Da seguire: – Aste – In Italia, BOT semestrali per 10 miliardi di euro e CTZ biennali per 2,5 miliardi. In Germania, riapertura del BOBL 10/2014 2,5% per 5 miliardi. Nel pomeriggio, asta di …..

T-Note a 7 anni per 32 miliardi di dollari.
Area Euro
– Italia. La fiducia dei consumatori potrebbe tornare a salire lievemente a 112,2 a novembre dopo il calo di circa due punti a 111,7 a ottobre. L’indice rimarrebbe sotto il valore di settembre (113,6), che rappresentava un massimo dal 2002, e solo poco al sotto della media di lungo termine (112,7). Il miglioramento è riconducibile in larga misura a un quadro generale più disteso e in particolare al calo dell’inflazione. Interessante sarà osservare l’andamento delle preoccupazioni occupazionali, salite negli ultimi due mesi, ma rimaste al di sotto dei picchi di maggio.
Stati Uniti
– La spesa personale dovrebbe essere in aumento di 0,5% m/m a ottobre. Il reddito personale dovrebbe essere in aumento molto modesto (+0,2% m/m). Il tasso di risparmio dovrebbe essere ancora in calo, prima di riprendere il trend verso l’alto che dovrebbe caratterizzare i prossimi anni.
– Le vendite di nuove case a ottobre sono previste in aumento a 415 mila unità, da 402 mila di settembre.
– La rilevazione definitiva della fiducia delle famiglie dell’Univ. of Michigan dovrebbe vedere un modesto miglioramento a 66,5 rispetto al livello visto con la rilevazione preliminare (66), e rimanere comunque al di sotto del dato di ottobre (70,6) e del picco recente a 73,5 di settembre.
– Gli ordini di beni durevoli sono previsti in aumento di 0,3% m/m a ottobre, dopo +1,4% m/m di settembre. Al netto dei trasporti, la variazione dovrebbe essere dello 0,6% m/m.
Ieri sui mercati
Chiusure in modesto ribasso per gli indici azionari, con debolezza sui finanziari. Rendimenti dei titoli di stato in flessione per un massimo di 2pb sul Bund, di 8pb sui Treasuries (ben assorbita l’offerta del quinquennale). Tornano a salire i CDS sui periferici dell’eurozona, con allargamenti di 14pb per la Grecia (189pb). Cambio euro/dollaro quasi invariato, ma questa mattina nuovamente vicino a 1,50; da segnalare, invece, il rafforzamento dello yen su dollaro ed euro. Calo delle quotazioni petrolifere, arrestatosi però senza tensioni sui supporti sopra 75 dollari.
Area Euro
Provopolous (Banca di Grecia, membro del consiglio direttivo BCE) ha sostenuto che la riunione del 3 dicembre saranno adottate “le decisioni finali su quella che definiamo la strategia di uscita”, da implementare quando le condizioni di ripresa diverranno solide.
Le indagini congiunturali di novembre confermano la fase di graduale ripresa nell’area euro ed in particolare il recupero del manifatturiero tedesco. In Germania, l’indice IFO è salito a 93,9 da un precedente 92,0 ed è ormai quasi in linea con la media di lungo termine (95,9). Il miglioramento interessa in particolare le attese. In Francia, il clima secondo l’indagine INSEE è rimasto stabile a 89 dopo l’aumento di circa tre punti visto in ottobre. L’elemento della survey che preoccupa è la correzione degli ordinativi dall’estero (-51 da -49). In Olanda, la fiducia delle imprese è salita a -5,6 da un precedente -7,8. Migliorano sia la valutazione della situazione corrente che le attese per i prossimi mesi. In Belgio, la fiducia è salita più del previsto a -8,8 a novembre da -14,2 di ottobre. Si tratta dell’ottavo mese consecutivo di rialzo. L’indice è ora solo di poco al di sotto della media storica di lungo termine (-7,8). L’indice BNB, considerato un anticipatore del ciclo nell’eurozona, segnala che nel breve può continuare il miglioramento dell’attività nel settore manifatturiero.
Francia. Continua a sorprendere la tenuta dei consumi che ad ottobre salgono dell’1,1% m/m dopo il +2,4% m/m del mese precedente. Le vendite sono solo marginalmente sostenute dalle immatricolazioni (+0,6% m/m dopo il 10,2% m/m del mese precedente). Avanzano ad un passo sostenuto i beni per la casa (+2,2% m/m) e l’abbigliamento (+2,6% m/m), gli altri beni manufatti crescono meno (0,3% m/m).
Stati Uniti
La stima del PIL del 3° trimestre è stata rivista verso il basso a 2,8% t/t ann., da 3,5% della stima advance. Come atteso, diversi fattori hanno portato alla revisione verso il basso. I dati non modificano il sentiero di crescita atteso per l’economia americana.
L’indice mensile dei prezzi delle case Case-Shiller per le 20 aree metropolitane mostra un aumento dello 0,3% m/m (il quarto consecutivo) e un calo di -9,4% a/a; su base trimestrale, l’indice registra un incremento di 13,4%.
I verbali della riunione del FOMC di novembre riportano una maggiore fiducia nella ripresa dell’economia. I verbali riportano che “i membri hanno notato la possibilità che possano esserci effetti collaterali negativi dal mantenimento di tassi di interesse a breve termine molto bassi”, ma non si ritiene che ci siano le condizioni per modificare la strategia di politica monetaria. Anche ulteriore deprezzamento del cambio potrebbe aggiungere “ulteriore pressione verso l’alto sull’inflazione”.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






