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30/11/09 Area Euro: La stima preliminare dovrebbe mostrare una risalita dell’inflazione area euro a 0,4% a/a (con qualche rischio verso il basso)

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Da seguire: – Aste – Il Belgio riapre tre emissioni a medio-lungo termine (scadenze 2012, 2019, 2022) per complessivi 2,2-2,7 miliardi di euro. Offerta a breve termine in Francia, articolata su…..

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4 BTF per complessivi 10,5 miliardi di euro. Si presenta sul mercato anche la Slovacchia con la riapertura del titolo 05/2026 4,5%.

Area euro

– La stima preliminare dovrebbe mostrare una risalita dell’inflazione area euro a 0,4% a/a (con qualche rischio verso il basso) da un precedente -0,1% a/a, per effetto del rientro dell’effetto base favorevole sull’energia. Si tratterebbe del primo dato positivo dopo cinque mesi sotto zero. Nei prossimi mesi proseguirà il graduale aumento del CPI headline, ma l’inflazione core ha ancora ampi margini di calo.

– Italia. I prezzi al consumo sono visti in crescita di 0,2% m/m sulla misura nazionale e di 0,1% m/m sull’armonizzato. La principale causa della salita dei prezzi nel mese è il rincaro dei carburanti. L’inflazione annua salirebbe a 0,8% a/a su entrambe le misure (da 0,3% a/a precedente). Nelle nostre stime, il CPI potrebbe salire di poco sopra l’1% per fine anno e chiudere il 2010 di poco sotto il 2%.

Stati Uniti

– Il Chicago PMI dovrebbe rimanere in territorio espansivo a novembre, e stabilizzarsi sui livelli di ottobre, passando da 54,2 a 54. L’indice della Philly Fed di novembre indicherebbe un aumento del Chicago PMI dai livelli di ottobre, ma vista la dimensione del rialzo dell’indice del mese scorso (+8,1 punti), è più probabile una stabilizzazione. Lo spaccato dell’indagine dovrebbe veder un livello più basso degli ordini (saliti a 61,4 a ottobre) e della produzione (da 63,9 di ottobre), ma un miglioramento della componente occupazione (da 38,3 di ottobre) e delle scorte (da 32,2).

I market mover della settimana

Nell’area euro il focus sarà sulla riunione della BCE. La stima preliminare sul CPI mostrerà il ritorno in positivo dell’inflazione a novembre (a 0,4% a/a) dopo 5 mesi di calo. La seconda release del dato sul PIL dovrebbe evidenziare che il ritorno alla crescita nei mesi estivi (0,4% t/t) è stato dovuto in gran parte a scorte ed export, mentre la domanda domestica rimane debole. A ottobre, le vendite al dettaglio dovrebbero mostrare un lieve recupero e la disoccupazione un’ulteriore salita (al 9,8%).

La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. Le indagini congiunturali di novembre, ISM e Chicago PMI, dovrebbero confermare espansione dell’attività, a ritmi più contenuti che a ottobre. Le vendite di auto dovrebbero stabilizzarsi a novembre sui livelli di ottobre. Il Beige Book dovrebbe rilevare espansione dell’attività, non in grado di ridurre in modo significativo l’ampio ammontare di risorse inutilizzate. L’employment report dovrebbe registrare una contrazione di occupati più contenuta, con una stabilizzazione del tasso di disoccupazione sopra il 10%.

Venerdì sui mercati

La Banca centrale degli emirati ha annunciato di essere pronta a fornire sostegno alle banche della Regione; il Governo di Abu Dhabi fornirà “appoggio selettivo” alle imprese di Dubai, ma “ciò non impegna Abu Dhabi a sottoscrivere tutti i loro debiti” (dichiarazione a Reuters, 29.11). La crisi ha avuto ripercussioni sugli spread sovrani di molti paesi emergenti, incluso il Brasile, e ha rinforzato l’allargamento degli spread all’interno dell’Eurozona. Venerdì i CDS della Grecia hanno stretto di 8pb a 200pb, mentre ha allargato l’Italia (93pb); stabile a 79pb lo spread decennale Btp-Bund. Dollaro nuovamente in calo: euro a 1,5065, sterlina a 1,6570.

Il meeting UE-Cina non ha prodotto alcun progresso sul fronte della politica valutaria cinese. Al contrario, critiche e pressioni stanno causando una radicalizzazione della retorica delle autorità politiche cinesi: secondo Wen Jiabao “mantenere la stabilità di base del tasso di cambio del renmimbi ha beneficiato lo sviluppo economico della Cina e favorito la ripresa economica mondiale” e ha criticato i tentativi di “frenare lo sviluppo della Cina” attraverso spudorate misure protezionistiche. Sul fronte della mitigazione del cambiamento climatico la Cina continua a puntare la sua comunicazione sulla metà piena del bicchiere – la promessa di ridurre l’intensità di carbonio della sua economia del 40-45% entro il 2020, un impegno già incluso negli scenari delle emissioni che non impedirebbe un forte aumento delle emissioni totali di CO2 se la crescita economica rimanesse quella degli ultimi anni.

Area euro

L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è salito ancora più del previsto nel mese di novembre, a 88,8 da un precedente 86,1. Si tratta di un massimo da settembre 2008. Il miglioramento del morale è stato diffuso e ha riguardato sia le imprese industriali (-19 da -21) che le imprese dei servizi (-4 da -7) che le famiglie (-17 da -18). Un maggior ottimismo si registra anche nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio (in entrambi i casi a -11 da -15).

Italia. L’indice delle retribuzioni contrattuali è salito in linea con le attese a ottobre, di 0,2% m/m (dopo lo 0,7% m/m di settembre) e di 3,2% a/a (da 3,1% precedente).

Giappone

Il PMI del settore manifatturiero è sceso a novembre a 52,3 da 54,3 di ottobre.

La produzione industriale a ottobre ha registrato un aumento di 0,5% m/m, più contenuto di quanto atteso dal consenso (+2,5% m/m). Nell’indagine METI, le imprese indicano un sentiero positivo per i prossimi mesi.

I nuovi cantieri sono aumentati del 9% m/m a ottobre, segnalando un miglioramento nel settore dell’edilizia residenziale.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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