VIENNA

06/10/09 L’Austria emette titoli per complessivi 2,2 miliardi di euro


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Da seguire: – Nessun dato di rilievo in agenda oggi.
– Aste – L’Austria emette titoli per complessivi 2,2 miliardi di euro, ripartiti sulle scadenze ottobre 2014 e marzo 2026…

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Ieri sui mercati

Poche ore fa la Banca centrale australiana ha alzato dal 3,0% al 3,25% il cash rate. Il comunicato cita condizioni economiche migliori del previsto, rialzi modesti della disoccupazione e un miglioramento del clima di fiducia; nel 2010 “la crescita sarà in linea con il trend”. L’intervento rappresenta soltanto un primo passo, in quanto “la visione del Comitato è che sia ora prudente iniziare a rimuovere con gradualità lo stimolo di politica monetaria”. Il dollaro australiano si è rafforzato dell’1% sul dollaro statunitense e dello 0,45% sull’euro.

Torna a indebolirsi il dollaro. Pesano la chiusura positiva degli indici azionari (sui quali ha inciso positivamente l’aumento dell’ISM non manifatturiero), il rialzo dei tassi in Australia e speculazioni su ipotetici piani dei paesi del Golfo per abbandonare il dollaro come moneta di regolamento per le transazioni petrolifere. L’euro, già risalito ieri a 1,4648, ora ha segnato il massimo di giornata a 1,4749; lo yen è a 89. Secondo Trichet non c’è ragione perché il dollaro debba deprezzarsi nei confronti dell’euro e che altre monete dovranno rafforzarsi contro dollaro ed euro nel medio termine, ma correttamente il mercato comprende che al giudizio di valore difficilmente seguiranno interventi concreti. Stabili i rendimenti dei titoli di stato e le quotazioni dei loro futures. Irrilevanti le oscillazioni dei tassi Euribor, con l’Eonia stabile tra 0,34 e 0,36%.

Area euro

– Italia. Il PMI servizi registra a settembre un incremento a 48,5 da 46,4 di agosto avvicinandosi al valore soglia di 50. Dall’analisi di dettaglio emerge una diminuzione del pessimismo per i nuovi affari a 48 da 45,1 precedente, mentre aumentano le perplessità relative al mercato del lavoro con la componente occupazionale a 47 da 48,9 di agosto. In calo anche le componenti sui prezzi sia pagati che praticati.

– La lettura definitiva per settembre degli indici PMI servizi nell’area euro ha mostrato una lieve revisione al rialzo a 50,9 dal dato preliminare di 50,6 e da 49,9 di agosto. Riviste in lieve calo tutte le voci ad eccezione dell’attività corrente, rivista a 45,4 da 44,1 precedente. Lievemente rivisto anche il PMI servizi tedesco a 52,1 da 52,2 della prima stima, mentre è stata più significativa la correzione in Francia, pari ad un punto a 53,2 da 52,2 precedente con la voce dell’attività corrente rivista a 49,3 da 44,9. Pubblicato anche il dato definitivo per l’indice PMI composito, rivisto a 51,2 da 50,8 della prima lettura.

– Le vendite al dettaglio nell’area euro registrano un calo di -0,2% m/m ad agosto dopo -0,2% m/m di luglio, al di sopra delle attese di consenso per una contrazione di -0,5% m/m. Su base annua il dato si traduce in un calo del -2,6% a/a da -1,9% a/a precedente, rivisto di un decimo al ribasso. Il calo è dovuto ai prodotti non alimentari (-0,6% m/m). Per i prossimi mesi, in aggiunta all’esaurirsi degli incentivi dei Governi a sostegno del mercato delle auto, le maggiori perplessità riguardano gli effetti del deterioramento del mercato del lavoro sui consumi delle famiglie.
Stati Uniti

L’ISM non manifatturiero è salito a 50,9 a settembre, da 48,4 di agosto, più di quanto atteso dal consenso (50). In aumento attività (a 55,1 da 51,3) e ordini (a 54,2 da 49,9). Poco variata la componente occupazione, che rimane ancora lontana da 50. In generale, nonostante il miglioramento riscontrato a settembre, le imprese segnalano ancora cautela e condizioni miste a livello di settore e per l’economia nel suo complesso. In una domanda speciale del mese, 15 sotto-settori riportano aspettative di aumento di attività legato al pacchetto di stimolo fiscale.

Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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