Da seguire: – Aste – In Italia il Ministero dell’Economia colloca BOT a 12 mesi per 6 miliardi di euro. Emissioni di titoli a breve termine anche in Francia per complessivi 10 miliardi di euro …

e in Germania per 6 miliardi. La Finlandia ha invece annunciato l’emissione in sindacato di un titolo di stato con scadenza luglio 2025.
I market mover della settimana
Nell’area euro, la rilevazione di agosto dovrebbe mostrare un forte rimbalzo della produzione +3,0% m/m, dovuto soprattutto al sorprendente recupero del dato italiano. Le letture dei mesi estivi sono però sporcate da fattori stagionali anomali. L’indice ZEW è visto in miglioramento a 62. A meno di sorprese dalla Francia, l’inflazione nell’area euro dovrebbe essere confermata a -0,3% a/a a settembre.
La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore manifatturiero di ottobre dovrebbero segnalare espansione dell’attività a un ritmo più contenuto rispetto a luglio-agosto. CPI e prezzi all’import dovrebbero registrare un rallentamento marcato della dinamica mensile, grazie alla stabilizzazione dei prezzi delle commodities. La produzione industriale a settembre dovrebbe registrare un aumento contenuto. I verbali del FOMC mostreranno una revisione verso l’alto delle previsioni di crescita, ma pessimismo invariato sul mercato del lavoro. Per la politica monetaria il messaggio sarà invariato.
Venerdì sui mercati
La giornata è stata contraddistinta da forti ribassi nei corsi dei titoli di stato europei e statunitensi, con aumento delle pendenze sulla curva dei tassi dollaro, ma compressione su quella euro. Difficile trovare una causa specifica: i rapporti di mercato menzionano vari fattori, dal nervosismo per le future scelte della Fed dopo il discorso di Bernanke e i test sui p/t di drenaggio, a qualche timore per la debolezza del dollaro. In effetti anche i future sui fed funds sono scesi di ben 10pb sulle scadenze di fine 2010 e anche l’aumento dei tassi impliciti nei contratti eurodollaro è stato corposo. Chiusura in moderato rialzo per i mercati azionari americani. Dollaro in ripresa su euro (1,4672-1,4795, con uscita a 1,4727), yen (88,3-89,8, alla fine 89,77) e sterlina (1,58 questa mattina). Petrolio in lieve rialzo, consolidatosi nelle ultime ore; oro in lieve flessione, ma sempre vicino ai massimi di 1061 dollari/oncia.
Area euro
La produzione industriale italiana, corretta per i giorni lavorativi ed effetti stagionali, è schizzata a sorpresa del 7,0% m/m ad agosto. E’ più che probabile che la destagionalizzazione sia stata sporcata da chiusure inusuali (in risposta alla crisi più imprese della norma potrebbe aver chiuso per smaltire feri ed alleggerire il costo del lavoro). E’ più che probabile che si veda una correzione a settembre. In ogni caso, nel 3° trimestre si avrà un forte rimbalzo di produzione (il trascinamento è del 7% t/t) sia pure in una certa misura riconducibile ad “effetti statistici eccezionali”. Di riflesso segnaliamo forti rischi verso l’alto alla nostra stima di crescita del PIL Italia di 0,2% t/t nel 3° trimestre. E’ tuttavia troppo presto per trarre conclusioni sulla salute del ciclo italiano e ci sembra opportuno attendere almeno il dato di settembre.
In Francia è confermato il recupero del settore industriale. Ad agosto, la produzione manifatturiera è avanzata per il terzo mese consecutivo dell’1,8% m/m. L’impulso continua ad arrivare dal comparto dei beni intermedi e capitali. Ad agosto recupera anche la produzione di durevoli. Come per l’Italia c’è il sospetto che il rimbalzo sia legato al ciclo delle scorte in particolare nell’auto. Il dato di agosto lascia la dinamica della produzione in rotta per un aumento del 3%t/t a settembre e segnala rischi verso l’alto alla nostra stima di crescita del PIL di 0,3% t/t nel 3° trimestre.
Stati Uniti
La bilancia commerciale di agosto ha registrato un deficit più contenuto rispetto alle attese, in calo a 30,7 miliardi, da 31,9 miliardi di luglio. In aumento le esportazioni di 0,2% m/m e in calo l’import di 0,6% m/m, per via di una contrazione della voce petrolio (componente prezzo prevalente). In termini reali, il saldo dei beni si riduce a -37,7 miliardi di dollari da -38,7 di agosto. La media trimestrale scende dell’1,8% t/t. Dal lato delle esportazioni, in netto calo, i beni capitali (computer, -5,7% m/m, aerei civili, -40,3% m/m); in calo anche i beni di consumo
(-1,2% m/m), nonostante un aumento delle esportazioni nel settore auto (+7,3% m/m). In termini reali, le esportazioni di beni calano dell’1,5% m/m. Aumentano invece i servizi esportati (+0,5% m/m). Le importazioni scendono dello 0,6% m/m complessivo, ma aumentano dello 0,3% m/m al netto del petrolio. In calo beni capitali (per via del settore aerei civili, mentre tutti gli altri sotto-settori vedono incrementi anche ampi; in calo i beni di consumo, a parte il comparto auto (+8,6% m/m). In termini reali, le importazioni di beni scendono dell’1,9% m/m. I dati segnalano che il canale estero dovrebbe dare un contributo positivo alla crescita nel 3° trimestre.


Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






