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05/10/09 USA: L’ISM non manifatturiero a settembre dovrebbe essere aumentato a 49,5 da 48,4 di agosto


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Da seguire: – Aste – Emissioni a breve termine in Francia (10 miliardi di euro) e Olanda, mentre la Slovacchia riapre il titolo 04/2017 4,2%.
– Crescono le attese di …..

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rialzo dei tassi in Australia, con il mercato ancora diviso sull’esito della riunione di martedì. L’annuncio avverrà alle 05.30 ora italiana.

Area Euro

– Le vendite al dettaglio dovrebbero calare ancora nel mese di agosto, stimiamo di -0,7% m/m dopo il -0,2% m/m di luglio, per effetto di una marcata flessione nei due principali paesi dell’area. Se confermato, il dato di agosto lascerebbe le vendite in rotta per un calo per il sesto trimestre consecutivo (-0,8% t/t nel 3° trimestre da un precedente -0,3% t/t). Nonostante la ripresa della fiducia, l’aumento della disoccupazione e l’incipiente rallentamento del reddito continueranno a pesare ancora a lungo sulla spesa delle famiglie.

– Il PMI dei servizi potrebbe essere rivisto al rialzo a 50,8 a settembre, da 50,6 della stima precedente e da un precedente 49,9. Il miglioramento di morale è stato meno marcato che nel settore manifatturiero per via della flessione dell’indice tedesco. Tuttavia, il miglioramento dovrebbe riflettersi in maggior misura sulla seconda stima. Di conseguenza, anche il PMI composito potrebbe essere rivisto al rialzo di tre decimi a 51,1 (da un precedente 50,4). Il livello del PMI composito è ormai coerente con una crescita del PIL in territorio lievemente positivo.

Stati Uniti

– L’ISM non manifatturiero a settembre dovrebbe essere aumentato a 49,5 da 48,4 di agosto. Il settore servizi rimane su un trend meno dinamico rispetto al manifatturiero. L’indagine della Richmond Fed ha mostrato un rallentamento dell’attività a settembre ed è rimasto in territorio negativo anche a settembre. La ripresa dei consumi ad agosto è stata in larga misura concentrata sulle auto per via degli incentivi: dalle vendite settimanali non emerge una dinamica particolarmente sostenuta. In miglioramento potrebbe essere l’attività nel settore immobiliare.

I market mover della settimana

Nell’area euro, oltre che alla riunione BCE l’attenzione sarà rivolta agli indicatori in uscita sulla produzione industriale nei tre maggiori paesi dell’area. I dati di agosto dovrebbero mostrare un output in recupero in Germania e Italia, e poco variato in Francia. Il ritmo di contrazione annua dovrebbe essere ovunque in attenuazione. Viceversa, continuerà ad agosto il calo per le vendite al dettaglio. La lettura finale dei dati sul PIL confermerà il dato di -0,1% t/t, -4,7% a/a nel 2° trimestre. La seconda stima del PMI servizi e composito si confermerà su livelli coerenti con un ritorno alla crescita per l’economia europea già dal 3° trimestre. La BCE dovrebbe tenere una riunione assolutamente interlocutoria, senza proporre modifiche né ai tassi ufficiali, né all’assetto delle misure non convenzionali.

La settimana ha pochi dati in pubblicazione negli Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero dovrebbe aumentare ancora a settembre, mentre la bilancia commerciale di agosto dovrebbe registrare un allargamento del deficit. Fra i molti interventi in calendario dalla Fed, da segnalare un intervento di Bernanke sul bilancio della Fed.

Ieri sui mercati

È proseguita la fase di correzione dei mercati azionari, sostenuta venerdì anche dall’andamento negativo dei dati occupazionali americani. Chiusure in ribasso per tutti i principali indici mondiali, incluso il Nikkei questa mattina. Il dollaro ha perso terreno come cambio effettivo; questa mattina risulta debole nei confronti dell’euro (1,4640) e della sterlina, mentre è salito marginalmente rispetto allo yen. Riflessi favorevoli sui prezzi delle materie prime. Tassi IRS sull’euro e sul dollaro in rialzo, con modesto aumento della pendenza 10-2 anni.

Area Euro

I prezzi alla produzione sono cresciuti di 0,4% m/m ad agosto. La dinamica annua passa a-7,6% a/a da un precedente -8,4% a/a. Al netto dell’energia i prezzi alla produzione viaggiano a -1,3% a/a da un precedente -1,1% a/a. Nei prossimi mesi ci attendiamo un progressivo rientro delle pressioni a monte della catena produttiva dato il rincaro dei prezzi delle materie prime. L’indice PMI prezzi pagati è ritornato appena sotto 50 a settembre dal minimo di 27,6 dello scorso marzo.

Stati Uniti

L’employment report si aggiunge alla lista di dati deboli a settembre. I nuovi occupati sono scesi di 263 mila e i mesi precedenti sono stati rivisti di -13 mila. Il ritmo di contrazione nel 3° trimestre migliora a -256 mila, da una media di -559 mila del 1° semestre 2009, ma settembre delude. Nell’indagine delle famiglie, il calo di occupati è massiccio (-785 mila, media a 3 mesi, -444 mila). Gli occupati scendono sia nel settore privato (-200 mila) sia in quello pubblico (-53 mila). In peggioramento il calo dei servizi (-147 mila dopo -69 mila). Il tasso di disoccupazione sale a 9,8% da 9,7% di agosto. I salari orari aumentano dello 0,1% m/m, dopo +0,4% di agosto. Le ore lavorate registrano un calo di 0,5% m/m. L’employment report conferma che la ripresa resta fragile e, anche in presenza di un ampio stimolo di policy, l’occupazione e i consumi freneranno il ritmo di crescita della domanda finale.

Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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