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05/10/09 La ripresa economica sembra stia arrivando anche nel resto del Vecchio Continente

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La ripresa economica, già iniziata in Germania, sembra stia arrivando anche nel resto del Vecchio Continente, grazie all’incremento della domanda globale ed agli effetti dei massicci piani di stimolo fiscale messi a punto dai governi dei diversi paesi. L’output rimarrà stagnante anche nei mesi a venire, ma a partire dal primo trimestre del prossimo anno il Pil dovrebbe ricominciare a crescere; sarà fondamentale in …..

questo senso il contributo della componente consumi, una volta che l’effetto positivo dei piani governativi e quello del rientro dell’eccesso di magazzino si saranno esauriti. La BCE ha ribadito che le dinamiche cicliche rimangono incerte e che non si inizierà a pensare all’exit strategy prima della fine del 2009. Si può affermare che anche in Gran Bretagna la recessione sia terminata: il settore manifatturiero è ritornato in espansione e il mercato immobiliare sta ritornando alla normalità. Negli Stati Uniti i dati congiunturali stanno già dando indicazioni di rallentamento del ritmo di crescita per il 4° trimestre. Se da un lato aumenta la spesa personale, dall’altro diminuiscono le vendite ed aumenta il tasso di risparmio, fattore quest’ultimo che rappresenta un freno duraturo alla crescita dell’economia nei prossimi anni. I dati delle indagini di settore sono stati meno brillanti a settembre rispetto a quanto visto nei mesi precedenti. Il trend sottostante di crescita resta positivo, ma il ritmo di miglioramento degli indicatori sta rallentando. Anche il settore immobiliare residenziale, che ha svoltato nel 3° trimestre e registrerà la prima crescita positiva dopo 14 trimestri di contrazione consecutivi, è sostenuto da incentivi fiscali all’acquisto di prima casa, con scadenza a fine novembre. L’employment report si aggiunge alla lista di dati deboli a settembre: sono andati persi nel settore non agricolo 263.000 impieghi, ben al di sopra dei 175.000 previsti. Il tasso di disoccupazione è salito a 9,8% dal 9,7 precedente. Sui mercati valutari abbiamo visto qualche primo segnale incoraggiante per il dollaro. Non è detto si
tratti già dell’avvio dell’attesa inversione di tendenza, ma sembra che dopo settimane di euforia dei mercati stia emergendo qualche perplessità riguardo a entità, qualità e sostenibilità della ripresa in corso. Tale view ha causato un deprezzamento dell’euro, che dal massimo di una settimana e mezzo fa a 1.4842 – un livello tecnicamente all’interno del fronte rialzista che porta verso 1.50 – ha fatto marcia indietro scendendo fino a 1.45. Precipitata anche la sterlina da un massimo a 1.6465 a un minimo di 1.5768 nel giro di due settimane. Se durante l’incontro BoE giovedì si ribadirà, più o meno implicitamente, la revisione verso il basso dello scenario di crescita e/o l’utilità di un cambio debole per il contributo positivo del canale estero alla crescita (e non verranno aumentati i fondi per l’APS) il cambio GBP/USD
potrebbe stabilizzarsi sotto 1.60

Principali tassi di cambio

Euro – Dollaro:

Questa settimana il dollaro ha continuato il suo recupero nei confronti dell’euro partito settimana scorsa dopo aver toccato i minimi annuali a 1.4842.
La settimana è iniziata con uno scivolone sotto le medie mobili a 55 e 21 periodi fino al supporto di 1.4576, per poi proseguire con oscillazioni interne al canale 1.4662-1.4515. I dati negativi di venerdì sui nonfarm payroll dopo aver dato ulteriore forza al dollaro si sono rivelati un boomerang spingendo l’euro verso la resistenza superiore del trend.
Da verificare settimana prossima se il trend ribassista sfonderà con decisione il supporto di 1.4493, con eventuali margini di discesa fino a 1.4346, o se prenderà quel livello come base per un rimbalzo, con una probabile fase laterale entro il canale con limite superiore a 1.4662: in tal senso il PIL dell’Eurozona diffuso mercoledì 7 e la decisione della BCE sul tasso di interesse prevista per giovedì 8 potrebbero dare spunti in uno o nell’altro senso.

Trend
Rialzista
Neutrale
>>
Ribassista

Supporti:
1.4493 – 1.4346
Resistenze
1.4662 – 1.4787

Euro – Yen:

Questa settimana lo yen ha continuato in parte il suo recupero nei confronti dell’euro, dopo aver sfondato al ribasso il livello di 131.76, aver lateralizzato nella parte centrale tra 130.69 e 131.76, ed accelerato contro l’euro a partire da giovedì: in finale di seduta venerdì l’euro ha poi ritracciato gran parte delle perdite portandosi appena sopra la soglia di 130.69. Per settimana prossima probabile un fase neutrale/di rimbalzo dell’euro sul supporto 130.26, fino al livello superiore del canale a 131.76: da tenere d’occhio un’eventuale rottura a ribasso fino al successivo supporto a 128.60 e il calendario con la decisione della BCE sul tasso di interesse.

Trend
Rialzista
>>
Neutrale
Ribassista

Supporti:
130.26 – 128.60
Resistenze
131.76 – 133.80

Dollaro – Yen:

Il dollaro yen ha attraversato una settimana di lateralizzazione entro il canale 89.56-90.14, provando più volte a bucarlo al ribasso (lunedì toccato in giornata il minimo a 88.16) ma senza riuscire a mantenersene sotto, con le sedute di inizio e fine settimana particolarmente nervose.
Tecnicamente il trend si mantiene ancora ribassista, sia per gli ottimi dati sull’economia nipponica sia per l’aumento della risk aversion, anche se la tenuta del supporto a 89.56 e la debolezza di fondo dell’economia giapponese fa ben sperare se non in un rimbalzo almeno in una fase di contenimento dello yen da parte del dollaro. Un eventuale rimbalzo potrebbe incontrare una prima resistenza a 90.24 e una successiva a 91.51, mentre un ulteriore accelerazione al ribasso troverebbe un supporto a 88.67 e poi eventualmente sui minimi storici intorno al supporto a 87.10

Trend
Rialzista
>>Neutrale
Ribassista

Supporti:
88.67 – 87.10
Resistenze
90.24 – 91.51

Dollaro – Franco Svizzero:

Settimana in rialzo per il dollaro contro lo svizzero rinnovando 5 minimi crescenti raggiungendo massimi intorno a 1.0450. Il trend primario continua comunque ad essere impostato tecnicamente ribassista essendo lo svizzero una delle monete preferite in caso di aumento di avversione al rischio. Permane anche per la prossima settimana una view laterale tra i massimi 1.0450 ed 1.0300 figura.

Trend
Rialzista
>>Neutrale
Ribassista

Supporti:
1.0450
Resistenze
1.030

Sterlina – Dollaro:

Precipita la sterlina da un massimo a 1.6465 a un minimo di 1.5768 nel giro di due settimane. Il movimento caratterizzato da picchi di volatilità in concomitanza di supporti e resistenze ha origine da mover fondamentali. La prossima settimana sarà la settimana test nella formazione del nuovo trend della moneta britannica infatti se durante l’incontro BoE giovedì si ribadirà, più o meno implicitamente, la revisione verso il basso dello scenario di crescita e/o l’utilità di un cambio debole per il contributo positivo del canale estero alla crescita (e non verranno aumentati i fondi per l’APS) il cambio GBP/USD potrebbe stabilizzarsi sotto 1.60

Trend
Rialzista
Neutrale
>>
Ribassista

Supporti:
1.5815
Resistenze
1.6075

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Daily

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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