentre il principale rincaro si ha (come atteso) nei trasporti (0,5% m/m), per via dei rincari dei carburanti (gasolio +4,2% m/m); ha sorpreso anche l’aumento di 0,5% m/m per gli altri beni e servizi.
Notizie positive sui conti pubblici in Germania: Schäuble, ministro delle finanze, ha annunciato che il deficit 2009 sarà molto più basso di quanto previsto: potrebbe infatti fermarsi a 39 mld di euro, contro i 49,1 mld dell’ultima legge finanziaria. In Francia Lagarde, ministro delle finanze, ha annunciato l’intenzione di conseguire l’obiettivo di riduzione del disavanzo entro il limite del 3% per il 2013, ma a condizione che continui l’espansione economica; il piano di rientro è però più mite di quello richiesto dalla Commissione Europea.
Stati Uniti
Il Chicago PMI a novembre è salito a 56,1, da 54,2 di ottobre, toccando il livello più elevato da dicembre 2007. La componente output scende a 57,6 da 63,9 restando però su livelli coerenti con espansione sostenuta; aumentano ancora nuovi ordini (a 62,8 da 61,4) e ordini inevasi (a 46,5 da 41,9). In aumento anche la componente occupazione a 41,9, da 38,3. I dati mettono rischi verso l’alto per la previsione dell’ISM del settore manifatturiero in uscita il 1° dicembre.
La Fed di New York ha annunciato ieri che dalla prossima settimana verranno condotte delle operazioni sperimentali di pronti contro termine di drenaggio (reverse repos) con i primary dealers, per ammontari ridotti.
Giappone
La Banca del Giappone ha indetto una riunione di emergenza di politica monetaria per discutere questioni relative al controllo monetario in relazione a recenti sviluppi economici e finanziari. La BoJ ha lanciato un’operazione di rifinanziamento a 3 mesi a tasso fisso a 0,1% per un ammontare programmato di circa 10mila mld di Yen.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






