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16/11/09 USA: Le vendite al dettaglio a ottobre sono previste in aumento dell’1% m/m, con aumenti diffusi a tutte le componenti.

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Da seguire: – Al summit dell’APEC i delegati cinesi hanno mostrato ancora riluttanza a ripristinare la politica di apprezzamento dello yuan, opponendosi a che il comunicato finale facesse ….

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menzione a cambi determinati dal mercato. Domani, quando Obama incontrerà il presidente cinese Hu Jintao, sarà improbabile assistere a nuove aperture sul tema.

– Aste – soltanto offerta a breve termine in Olanda, Francia (9,5 mld di BTF) e Germania (6 mld di Bubills semestrali).

Area euro

– L’inflazione dovrebbe essere confermata a -0,1% a/a ad ottobre da un precedente -0,3% a/a. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,3% m/m. Da novembre la dinamica annua del CPI area euro dovrebbe tornare in territorio positivo. La dinamica sottostante è attesa frenare all’1,0% a/a a ottobre, da un precedente 1,2% a/a. Nei prossimi mesi, l’inflazione core sarà soggetta a pressioni verso il basso, dato l’ampio eccesso di capacità produttiva.

– Italia. L’inflazione dovrebbe essere confermata in lieve aumento a ottobre a 0,3% a/a da un precedente +0,2% a/a. Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,1%m/m. Nei prossimi mesi, le rinnovate pressioni dalla componente energia spingeranno al dinamica del CPI all’1,0%. Sulla misura armonizzata, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,5%m/m lasciando l’inflazione stabile a 0,4%a/a.

Stati Uniti

– Le vendite al dettaglio a ottobre sono previste in aumento di 1% m/m, con aumenti diffusi a tutte le componenti. Le vendite al netto delle auto sono previste in aumento di 0,6% m/m. Le vendite settimanali hanno registrato un’accelerazione recentemente. Le vendite di auto hanno ripreso a crescere a ottobre, dopo il calo registrato a settembre (post-fine incentivi), e sono tornate su livelli superiori a quelli precedenti l’introduzione degli incentivi governativi. Il prezzo della benzina in rialzo dovrebbe dare un modesto contributo positivo alle vendite complessive.

– L’indagine Empire di novembre dovrebbe scendere a 30 da 34,57 di ottobre. L’incremento di ottobre (+15,7 punti) aveva portato l’indice di attività sui massimi dal 2004 e segnato variazioni molto più positive rispetto a quanto rilevato dalle altre indagini. Un calo a 30 manterrebbe ancora il livello di novembre sul trend verso l’alto in atto da aprile 2009. L’indagine di novembre dovrebbe mantenere il rallentamento del trend degli ordini già visto nei mesi precedenti, mentre le componenti legate al mercato del lavoro potrebbero restare modestamente positive.

I market mover della settimana

Nell’area euro, l’inflazione dovrebbe essere confermata ancora in territorio negativo a -0,1% a/a ad ottobre da un precedente -0,3% a/a. L’inflazione core è vista in calo a 1,0% a/a. Da novembre, l’inflazione dovrebbe tornare in territorio positivo. La dinamica sottostante sarà frenata dall’ampio eccesso di capacità produttiva. In Germania, i prezzi alla produzione sono visti calare ad un ritmo meno intenso ad ottobre (-7,1% a/a da -7,6% a/a).

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore di novembre dovrebbero restare coerenti con espansione della crescita, ma rallentamento della dinamica degli ordini. La produzione industriale di ottobre dovrebbe vedere un nuovo ampio aumento, dovuto ancora a crescita sostenuta della produttività. I cantieri di ottobre dovrebbero essere stabili e le vendite al dettaglio sono previste in aumento diffuso ai diversi settori. Per l’inflazione di ottobre, si dovrebbe confermare il trend molto moderato dei prezzi sia al consumo, sia alla produzione. Numerosi interventi di esponenti Fed, a cominciare da Bernanke e Kohn oggi.

Venerdì sui mercati

Chiusura in rialzo per tutti i principali mercati azionari mondiali. I mercati obbligazionari hanno avuto un andamento contrastato: in ribasso i future sui decennali europei, in rialzo quelli sugli UST; aumento della pendenza 10-2 anni di 3pb sul mercato tedesco e di 5pb su quello italiano, mentre negli Stati Uniti i titoli lunghi si sono comportati meglio di quelli corti. Rimbalzo dell’euro sul dollaro fino a 1,4914, estesosi fino a 1,4979 questa mattina; il dollaro cede terreno anche rispetto a yen, sterlina e dollaro australiano. La moneta giapponese non ha tratto grande sostegno dai conti nazionali del terzo trimestre e risulta in lieve flessione sull’euro (134,17).

Area euro

La ripresa rimane incerta ed irta di ostacoli. Le stime preliminari per il 3° trimestre di quest’anno confermano che il PIL area euro è tornato a crescere (+0,4% t/t -4,1% a/a), anche se meno delle stime (0,5% t/t -3,9% a/a). Deludono in particolare Francia (0,3% t/t) e Italia (0,6% t/t), mentre in Germania la crescita (0,7% t/t) è risultata più in linea con le attese (0,8% t/t). Si attenua la recessione in Spagna. I dettagli francesi e le indicazioni dagli altri istituti statistici suggeriscono che a fronte di un contributo positivo del commercio estero e delle scorte, la domanda interna e in particolare i consumi rimangono più fiacchi del previsto.

Stati Uniti

Il deficit della bilancia commerciale a settembre si è ampliato più di quanto atteso, passando da 30,8 mld di dollari a 36,5 mld. Il deficit in termini reali si è allargato di circa 4 mld di dollari, portando a prevedere una revisione verso il basso della crescita del 3° trimestre di 0,2-0,3 pp.

I prezzi all’import aumentano di 0,7% m/m a ottobre, dopo +0,2% m/m di settembre.

Giappone

Il PIL nel 3° trimestre è cresciuto dell’1,2% t/t (4,8% t/t ann., -4,5% a/a), più di quanto atteso dal consenso (+0,7% t/t), grazie a una dinamica sostenuta di investimenti e consumi privati. %). I dati complessivamente sono positivi, tuttavia restano rischi per la sostenibilità della ripresa: i consumi sono a rischio di rallentamento con la fine del supporto fiscale e investimenti delle imprese e scorte non sono sostenuti da spinte che sembrino durature. Le politiche economiche dovranno restare ampiamente espansive, mantenendo aperti i rischi sullo scenario fiscale, che rimarrà squilibrato per il futuro prevedibile.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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