Da seguire: Area Euro – Italia. Ci aspettiamo un marcato aumento della disoccupazione nel 2° trimestre, dal 7,3% all’8% (su base destagionalizzata). Gli occupati, sulla base dei dati finora disponibili dalle ….

grandi imprese, potrebbero essere calati di almeno -0,5% t/t dopo il -0,3% t/t di inizio anno, a fronte di un possibile aumento di 0,3% t/t delle forze di lavoro (dopo il calo di un decimo nel trimestre precedente). Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere salito ancora significativamente nel 3° trimestre, e toccherà un picco probabilmente soltanto nel 2010.
Stati Uniti
– I prezzi delle case (indice FHFA) a luglio dovrebbero registrare il terzo aumento consecutivo, segnando +0,5% m/m.
Ieri sui mercati
In assenza di dati macroeconomici, con l’aspettativa di una riunione FOMC ancora improntata a segnalare tassi invariati a lungo e incertezza sul G-20, i mercati obbligazionari ieri hanno chiuso in rialzo, con rendimenti in calo sul T-note a 10 anni di 4pb a 3,42% e sul Bund a 3,88% (-2pb). I mercati azionari hanno corretto modestamente (S&P 500, Nasdaq +0,2%, Eurostoxx -0,5%). Le dichiarazioni che precedono la riunione dei G-20 a Pittsburgh sono in linea con l’aspettativa di un comunicato in cui si segnala che l’attuazione dell’exit strategy è ancora lontana: il Ministro delle Finanze francese, Lagarde, ha dichiarato che i G-20 devono continuare a sostenere l’economia mondiale.
Area Euro
BCE. Weber, noto falco, ha dichiarato che non si intravedono rischi per la dinamica inflazionistica in Germania. Se l’economia è uscita dalla fase più acuta fino al 2013 non si tornerà ai livelli pre-crisi, non è ancora chiaro, difatti, se la ripresa sia sostenibile in Germania e nel resto dell’area euro. La Tumpel Gugerell del Direttivo BCE ha indicato che la soluzione della crisi riposa nella capacità delle banche di erogare credito alle imprese. A riguardo, la BCE ha pubblicato per la prima volta i risultati di un’indagine sulle piccole e medie imprese (6.000 imprese) che hanno mostrato un deterioramento dell’accesso al credito nella prima metà del 2009 con un buon 12% delle imprese che hanno visto del tutto respinte le richieste di finanziamento. Le imprese spagnole hanno incontrato le maggiori difficoltà con il 57,9% degli intervistati che dichiarano di aver visto un netto peggioramento delle condizioni di credito a fronte di un 25% in Germania e 31,1% in Francia e Italia. La prossima edizione dell’indagine è tra sei mesi.
Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
Appendice
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