Stati Uniti: La crescita della produttività nel 2° trimestre dovrebbe essere del 6,1% t/t (rivista dalla stima preliminare di 6,4% t/t), con un calo del costo del lavoro per unità di prodotto di -5,5% t/t.
Stati Uniti
La crescita della produttività nel 2° trimestre dovrebbe essere del 6,1% t/t (rivista dalla stima preliminare di 6,4% t/t), con un calo del costo del lavoro per unità di prodotto di -5,5% t/t.
La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato di agosto è vista dal consenso a -241 mila, da -371 mila del mese di luglio.
La Fed pubblica i verbali della riunione del 12 agosto. Il comunicato della riunione segnalava una fase di attendismo per la politica monetaria: i dati macroeconomici indicano stabilizzazione dell’economia, ma si mantiene una previsione di ripresa debole e di persistente ampia capacità inutilizzata. La scelta di rallentare gli acquisti di Treasury in modo da dare luogo a una transizione controllata sui mercati indica che probabilmente nella discussione relativa alle politiche non convenzionali il consenso era per una probabile chiusura del programma alla scadenza di ottobre. I verbali non dovrebbero modificare in modo sostanziale le aspettative, con il mantenimento di tassi fermi su livelli eccezionalmente bassi “per un periodo esteso”.
Ieri sui mercati
Netta flessione degli indici azionari europei e americani, nell’ordine del 2%, continuata questa mattina in Asia (Nikkei -2,37%, Hang Seng -1,58%). Poco variati i futures obbligazionari, e anche le flessioni dei tassi sono state significative soltanto sulle scadenze corte e medie. Si riallarga lo spread Btp-Bund. In netto calo anche i prezzi delle materie prime (Brent Crude $67,73, cinque dollari in meno rispetto al giorno prima). I futures monetari hanno visto un netto calo dei tassi impliciti sulle scadenze più lontane, da settembre 2010 in poi; ancora in discesa su tutte le scadenze i fixing dell’Euribor. Euro in calo su dollaro e yen.
Area Euro
Secondo Noyer (Banca di Francia) le banche dovrebbero usare i profitti per rafforzare la loro patrimonializzazione e adempiere alla propria funzione di finanziare l’economia.
Il tasso di disoccupazione nell’area euro registra un incremento a 9,5% a luglio, in linea con le attese, dopo il 9,4% di giugno e tocca il massimo dal giugno del 1999. Nei prossimi mesi ci attendiamo un ulteriore inasprimento delle condizioni nel mercato del lavoro; il tasso di disoccupazione potrebbe superare il 10% già entro la fine dell’anno e rimanere a due cifre per buona parte del 2010.
La lettura definitiva del PMI manifatturiero dell’area euro mostra una revisione al rialzo a 48,2 ad agosto da 47,9 della prima lettura e dopo il 46,3 di luglio. Riviste lievemente al rialzo tutte le principali componenti ad eccezione dei tempi di consegna.
Italia. Il PMI manifatturiero scende inaspettatamente ad agosto a 44,2 da 45,4 di luglio. Cresce il pessimismo per la componente dell’output (43,2) e per quella dei nuovi ordini (42,9), interrompendo in entrambi i casi un trend di crescita partito a marzo.
Italia. L’indice ISAE di fiducia delle imprese manifatturiere fa segnare nel mese di agosto un rialzo superiore alla più ottimistica delle attese, a 74,8 da 72,4 di luglio. Dopo la fase di decumulo dei magazzini che aveva caratterizzato i mesi scorsi, il recupero di fiducia è finalmente guidato dalla ripresa degli ordini (l’indice relativo sale a -49 da -58, ai massimi da novembre), sia sul mercato domestico sia soprattutto dall’estero. Il dettaglio per settore mostra che il recupero di morale ha riguardato più i produttori di beni di investimento e intermedi che non i produttori di beni di consumo. In sintesi il dato appare coerente con un possibile rimbalzo poco sopra lo zero sia per la produzione industriale che, verosimilmente, per il PIL nel trimestre in corso.
Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali ha registrato a luglio un incremento di +0,2% m/m dopo il +0,1% m/m precedente. Su base annua la variazione è stata del 2,1% a/a, in deciso rallentamento dal 2,8% a/a di giugno e di un decimo al di sotto delle attese. Sulla base della sola applicazione dei contratti negoziati entro la fine di luglio, l’indice delle retribuzioni orarie potrebbe rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento anche sotto il 2% per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
Germania. Il numero dei disoccupati, corretto per la stagionalità, diminuisce di altre mille unità ad agosto dopo il calo di 5 mila unità di luglio. La media degli analisti si attendeva viceversa un aumento nel numero dei senza-lavoro (di 30 mila unità). Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile ad agosto all’8,3% di luglio, che in ogni caso rappresenta un massimo dal 2007. Su base non destagionalizzata, il numero dei disoccupati è salito a 3.472.000. Il mercato del lavoro in Germania sta mostrando una miglior tenuta rispetto ad altri Paesi dell’area euro (il tasso di disoccupazione è salito sinora di appena sette decimi dai minimi), anche grazie agli effetti degli incentivi fiscali per le imprese a ridurre l’orario di lavoro, piuttosto che licenziare i lavoratori. Tuttavia, riteniamo che non possa ancora considerarsi conclusa la fase di deterioramento delle condizioni occupazionali, che durerà ancora per tutto il 2009 e la prima parte del 2010.
Germania. Le vendite al dettaglio registrano un incremento di 0,7% m/m a luglio, in linea con le attese, dopo il -1,3% m/m di giugno (rivisto da-1,8% m/m). Su base annua il dato si traduce in una variazione di -1,0% a/a dopo il -2,0% a/a precedente rivisto da -1,6% a/a. Nel complesso, il rimbalzo delle vendite a luglio è solo parziale e non altera il trend di debolezza dei consumi.
Stati Uniti
Sorprende in positivo l’ISM manifatturiero di agosto. Per la prima volta da gennaio 2008, l’indice supera la soglia di 50 (valore limite al di sopra del quale si passa dalla fase di contrazione a quella di espansione dell’attività del settore) salendo a 52,9 da 48,9 di luglio contro attese di consenso di 50,1. Si tratta del livello più alto da giugno 2007. Il dettaglio mostra un miglioramento diffuso: tutti i sotto-indici ad eccezione di importazioni e scorte-clienti aumentano. In particolare si registra un sensibile aumento per nuovi ordini (a 64,9 da 55,3), prezzi pagati (a 65 da 55) e ordini dall’estero (a 55,5 da 50,5). Più contenuto invece l’incremento per produzione (a 61,9 da 57,9), scorte (a 34,4 da 33,5) e occupazione (a 46,4 da 45,6). Il dato è coerente con una ripresa della crescita nel 3° trimestre, dopo 18 mesi di contrazione.
Scende la spesa in costruzioni a luglio di -0,2% m/m (-10,5% a/a) dopo l’aumento di giugno dello 0,1% m/m (rivisto da 0,3% m/m). La spesa per investimenti residenziali registra un incremento del 2,3% m/m (-26,9% a/a), mentre si contrae quella per investimenti non residenziali (-1% m/m, -2,6% a/a). Nel settore pubblico si registra una variazione negativa (-0,7% m/m) dopo 5 incrementi consecutivi, mente il settore privato mostra un aumento della spesa dello 0,1% m/m sostenuta dal settore residenziale (2,3% m/m).
I contratti di compravendita di case aumentano a luglio del 3,2% m/m dopo il 3,6% m/m di giugno. Il dettaglio per area geografica mostra un incremento significativo nell’Ovest (12,1% m/m) e nel Sud (3,1% m/m) dove sono prevalenti le vendite di case pignorate. I dati positivi di giugno e luglio dovrebbero tradursi in un nuovo incremento di vendite di case esistenti.
Le vendite di auto sono aumentate a 14,1 milioni di unità ann., da 11,3 di luglio e 9,7 di giugno, raggiungendo i livelli del maggio 2008. L’aumento è determinato dagli incentivi fiscali alla rottamazione, in vigore fra il 24 luglio e il 24 agosto.
Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.






