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27/11/09 Area Euro: L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea migliorerà ancora a novembre a 87,4 da un precedente 86,2.

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Da seguire: Area euro: – L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea migliorerà ancora a novembre a 87,4 da un precedente 86,2. Si tratterebbe di un massimo dal settembre 2008. Il peggioramento …..

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del morale dovrebbe essere diffuso e riguardare all’incirca in egual misure le famiglie (-17 da -18), e le imprese industriali (-20 da -21) e dei servizi (-6 da -7).

– Italia. Sulla base delle applicazioni previste dai contratti in vigore, l’indice delle retribuzioni contrattuali potrebbe rimbalzare per il secondo mese consecutivo a ottobre, a 3,3% a/a, dal 3,1% a/a di settembre, sulla scia di un aumento medio di 0,2% m/m. Tuttavia il rimbalzo in corso dovrebbe rivelarsi temporaneo e c’è il rischio di una caduta sotto il 2% da inizio 2010.

Ieri sui mercati

Seduta dominata dal flight to quality, con flessioni degli indici azionari superiori al 3% e forte ribasso dei rendimenti sui titoli di stato (8-10pb sul tratto 2-10 anni Bund). I movimenti cautelativi hanno penalizzato i titoli periferici nell’eurozona: il BTP ha allargato di 7pb, il decennale greco di ben 22pb a 204pb. Non sono mancate neppure le ripercussioni sui mercati valutari: il dollaro è rimbalzato come cambio effettivo ai livelli del 24/11, accentuando sì la sua debolezza nei confronti dello yen (minimo a 84,81), ma riprendendosi rispetto all’euro (1,4910), alla sterlina e a molte altre divise internazionali. Deboli il petrolio (Brent Crude 75,84 dollari) e l’oro (1166 dollari).

Ricordiamo che il governo di Dubai aveva annunciato la ristrutturazione del debito di Dubai World e della sua controllata Nakheel, che il 14 dicembre dovrebbe rimborsare un debito di 3,52 mld di dollari. Nonostante lo stato di crisi di Dubai sia cosa nota fin dall’ottobre 2008, dal luglio 2009 si era verificato un rilassamento degli investitori dovuto all’aspettativa che il debito sarebbe stato onorato attingendo al Dubai Support Fund, dotato di 20 mld di dollari con l’aiuto (diretto e indiretto) di altri emirati. L’EIU stima il debito di Dubai a 85 mld di dollari, di cui 9 mld scadono entro marzo; ben 59 mld sarebbero attribuibili al gruppo Dubai World. Secondo Reuters le emissioni interessate dalla moratoria ammonterebbero complessivamente a 6,5 mld di dollari, su un totale di 12 mld di prestiti sindacati e bilaterali.

Area Euro

La massa monetaria M3 ha rallentato più del previsto a ottobre, a 0,3% a/a da un precedente 1,8% a/a. Il calo molto marcato su base mensile deriva dall’impennata registrata nell’ottobre dell’anno scorso. Si tratta di un nuovo minimo storico in quasi 40 anni di dati (la media mobile a 3 mesi scende così a 1,6% , ben al di sotto del target BCE, 4,5% a/a). Anche M1 ha rallentato, pur rimanendo su ritmi a due cifre, a 11,8% da 12,8% a/a, segnalando un minor impulso dalla base monetaria. Per quanto riguarda le controparti di M3, è aumentato il ritmo di contrazione dei crediti al settore privato, a -0,8% da -0,3% a/a (per un flusso negativo nel mese pari a -17 miliardi ovvero -0,2% m/m). La flessione ha riguardato in particolare i prestiti alle imprese, in deciso calo a -1,2% da -0,2% a/a, mentre i prestiti alle famiglie si sono attestati a -0,1% da -0,3% a/a.

Italia. L’indice di fiducia delle imprese (nel settore manifatturiero ed estrattivo) è salito più del previsto a 78,8 a novembre, da 77,4 (dato rivisto al rialzo di te decimi) di ottobre. L’indice resta comunque al di sotto della media di lungo termine (87). La salita è dovuta a un (lieve) miglioramento per gli ordini e per le attese di produzione. Tuttavia, il dettaglio mostra comunque luci e ombre, perché gli ordini restano su livelli assai depressi (-48 contro una media storica di -15) e in particolare nel mese il miglioramento è dovuto quasi interamente agli ordini dall’estero. Inoltre, si registra anzi un maggior pessimismo riguardo alla situazione economica generale del Paese e all’occupazione. Le scorte restano al di sotto dei valori considerati normali (un fattore, questo, considerato positivo per le prospettive della produzione).

Germania. In base ai dati sui Laender, l’inflazione è risultata inferiore alle attese a novembre. I prezzi nel mese, attesi stabili, risultano in calo di -0,2% m/m (-0,3% m/m armonizzato). Di conseguenza, il CPI annuo sale meno del previsto a 0,3% da zero (nazionale) e a 0,4% da -0,1% a/a (armonizzato). Si tratta del primo dato positivo dopo sette mesi di calo.

Giappone

I dati del mercato del lavoro mostrano un ulteriore miglioramento, con un nuovo calo del tasso di disoccupazione, a 5,1% da 5,3% di settembre e su un trend verso il basso dal picco di 5,7% a luglio.

Persiste la deflazione: il CPI nazionale a ottobre cala del 2,2% a/a al netto degli alimentari freschi e dell’1,1% a/a al netto di alimentari ed energia. Il CPI totale scende del 2,5% a/a (dal -2,2% di settembre). I dati del CPI di Tokio per novembre sono più incoraggianti.

Le vendite al dettaglio registrano un calo di -0,9% a/a a ottobre. La spesa reale delle famiglie registra un aumento di 0,7% m/m, spinta da un forte aumento delle vendite di beni durevoli. Il reddito delle famiglie continua a calare sia in termini reali sia in termini nominali, e questo dovrebbe frenare i consumi nei prossimi trimestri.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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