1BUSSOLA

09/11/09 Da marzo il mercato azionario continua a correre


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Da marzo i prezzi delle attività ad alto rendimento hanno ripreso crescere: il mercato azionario continua a correre, il petrolio è ritornato a quota 80 dollari al barile, l’oro si trova sui massimi di sempre al di sopra dei mille dollari l’oncia, gli spread sul mercato obbligazionario hanno cominciato a ridursi e le attività dei paesi emergenti sono risalite ancora di più. Ci sono segnali di miglioramento dei mercati interbancari e del mercato …..

creditizio. Gli imponenti piani di salvataggio del sistema bancario e gli incentivi al consumo hanno permesso all’economia di evitare il tracollo e, in alcuni casi, di ritornare a crescere. Un dato su tutti: negli Stati Uniti il Pil è cresciuto di 3.5 punti precentuali nel terzo trimestre, un’ottima performance se consideriamo che nei tre mesi precedenti si era vista una contrazione pari allo 0.7%. I dati macroeconomici confermano l’uscita dalla fase critica e anche settori fortemente colpiti dalla crisi, come quello immobiliare o il manifatturiero, si stanno stabilizzando.

L’ondata di liquidità immessa sui mercati dalle banche centrali e le politiche monetarie espansive a livello globale hanno supportato le vendite gonfiando i prezzi degli asset. E’ cresciuta la propensione al rischio degli operatori, che in questa fase hanno l’opportunità di prendere in prestito a tassi di interesse prossimi allo zero per investire in attività che promettono rendimenti elevati. Parallelamente, abbiamo visto un forte deprezzamento del dollaro americano: quella che nei momenti di panico era stata considerata la valuta rifugio, con il rientro dell’avversione al rischio sta via via perdendo i benefici derivanti dal proprio status.

Da marzo a oggi il biglietto verde ha perso quasi il 20% nei confronti dell’euro e della sterlina, più del 30 contro dollaro australiano e neozelandese. L’euro/dollaro ha ripetutamente testato quota 1.50, senza però riuscire, almeno fino ad ora, a sorpassare i massimi degli ultimi 14 mesi. Sorprendente la performance del cable, che ha guadagnato circa 10 figure in 10 giorni: dopo un rimbalzo in area 1.57 il cross è arrivato in area 1.67 nonostante dati macroeconomici poco incoraggianti.

Se le condizioni dell’economia globale continueranno a stabilizzarsi, l’attenzione si sposterà progressivamente sulle politiche di exit strategy delle diverse banche centrali: il Giappone ha aperto la strada annunciando il ritiro di alcune delle misure straordinarie. La Bank of Japan ha però sottolineato che sarà estremamente cauta sui passi successivi, manterrà una politica monetaria molto accomodante e non interverrà sui tassi di interesse per un lungo periodo.

Anche la BCE ha fatto il primo passo verso il ritiro delle misure straordinarie di sostegno all’economia; giovedì Trichet ha lasciato intendere che l’asta a un anno di dicembre sarà l’ultima del suo genere in agenda. Nessuna novità è emersa invece dopo la riunione del FOMC: i tassi sono stati confermati allo 0.25% “per un periodo prolungato”, ma niente dichiarazioni a proposito di eventuali cambiamenti per la politica monetaria. E’ ancora lontana dall’exit strategy la Bank of England, che ha confermato il tasso di riferimento allo 0,5% e aumentato di 25 miliardi di sterline, portandolo il totale a 200, il programma di “quantitative easing” per aiutare l’economia a uscire dalla recessione.

Principali tassi di cambio

Euro – Dollaro:

L’attività sul Forex di questa settimana è stata caratterizzata da incertezza e nervosismo; l’avversione al rischio si è lievemente attenuata rispetto al picco della settimana precedente e questo ha, come di consueto, penalizzato il dollaro e favorito l’euro. La riunione del FOMC non ha aggiunto molto al quadro generale; per il momento, non dovremmo aspettarci alcun sostegno al dollaro USA derivante da un cambiamento nella retorica della Fed.

D’altra parte, le osservazioni di Trichet relative all’asta di dicembre con scadenza ad un anno hanno offerto un ulteriore sostegno alla moneta unica. Il cross ha ripetutamente messo sotto pressione la resistenza a 1.49 ma senza effettivamente riuscire a superare tale soglia. In questa fase, il quadro rimane confuso e il mood degli investitori estremamente volatile; possibili spunti in concomitanza della pubblicazione dell’indice Zew in Germania, il reporto mensile della BCE, l’inflazione nell’area euro e il trade balance americano.

Trend
Rialzista
>>Neutrale
Ribassista

Supporti:
1.4740 – 1.4630
Resistenze
1.4890 – 1.4950

Euro – Yen:

Gap ribassista per l’euro yen e deciso recupero della divisa unica che da 131.97 chiude a metà settimana con un +2.5% poco sopra area 135.00. Massimi e minimi a 135.74 e 131.00, mentre area 134.00 diventa il livello di partenza per sostenere un euro in apprezzamento contro lo yen. La conferma rialzista sulla rottura della media mobile a 200 gg a 134.50 e primo test 135.3 per aggiornare target di medio periodo 136.26. Il ritorno della divisa giapponese, in linea con una possibile correzione dei mercati azionari, si confrontera con livelli di supporto ribassista a 133.13 -132.60 – 131.70

Trend
Rialzista
>>
Neutrale
Ribassista

Supporti:
133.13 -132.60 – 131.70
Resistenze
134.50 – 135.30 – 136.26

Dollaro – Yen:

Apertura di settimana in gap ribassista a 89.70, minimi e massimi registrati rispettivamente a 89.18 e 91.30. Il range di oscillazione dei prezzi è piuttosto ristretto in un canale compreso tra 90.60 e 89.65. Questi i punti di due partenza per il prossimo movimento del dollaro yen, pronto ad attaccare le resistenze e puntare quota 91.60. Testato questo livello ulteriore spazio sui massimi da settembre a 92.50 per poi aggiornare i target rialzisti di medio periodo a 95.00. Solo la rottura al ribasso del supporto 88.00 riporterebbe il cambio a fare i conti con i minimi in area 87.00.

Trend
Rialzista
>>
Neutrale
Ribassista

Supporti:
88.00 -87.00
Resistenze
91.60 -92.30 -95.00

Dollaro – Franco Svizzero:

Il mercato sta cercando di recuperare dopo aver disegnato un triplo minimo a 1.0130: il cross sembra aver confermato il rimbalzo sui livelli più bassi dell’anno, inviolati da 16 mesi, a quota 1.0030. Mentre la tendenza di lungo periodo è ancora fortemente ribassista, la recente rottura al di sopra di 1.0230 e lo spike a 1.0333 sono un segnale incoraggiante. Il cross si trova al di sotto della media mobile a 200 periodi: per una conferma di inversione del trend sarà necessario attendere un test della resistenza posta a 1.0215

Trend
Rialzista
>>
Neutrale
Ribassista

Supporti:
1.0130 – 1.0030
Resistenze
1.0215 – 1.0330

Sterlina – Dollaro:

La decisione della Bank of England di aumentare l’Asset Purchase Facility di 25 miliardi GBP invece dei 50 attesi dal mercato ha fornito un supporto alla sterlina sia contro euro che contro dollaro. In particolare, il cable ha tentato di sfondare la resistenza a 1.6640 ma, così come l’euro, non è riuscito a superare tale soglia ed è stato respinto in area 1.65. Il quadro generale rimane piuttosto offuscato: siamo al di sopra della media mobile a 200 e il trend è impostato al rialzo, ma il doppio massimo disegnato nella seconda parte della settimana fa pensare ad un’inversione di tendenza, almeno nel breve periodo. Attenzione alla pubblicazione dell’inflation letter e al discorso di King, previsti per mercledì prossimo.

Trend
Rialzista
>>Neutrale
Ribassista

Supporti:
1.6300 – 1.6460
Resistenze
1.6640 – 1.6690

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Daily

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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