Da seguire: – Aste – In Germania vengono offerti il Bobl 155 2,5% 10/2014 e il Bund€i 1,75% 04/2020 rispettivamente per 5 e 2 mld di euro. Riapertura del quinquennale negli Stati Uniti…

per 41 mld di dollari.
– Si attende oggi un rialzo dei tassi ufficiali in Norvegia, dove la ripresa è più avanzata rispetto al resto di Europa e il governo si attende una crescita del 2,1% per il PIL escluso il settore petrolifero nel 2010. Il tasso di riferimento è attualmente all’1,25%.
Area Euro
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero segnalare un ritorno dell’inflazione in territorio positivo, da -0,3% a/a di settembre a +0,1% a/a. Sul mese i prezzi al consumo sono visti in crescita di 0,2% m/m per effetto del rincaro dei prezzi delle benzine. Sulla misura armonizzata i prezzi sono visti in crescita di 0,2% m/m e 0,0% a/a.
– Italia. La fiducia delle imprese è attesa recuperare a 75,0, dopo il calo di settembre. L’indice si riporterebbe poco al di sopra del livello di fine estate e rimarrebbe comunque al di sotto della media di lungo termine (88). Ci attendiamo un recupero di domanda in particolare dall’estero.
Stati Uniti
– Gli ordini di beni durevoli a settembre sono previsti in aumento di 0,8% m/m, con un incremento di 0,4% m/m al netto dei trasporti, dopo aumenti molto sostenuti a luglio e una contrazione ad agosto. Nelle indagini di settembre la componente ordini aveva registrato un calo, pur restando in territorio coerente con un trend verso l’alto. Nell’ISM manifatturiero, gli ordini a settembre erano scesi a 60,8, da 64,9 di agosto: il trend resta chiaramente verso l’alto e in territorio espansivo, indicando una probabile ripresa degli ordini a settembre.
– Le vendite di nuove case a settembre sono previste in aumento a 440 mila unità da 429 mila del mese di agosto. I dati di settembre relativi al settore immobiliare residenziale hanno visto una stabilizzazione: i costruttori registrano un calo di ottimismo a ottobre per il timore di effetti negativi conseguenti alla fine degli incentivi fiscali all’acquisto della prima casa (fine novembre). Tuttavia, per ora, non ci sono indicazioni di inversione del trend in modesto miglioramento, o almeno di stabilizzazione su livelli di attività al di sopra dei minimi della prima parte dell’anno.
Ieri sui mercati
Il calo della fiducia dei consumatori ha favorito un nuovo calo degli indici azionari americani, inizialmente sostenuti dai risultati delle trimestrali. Ciò ha favorito indirettamente il dollaro: l’euro è sceso sotto il supporto di 1,4829 fino a 1,4769 USD, assestandosi poi intorno a 1,48. Yen in ripresa sul dollaro, così come la sterlina. In calo i rendimenti dei titoli di stato, con chiusure al rialzo per i principali future obbligazionari e ottimo assorbimento del biennale UST in asta (b/c 3,63). Le quotazioni del Light Crude, scese tra venerdì e lunedì sotto 80 dollari, sono risalite fino a 79,89 dollari. Stabile l’oro, dopo la netta flessione di lunedì.
Area Euro
– La dinamica di M3 ha frenato ulteriormente a settembre passando a 1,8%a/a da un precedente 2,6% a/a (rivisto al rialzo da 2,5%a/a). La media mobile a tre mesi cala su nuovi minimi a 2,5% da un precedente 3,1% a/a. Tra le componenti di M3 rallenta la crescita di M1 (anche se rimane sui massimi dal 1997) a 12,8% a/a da un precedente 13,6%a/a e la dinamica di M2 passa al 3,6% a/a da un precedente 4,6%a/a. Si contraggono ulteriormente i depositi a breve termine ed in particolare i deposito a due anni passano a -17,8%a/a da un precedente -15,2%a/a. Si contraggono i prestiti al settore privato di 0,3%a/a da un precedente 0,1%a/a. In particolare i prestiti alle imprese non finanziarie calano di 0,1% a/a (crescevano del 14,8% a/a nella primavera del 2008). I prestiti alle famiglie continuano a ridursi (-0,3%a/a).
Italia. La fiducia dei consumatori è scesa a sorpresa a ottobre dopo sei mesi di miglioramento. L’indice ISAE si attesta a 111,7 da 113,6 di settembre, tornando in sostanza sui livelli di agosto. La fiducia resta ben al di sopra del minimo toccato a luglio 2008 (95,8) e solo di poco al di sotto della media storica di lungo termine (112,7). Il dettaglio mostra che il calo è generalizzato ma, significativamente, riguarda più la condizione economica degli intervistati che non la situazione generale del Paese, più le attese per il futuro che non i giudizi sulla situazione corrente. Tornano a salire per il secondo mese le preoccupazioni occupazionali, che si riportano vicine ai livelli dello scorso maggio (comunque in calo dai picchi di marzo). Inoltre, si deteriorano significativamente i giudizi sulle opportunità di risparmio (con riguardo sia alla situazione corrente che soprattutto alle aspettative). Si conferma il rallentamento della dinamica inflazionistica corrente e attesa, che si mantiene in prossimità dei minimi storici e che continua sostenere i giudizi sui bilanci familiari.
Stati Uniti
La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board è scesa a 47,7 a ottobre da 53,4 di settembre. Il consenso prevedeva un indice a 53,5. L’indice delle condizioni correnti è sceso a 20,7 da 23 di settembre, toccando il minimo da febbraio 1983; l’indice aspettative è sceso a 65,7 da 73,7 di settembre, tornando sui livelli di giugno 2009. La valutazione del mercato del lavoro peggiora per il secondo mese consecutivo, con la differenza fra jobs plentiful e jobs hard to get in calo a -46,2 da -43,4 di settembre. Anche le aspettative per il mercato del lavoro vedono ulteriore peggioramento rispetto a quanto registrato nei mesi scorsi. I dati danno supporto a una previsione di consumi deboli per un periodo prolungato e mettono rischi verso il basso alle previsioni per l’employment report di ottobre.
L’indice della Richmond Fed per il settore manifatturiero a ottobre registra un calo a 7 dopo tre mesi stabili a 14.
I prezzi delle case rilevati dall’indice S&P/Case Shiller per le principali 20 città ad agosto registrano un aumento dell’1,18% m/m, il quarto consecutivo; su base tendenziale, questo indice vede un miglioramento della dinamica a -11,3% a/a da -13,3% a/a di luglio. Su base mensile restano in calo i prezzi delle case di tre città (Las Vegas, Charlotte e Cleveland). L’indice per le 10 maggiori aree metropolitane vede un andamento analogo, in aumento di 1,3% m/m, corrispondente a un calo di -10,6% a/a. Ad agosto l’indice rilevato dall’FHFA aveva visto un calo di 0,3% m/m: i prezzi delle case dovrebbero continuare a salire, ma a un ritmo più contenuto rispetto a quanto visto recentemente con l’indice Case-Shiller.
Le vendite settimanali nella settimana conclusa il 24 ottobre registrano un aumento mensile di 1,8% con l’indice Redbook e un calo di 0,2% con l’indice ICSC.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






