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27/10/09 La dinamica di M3 potrebbe rimanere sui livelli di agosto o riaccelerare marginalmente verso 2,6% a/a a settembre

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Da seguire: – Aste – Emissioni a breve termine in Italia: BOT semestrali e CTZ biennali rispettivamente per 9,5 e 3 mld di euro. L’Olanda riapre tre titoli con scadenze 2014, 2016 e 2028 per un massimo di …

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2 mld.

Area Euro

– La dinamica di M3 potrebbe rimanere sui livelli di agosto o riaccelerare marginalmente verso 2,6% a/a a settembre dal momento che ci attendiamo un calo della domanda degli strumenti a breve. L’aumento delle pendenze 10 anni/3 mesi e 10/2 anni potrebbe aver determinato uno spostamento da strumenti a breve e un calo di M1.

– Francia. La fiducia delle famiglie è vista in ulteriore recupero a ottobre a -35, da un precedente -36, ancora sensibilmente al di sotto della media di lungo termine (-22). La fiducia è frenata dalla dinamica occupazionale e sostenuta dalle misure governative e dalle notizie di un miglioramento del quadro generale. Ci aspettiamo un recupero delle attese di prezzo, dopo i cali degli ultimi due mesi.

– Italia. Dopo il netto miglioramento degli ultimi due mesi, la fiducia delle famiglie è attesa in lieve arretramento a 113,2. L’indice rimarrebbe appena sopra la media di lungo termine (112,7). Il miglioramento recente è riconducibile in larga misura ad un quadro generale più disteso ed in particolare al calo dell’inflazione. Il giudizio sulla situazione personale ha avuto un miglioramento meno rilevante. Non escludiamo che, all’aumentare della disoccupazione e con l’inversione di tendenza dell’inflazione attesa nei prossimi mesi, la fiducia possa in parte correggere.
Stati Uniti

– La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a ottobre è prevista in calo a 51,5, da 53,1 di settembre. Le più recenti indagini di fiducia hanno registrato dei cali (IBD TIPP; Univ. of Michigan, ABC). Nell’indagine dell’Univ. of Michigan, il calo era ampio e diffuso sia alla valutazione coincidente, sia alle aspettative: tuttavia, il mese precedente questa indagine aveva visto un rialzo sostenuto. L’indagine del Conference Board già a settembre aveva segnato un ritracciamento con un più ampio calo dell’indicatore coincidente (-2,7 punti a 22,7) e una modesta correzione per l’indicatore aspettative (-0,5 punti a 73,3). Nell’indagine di settembre si era registrato un peggioramento della valutazione del mercato del lavoro, che questo mese potrebbe stabilizzarsi.

Ieri sui mercati

Indici azionari in ribasso, frenati dai finanziari, e ripresa del dollaro sono stati i temi del giorno. L’euro ha corretto fino a 1,4842, riportandosi poi intorno a 1,49; ma il dollaro statunitense è salito anche contro yen (92), dollaro canadese e dollaro australiano. In flessione le quotazioni delle materie prime. Curve dei tassi in rialzo con aumento delle pendenze (+3pb sul 10-2 anni Bund) e incrementi anche dei tassi impliciti nei futures monetari.

L’India ha iniziato la rimozione delle misure monetarie straordinarie, annunciando la chiusura di un p/t speciale per le banche e delle finestre di sconto per società finanziarie non bancarie; inoltre, ha ridotto l’operazione di rifinanziamenti del credito all’export e cancellato uno swap in divisa estera; altre misure restrittive entreranno in vigore nelle prossime settimane.

Area Euro

Il nuovo governo tedesco ha presentato un altro pacchetto fiscale che include tagli alle imposte per 24 miliardi all’anno (l’1% del PIL) a partire dal 2011 quando le nuove misure andranno a regime. Il governo ha ammesso che nemmeno al termine del mandato (a settembre 2013) verrà raggiunto il pareggio di bilancio. Le agevolazioni riguardano anche le imprese ma toccheranno in particolare l’imposta sul reddito, in modo da affrontare quello che si conferma come il tallone d’Achille dell’economia tedesca e cioè la debolezza dei consumi. L’implementazione sarà graduale a partire dall’inizio del prossimo anno, e per il 2010 i tagli dovrebbero ammontare a circa 15 miliardi (lo 0,6% del PIL).

Liikanen (Banca di Finlandia) ha confermato che nell’eurozona non è ancora tempo di ritirare lo stimolo monetario. Infatti la ripresa in corso su scala mondiale è “lenta” e la crescita nei prossimi anni sarà “modesta”. L’ampia volatilità dei tassi di cambio aggiunge incertezza allo scenario per l’area dell’euro. Noyer (Banca di Francia) ha ripetuto che gli sforzi in tema di regolamentazione finanziaria e mirati a rafforzare la capitalizzazione delle banche rimangono una priorità nonostante il ritorno al profitto da parte di molte istituzioni finanziarie. La difesa della posizione di capitale delle banche dovrebbe includere vincoli sulla distribuzione dei dividendi e sulle forme di retribuzione variabile. Noyer ha aggiunto che la maggior parte degli effetti negativi del rallentamento dell’attività economica sui bilanci deve ancora essere vista.
Stati Uniti

L’indice CFNAI a settembre è sceso a -0,81 da -0,65 di agosto. La media mobile a 3 mesi sale a -0,63 da -0,96 di agosto, l’ottavo miglioramento consecutivo, portandosi per la prima volta al di sopra della soglia di -0,7 che tipicamente fa da spartiacque nella determinazione della fine di una recessione. Nel comunicato della Chicago Fed si sottolinea che nelle ultime quattro recessioni il primo mese in cui la media mobile supera la soglia di -0,7 è stato praticamente coincidente con la datazione ufficiale della fine della recessione da parte dell’NBER.

Le agenzie riferiscono che l’amministrazione Obama starebbe per presentare una proposta per consentire la liquidazione ordinata di istituzioni finanziarie non bancarie di rilevanza sistemica. La proposta consentirebbe al governo di imporre l’amministrazione controllata e coinvolgere i creditori nella ristrutturazione.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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(2) Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
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La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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