Da seguire: Area Euro: – Francia. L’output dovrebbe far segnare il quarto miglioramento consecutivo ad agosto. Tuttavia, come negli ultimi due mesi, l’incremento dovrebbe essere modesto, stimiamo …

Da seguire:
Stati Uniti
– La produzione industriale dovrebbe essere aumentata dello 0,3% m/m, terzo incremento consecutivo. L’employment report ha visto un calo delle ore lavorate nel settore manifatturiero dello 0,5% m/m per il secondo mese consecutivo, ma dovrebbe esser più che compensato dall’aumento della produttività. Il settore auto dovrebbe registrare una variazione positiva, ma più contenuto rispetto ai due mesi precedenti. La componente produzione dell’ISM indica un aumento dell’output positivo, ma a un ritmo più contenuto rispetto a quanto registrato nel mese di agosto. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe aumentare a 69,8%.
– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan dovrebbe scendere nel dato preliminare di ottobre a 72,5 da 73,5 di settembre. A settembre l’indice aveva registrato un incremento di 10 punti, ma gli indici settimanale ABC e mensile del Conference Board hanno visto un ritracciamento nei dati più recenti. Il peggioramento del mercato del lavoro non lascia spazio per un significativo trend verso l’alto della fiducia delle famiglie.
Ieri sui mercati
Nuovo calo dell’avversione al rischio, accompagnato da rialzi dei rendimenti sui titoli di stato, ribassi dei future obbligazionari e monetari, rincaro di petrolio e metalli di base. Il cambio euro/dollaro è rimasto piuttosto volatile, con escursioni fra 1,4841 e 1,4967, ma alla fine è tornato sui livelli di inizio giornata, intorno a 1,4950; dollaro in netta ripresa sullo yen, scambiato nelle ultime ore sopra quota 90; forte anche la sterlina, ora a 1,63 dollari e in ripresa contro euro; dollaro australiano sempre ben sostenuto (nuovo massimo mensile a 0,927 USD).
Area Euro
L’indice dei prezzi al consumo per l’area euro è stato confermato in calo a -0,3% a/a in settembre (da -0,2% a/a di agosto). Nel mese i prezzi sono rimasti fermi (ci si attendeva un aumento di un decimo) dopo l’incremento di 0,3% m/m del mese precedente. L’inflazione sottostante (che esclude anche alimentari, alcool e tabacco), è risultata pari a 1,2%, in calo di un decimo rispetto al mese precedente. Per trovare un valore più basso occorre risalire al febbraio del 2001.
Stati Uniti
Il CPI a settembre è aumentato dello 0,2% m/m (-1,3% a/a), in linea con il consenso. L’incremento dell’indice core, +0,2% m/m (1,5% a/a), è stato maggiore delle attese di +0,1% m/m. L’energia ha registrato un aumento dello 0,6% m/m, gli alimentari un calo di 0,1% m/m. I dati confermano che il comparto abitazione mette pressioni verso il basso sull’indice core; per ora però altre voci discrezionali non danno indicazioni di rischi imminenti di eccessiva disinflazione.
I nuovi sussidi di disoccupazione sono scesi a 514 mila nella settimana conclusa il 10 ottobre, da 524 mila della settimana precedente. I sussidi esistenti nella settimana conclusa il 3 ottobre sono scesi al di sotto della soglia di 6 milioni, toccando 5,992 milioni da 6,067 milioni della settimana precedente.
L’indagine Empire nel mese di ottobre ha sorpreso verso l’alto con un aumento dell’indice di attività a 34,6 (+16 punti), contro aspettative di un calo, toccando il livello più alto degli ultimi 5 anni. In aumento tutte le componenti anticipatrici e coincidenti di attività. Migliorano anche le aspettative a 6 mesi.
L’indice della Philadelphia Fed a ottobre scende a 11,5, da 14,1 di settembre, con indicazioni differenti rispetto a quelle dell’Empire e più in linea con il tenore dei dati congiunturali più recenti. L’indagine conferma crescita positiva del settore, ma segnala stabilizzazione del ritmo di ripresa. In calo gli indicatori a 6 mesi, mentre registrano un aumento i piani di investimento.


Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






