Con lo stabilizzarsi dell’economia tornerà in primo piano la qualità……
Le cosiddette junk stock, o “azioni spazzatura”, sono le maggiori vincitrici dello spettacolare rally messo a segno dal mercato azionario a partire dallo scorso marzo. Esaminando i fenomeni alla base del recente junk rally, gli esperti di Invesco Global Quantitative Equity hanno constatato che le riprese speculative si verificano tipicamente dopo le fasi di panico economico, ma in genere non durano a lungo. La progressiva stabilizzazione dell’economia solitamente riporta alla ribalta i criteri di qualità e si torna a premiare la giusta selezione dei titoli.
In un’analisi condotta per l’ultimo numero della pubblicazione “Invesco Risk & Reward”, gli esperti definiscono un titolo come “spazzatura” se soddisfa almeno uno dei seguenti quattro criteri: una perdita attesa nei successivi 12 mesi, un free cash flow negativo nei 12 mesi precedenti, una revisione al ribasso degli utili superiore al 50% negli ultimi sei mesi e/o un elevato livello di indebitamento.
Da marzo ad agosto 2009 questi “titoli spazzatura” hanno effettivamente sovraperformato le rispettive medie di settore almeno del 45%. Nella maggior parte dei casi si è trattato di titoli ciclici con un livello di indebitamento e/o un cost ratio elevati. In Europa e negli Stati Uniti, in particolare, questi titoli, che in precedenza erano stati duramente puniti dal mercato, hanno subito un’impennata quando gli scenari “worst-case”, scontati dalle loro quotazioni, hanno iniziato ad apparire sempre più improbabili a fronte di una ripresa economica.
Gli esperti di Invesco hanno confrontato l’evoluzione del mercato negli ultimi sei mesi con l’andamento del semestre seguito all’ultimo mercato ribassista, terminato all’inizio del 2003, rilevando evidenti parallelismi. “I titoli spazzatura – afferma Michael Fraikin, Head of Portfolio Management, Invesco Global Quantitative Equity – hanno sovraperformato il mercato anche nel periodo compreso tra aprile e settembre 2003, e anche allora il rally messo a segno dai titoli di qualità inferiore non rimase circoscritto solo ad alcune aree geografiche”.
Fraikin sottolinea tuttavia alcune rilevanti differenze: la gravità della recente crisi economica, per esempio, ha fatto sì che si qualificasse come “spazzatura” un numero assai più elevato di titoli. Al tempo stesso il rally azionario di quest’anno è stato decisamente più marcato rispetto a quello del 2003 perché questa volta gli investitori hanno alzato le proprie aspettative molto più velocemente. Inoltre, poiché questo junk rally ha interessato una porzione decisamente maggiore del mercato, la sottoperformance degli altri titoli è stata più rilevante rispetto al 2003, con conseguenti effetti negativi per gli investitori che, come Invesco Global Quantitative Equity, privilegiano i titoli di qualità.
“Lo scopo del nostro processo di selezione titoli consiste nell’individuare titoli interessanti sulla base di criteri fondamentali e comportamentali”, spiega Fraikin. “Le società che perdono soldi, non sono all’altezza delle aspettative, generano free cash flow negativi o fanno un forte uso della leva finanziaria non ci interessano, le classifichiamo tra i titoli di minore qualità che tendono a sottoperformare nel lungo periodo. Comunque in un mercato in cui i “titoli spazzatura” sovraperformano appare difficile aggiungere valore basandosi su criteri orientati al lungo periodo”.
L’analisi condotta dagli esperti, tuttavia, dimostra anche che in passato i junk rally non sono mai durati a lungo: dopo avere raggiunto il picco negativo nel 2003, per esempio, nel giro di 18 mesi i mercati tornarono a focalizzarsi su criteri tradizionali di tipo fondamentale e comportamentale. “In base a numerosi criteri il recente junk rally è stato addirittura più forte del precedente, per questo confidiamo che i fattori di selezione titoli da noi adottati torneranno molto presto ad aggiungere valore”, conclude Fraikin.
Fonte: ETFWorld – Invesco Asset Management SA








