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19/10/09 L’indice di fiducia dei costruttori rilevato dalla NAHB dovrebbe aumentare a ottobre a 20


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Da seguire: – Aste – emissioni a breve termine in Olanda e Francia (10 miliardi di BTF). La Slovacchia riapre il titolo 05/2026 4,5%. L’Italia ha annunciato il collocamento in sindacato di un …

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nuovo trentennale indicizzato all’inflazione europea.

Stati Uniti

– L’indice di fiducia dei costruttori rilevato dalla NAHB dovrebbe aumentare a ottobre a 20, da 19 del mese di settembre. L’indice è in aumento ininterrotto da aprile (indice a 14) e ormai lontano dal minimo ciclico (e storico per la serie) toccato a 8 a gennaio.
I market mover della settimana

Nell’area euro le indagini di fiducia di ottobre (PMI, IFO, INSEE e BNB) dovrebbero confermare il miglioramento del quadro congiunturale, anche se il ritmo di incremento potrebbe essere più modesto rispetto a quello registrato nei mesi estivi. Il recupero sarà evidente anche nei dati sugli ordini industriali di agosto in calendario nell’area euro e in Italia. Infine, la spesa per consumi in Francia potrebbe evidenziare un recupero solo modesto a settembre, chiudendo il trimestre in flessione.

Negli Stati Uniti, i dati dovrebbero confermare la svolta del settore dell’edilizia residenziale, con cantieri e vendite di case esistenti in aumento a settembre. I prezzi alla produzione a settembre saranno in aumento moderato. Il Beige Book dovrebbe dare un quadro di ripresa fragile, con una dinamica contenuta dei consumi frenati da un mercato del lavoro ancora negativo e dalla restrizione del credito.
Venerdì sui mercati

Appiattimento delle curve dei tassi sulla scia della correzione che ha interessato i mercati azionario mondiali dopo la diffusione dei risultati di GE e Bank of America. Risulta in moderato calo anche il Nikkei, che però ha messo a segno un netto recupero dai minimi di inizio giornata. Arretra lievemente il cambio euro/dollaro, scambiato questa mattina appena sotto 1,49. Il dollaro si riprende anche contro yen, sterlina e dollaro australiano. Continua l’ascesa dei prezzi petroliferi: il contratto di dicembre del Light Crude ha ormai toccato 79 dollari, mentre il Brent è a 77 dollari.

Area Euro

Italia. Dopo quelli coi Paesi extra-UE, anche gli scambi commerciali con i Paesi UE hanno visto un calo ad agosto, di -1,9% m/m per le esportazioni e di -1,3% m/m per le importazioni. In sostanza, l’export ha azzerato i guadagni di luglio. Tenendo conto di entrambi i flussi commerciali, l’export nel mese è calato di -7,7% m/m (ben più dell’incremento di luglio, +3,1% m/m) e l’import di -0,8% m/m (da -2,6% m/m precedente). Su base annua, l’export è in calo di -25% a/a, l’import di -26,1% (in entrambi i casi il miglioramento dai minimi di aprile è solo lieve). Il contributo maggiore viene proprio dal maggior partner commerciale, la Germania (-25,7% a/a di variazione annua, per un contributo all’export totale di -3,3% a/a). In sintesi, i dati reali sull’export stanno beneficiando assai meno di quanto si potrebbe pensare del miglioramento della congiuntura mondiale. Le cause vanno ricercate nella bassa competitività dell’Italia, anche a confronto con gli altri Paesi europei, e nei legami commerciali meno forti con i Paesi più vivaci dell’Asia che mantengono un ciclo robusto (la Cina è l’unico tra i grandi Paesi verso il quale le commesse risultano in aumento, +5,5% a/a ad agosto).

Stati Uniti

La produzione industriale a settembre è aumentata più del previsto con un incremento di 0,7% m/m, e il dato di agosto è stato rivisto verso l’alto a +1,2% m/m da una stima di 0,8% m/m. L’utilizzo della capacità produttiva sale a 70,5% da 69,9%. Nel 3° trimestre, la variazione complessiva della produzione è stata del 5,3% t/t ann., la prima variazione trimestrale positiva da inizio 2008 e l’aumento più ampio da inizio 2005. Il livello della produzione resta del 6,1% al di sotto del livello di settembre 2008. I dati mettono rischi verso l’alto alla previsione di crescita nel 3° trimestre di 3,1% t/t ann.

Gli acquisti netti di attività finanziarie americane a lungo termine ad agosto sono saliti a 28,6 miliardi di dollari da +15,3 miliardi di luglio. I privati hanno complessivamente acquistato 21,3 miliardi di dollari netti di titoli a lungo termine, di cui 10,7 miliardi di Treasuries e 10,3 miliardi di azioni. Gli acquisti netti delle autorità sono stati di 11,6 miliardi di dollari, di cui 13,2 miliardi in Treasuries. In calo di 3,4 miliardi di dollari, i Treasuries detenuti dalle autorità cinesi.

La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan nell’indagine preliminare di ottobre registra un calo a 69,4 da 73,5 di settembre. La valutazione delle condizioni correnti scende a 72,1 da 73,4 e le aspettative vedono un calo a 67,6 da 73,5 di settembre. L’indagine conferma che il trend verso l’alto dai minimi di fine 2008/inizio 2009 è graduale, dopo un miglioramento relativamente rapido visto nel 2° trimestre. Le aspettative di inflazione a 1 anno risalgono a 2,8% (livello visto ad agosto) da 2,2% del mese di settembre; le aspettative a 5 anni salgono a 2,9% da 2,8%.

Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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