Da seguire: – Non ci sono dati significativi in uscita nell’Eurozona e Stati Uniti. – Aste – In Italia asta BOT (5,5 miliardi di titoli annuali). La Germania colloca il nuovo Bund 01/2010 3,25% per un importo di 6 miliardi. Il Portogallo riapre la OT 3,6% 10/2014 per ….

0,75 miliardi.
Ieri sui mercati
Marginale ribasso degli indici azionari, con rialzo delle materie prime e del dollaro. Rendimenti obbligazionari in flessione soprattutto in Europa, dove lo spread 10-2 anni è calato di 4pb circa.
Area euro
Francia. La produzione industriale nel settore manifatturiero ha corretto a sorpresa a settembre, segnando un calo di 1,6% m/m a fronte di stime di consenso per un aumento dell’1,2% m/m. Tuttavia, il dato di agosto è stato rivisto al rialzo a +3,0% m/m, da un precedente (+1,9 % m/m). Sul trimestre la produzione cresce, quindi, del 3,3% t/t dopo cinque trimestri in calo. Il dato in isolamento sarebbe coerente con una crescita del PIL di 0,6% t/t, ma manteniamo una previsione più cauta di 0,5% t/t (-2,0% a/a), dal momento che i consumi hanno deluso nei mesi estivi. La ripresa della produzione industriale in Francia è largamente spiegata da un balzo della produzione di mezzi di trasporto in vista di una maggiore domanda a cavallo di fine anno.
Italia. La produzione industriale si è contratta di 5,3% m/m dopo il sorprendente +7,0% m/m di agosto, rivisto al ribasso a +5,8% m/m. Sull’anno, la produzione corretta per i giorni lavorativi cala di -15,7% a/a, da un precedente -18,6% a/a. Si registra un incremento di attività solo nei due comparti tipicamente anti-ciclici, farmaceutico ed alimentare. Scendono la produzione di mezzi di trasporto e il suo indotto (gomma; metallurgia). Sul trimestre la produzione italiana cresce del 4,0% t/t, ben oltre la media tedesca e francese. Ciò non significa che la crisi per l’industria sia terminata, piuttosto gli incentivi auto e le chiusure estive sembrano aver introdotto un’ampia volatilità nei dati. I dati di produzione rimangono comunque coerenti con un balzo del PIL di circa 0,9% t/t nei mesi estivi, in netto recupero rispetto al -0,5% t/t dei mesi primaverili. È molto probabile che si veda poi un fine anno più fiacco.
Nel complesso, la sorpresa positiva dalla Germania è più che bilanciata dai dati di produzione di Italia e Francia che suggeriscono un calo dell’output area euro di -0,3% m/m a settembre (dati in uscita giovedì).
Germania. L’indice ZEW è calato a 51,8, da un precedente 56,9, la correzione era ampiamente attesa dopo circa un anno in costante aumento. Le attese rimangono comunque ampiamente al di sopra della media di lungo termine. L’indice sulla situazione corrente è migliorato più del previsto a -65,6 da -72,2 e manterrà probabilmente anche per i prossimi mesi un trend ascendente, partendo da livelli ancora storicamente depressi. Il dato conferma che nel breve termine il ciclo in Germania è impostato per una ripresa, ma non scioglie i dubbi sulla sostenibilità di medio termine della ripresa stessa.
Stati Uniti
L’indice di fiducia delle piccole imprese redatto dall’NFIB è salito marginalmente a 89,1 a ottobre da 88,8 di settembre. Migliorano i piani di assunzione, pur restando ancora negativi (a -1% da -4% di settembre); anche i prezzi di vendita risalgono (a -17% da -21%). In marginale calo risulta la spesa in conto capitale (a 17% a ottobre, da 18%). Le condizioni del credito sono in peggioramento a -16% (era -13% ad agosto). Le vendite restano deboli e mantengono pressione sulle imprese per il controllo dei costi. Il 33% delle imprese riporta le vendite deboli come il loro principale problema.
Yellen (San Francisco Fed) ha detto che la politica monetaria deve rimanere accomodante per stimolare la creazione di posti di lavoro e evitare un calo eccessivo dell’inflazione, anche se “a un certo punto, naturalmente, dovremo restringere la politica” monetaria. Per ora l’economia ha un “considerevole” ammontare di risorse inutilizzate e la ripresa sarà fragile e soggetta a shock avversi. Il settore dell’edilizia commerciale rappresenta un serio rischio per la crescita, e i consumi saranno frenati da diversi fattori: la forza e la sostenibilità della ripresa per ora restano in dubbio. Lockhart (Atlanta Fed) ha detto che la crescita resterà frenata dai problemi dei bilanci bancari, che risentiranno in modo particolarmente negativo delle perdite derivanti dai prestiti per l’edilizia commerciale.
Il presidente della commissione bancaria del Senato, Dodd, ha presentato una proposta di radicale riforma della regolamentazione finanziaria. La proposta istituirebbe un’unica agenzia di supervisione, unificando tutti i compiti di supervisione delle istituzioni finanziarie (Financial Institution Regulatory Administration, FIRA) e un’agenzia di protezione finanziaria dei consumatori.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






