La Cina, negli ultimi 20 anni, ha raggiunto livelli impensabili sotto molti aspetti, considerando anche la significativa crescita economica ed il rapido sviluppo del mercato dei…..
capitali. Le enormi dimensioni del mercato, il continuo potenziale di sviluppo e la maggiore importanza a livello mondiale hanno attirato gli interessi di molti investitori da tutto il mondo.
Intervista con Mike Shiao (Novembre 2009) – Investment Director Invesco
1. Da che cosa è stata determinata la recente sottoperformance delle azioni cinesi?
Nelle ultime settimane il mercato azionario nazionale cinese ha fatto registrare un brusco arretramento e performance inferiori rispetto al resto del mercato dell’area Asia Pacifico (escluso il Giappone), dato non sorprendente se si considera che, dopo il crollo del 2008, la Cina è stata uno dei mercati con la ripresa più robusta dall’inizio di marzo del 2009 rispetto agli altri mercati.
Pertanto, non destano certo scalpore le recenti prese di profitto da parte degli investitori. Il sentiment del mercato ha inoltre risentito dei timori degli investitori in merito all’orientamento delle politiche verso posizioni restrittive.
Al momento, le azioni cinesi di classe A quotate nella Cina continentale vengono scambiate a un rapporto prezzo-utili (P/E) per il 2009 di circa 21x, valore che costituisce un notevole sconto rispetto alla media della valutazione storica pari a 26x registrata nel corso degli ultimi 13 anni.
Le azioni cinesi quotate a Hong Kong (azioni di classe H) sono più interessanti, con un rapporto prezzo-utili per il 2009 di solo 15,4x, sostenuto da una robusta crescita degli utili pari al 13,8%. Tuttavia, in prospettiva, potrebbe ancora verificarsi una certa volatilità a breve termine.
2. I dati più recenti in merito ai nuovi prestiti in RMB hanno fatto registrare una sostanziale contrazione. Quali sono le sue considerazioni in merito?
Il mercato nazionale cinese delle azioni di classe A è stato sostanzialmente caratterizzato da un sentiment negativo a fronte dei timori relativi ad un potenziale “deragliamento” della ripresa nella terza maggiore economia mondiale determinato da una minore crescita dei prestiti.
La recente correzione rappresenta il sano e tanto atteso consolidamento del mercato, anche se è avvenuto in maniera piuttosto drastica e repentina.
Ovviamente non è realistico prevedere lo stesso livello di creazione di nuovi prestiti osservato nel primo semestre del 2009 anche nel secondo semestre. In effetti, il rallentamento del ritmo di creazione del credito costituisce una decisione cauta e necessaria al fine di diminuire il diffondersi della liquidità in eccesso sul mercato dei capitali, fenomeno che comporterebbe la dilatazione delle “bolle del mercato”.
Nel medio termine, non prevediamo una sostanziale contrazione del credito fino al 2010, quando la ripresa economica globale si manifesterà con maggiore evidenza.
Visto l’obiettivo di mantenere la crescita del PIL ad un livello superiore all’8% non sarebbero, a nostro avviso, giustificate ulteriori brusche contrazioni delle politiche che potrebbero compromettere la crescita economica, in particolare alla luce del calo di immobili e mercati azionari osservato negli ultimi
mesi.
3. Di recente l’accesso di nuovi titoli sulla borsa di Hong Kong (IPO) è aumentata significativamente. A fronte di tale fenomeno, si sono create interessanti opportunità di investimento?
Col rinnovato interesse per le azioni cinesi, da settembre una serie di società ha lanciato un’offerta pubblica, a partire da Sinopharm, il maggiore gruppo farmaceutico cinese, con una richiesta di titoli e performance al debutto alquanto notevoli.
Tuttavia, il sentiment ha subito una rapida inversione di tendenza e numerose quotazioni successive sono scese al di sotto del prezzo dell’IPO. Nonostante performance al debutto inferiori alla media, l’elenco delle IPO offre un mix interessante di opportunità di investimento, come quelle nel settore farmaceutico, dell’entertainment e dell’abbigliamento sportivo.
Riteniamo che l’attività delle IPO sia positiva per il mercato e che l’aumento del numero di società quotate abbia incrementato la capitalizzazione del mercato offrendo maggiore stabilità ai componenti dell’indice.
Cavalcare la prossima ondata di consumismo
Il mercato azionario cinese ha realizzato enormi passi avanti per poter giungere alla posizione attuale, dalla frenesia dei titoli “red chip” alla fine degli anni ’90 alla corsa alle azioni di classe A nazionali dal 2005. Anche la composizione degli indici ha registrato cambiamenti rivoluzionari.
L’Indice MSCI China un tempo era costituito da circa 30 titoli e offriva ridotte opportunità di scelta di titoli a chi cercava una diversificazione. Dall’inizio dell’ultimo decennio tale composizione si è ampliata e diversificata.
L’indice al momento si compone di oltre 100 titoli, in cui quelli finanziari rappresentano quasi il 40%, oltre a un elenco di IPO lanciate nel 2005 da colossi bancari e giganti del settore assicurativo. In prospettiva, i titoli finanziari conserveranno una posizione dominante ancora per qualche tempo e saranno rappresentate molte delle principali banche mondiali in base alla capitalizzazione di mercato.
Tuttavia, stiamo già intravedendo la nascita di un nuovo segmento, vale a dire i consumi, che probabilmente si attesteranno al secondo posto quale settore a crescita più rapida.
Via libera alla domanda al consumo
La rapida crescita dei consumi può essere principalmente attribuita all’introduzione di politiche di governo accomodanti.
Il governo cinese ha strategicamente implementato una serie di politiche nel tentativo di liberare la domanda interna di miliardi di consumatori. Oltre a una serie di incentivi a breve termine, il governo mira a sviluppare un adeguato piano di assistenza sociale, a migliorare il sistema sanitario e quello d’istruzione esistenti e a sviluppare prodotti bancari passando dai prestiti commerciali a quelli personali.
Riteniamo si tratti di un’iniziativa accuratamente progettata; come dimostrato nelle economie sviluppate, i consumatori diventano più propensi alla spesa quando le esigenze quotidiane come quelle in ambito sanitario e dell’istruzione risultano soddisfatte e il reddito disponibile può essere impiegato per beni di consumo discrezionali.
In Cina i marchi locali di beni di consumo prendono il volo
Secondo la vecchia scuola di pensiero si potrebbe ingenuamente concludere che quasi chiunque può partecipare al mercato cinese data la capacità della sua vasta popolazione di assorbire svariati marchi. La realtà, tuttavia, dimostra che i marchi globali hanno incontrato notevoli difficoltà nel tentativo di replicare il modello occidentale in Cina. Alcuni nel tempo hanno avuto successo, altri hanno fallito.
La popolazione cinese è come un foglio di carta bianca e servirà tempo prima che possa svilupparsi una vera e propria consapevolezza del marchio. Prendiamo come esempio il settore altamente competitivo dell’abbigliamento sportivo, in cui svariati giganti del settore si sono radicati in Cina da molto tempo contestualmente all’affacciarsi anche di marchi locali, come Li Ning, Anta e X-Step. Li Ning, ad esempio, vanta al momento oltre 6.000 punti vendita che si avvalgono di vari canali distributivi. L’elenco continua con altri settori di attività legati ai beni di prima necessità, in cui numerose aziende locali stanno attualmente acquisendo una sostanziale quota di mercato.
L’ondata di consumismo si estende ulteriormente ai servizi al consumo del settore delle tecnologie di massa.
Tencent Holdings è diventata leader nazionale nel settore della messaggistica istantanea mobile e dei videogiochi online, mentre Lenovo è attualmente un marchio leader a livello globale nel settore degli hardware per l’information technology. Gli schemi di consumo sono cambiati passando da un contesto sensibile ai prezzi a una mentalità più concentrata sulla qualità, promossa da un graduale processo di urbanizzazione e da un effetto ricchezza che dai beni essenziali si sposta sui beni di consumo discrezionali.
Investimenti in infrastrutture a supporto dei consumi nazionali
La crescita determinata dalle attività legate a infrastrutture e investimenti si traduce anch’essa in domanda interna. Sebbene parte della popolazione continui a rimanere povera, attualmente una porzione selezionata di individui appartenenti alla classe media ha la possibilità di scegliere di acquistare prodotti di qualità.
In tale contesto demografico, prevediamo una maggiore rilevanza dei consumi nel contribuire alla crescita economica della Cina in quanto l’attenzione si sposta da esportazioni determinate dall’esterno alla domanda trainata da fattori interni.
Mentre un numero crescente di società del settore dei beni di consumo stanno diventando pubbliche, i settori dei beni di consumo di base e dei beni discrezionali tenteranno anch’essi di incrementare gradualmente la propria presenza all’interno degli indici azionari cinesi.
Mike Shiao: Investment Director di Invesco Asset Management SA
Fonte: ETFWorld – Invesco Asset Management SA








