GIAPPONE_GIARDINI ZEN

01/09/09 L’indice ISM del settore manifatturiero è previsto in aumento


Iscriviti ai Nostri canali


Lo yen ha esteso la sua avanzata contro dollaro, muovendosi fra 93,56 e 92,53 (minimo dal 13 luglio) ….

01092009


Da seguire:

Area Euro

Germania.

Le vendite al dettaglio al netto delle auto sono cresciute a luglio di +0,7% m/m, compensando solo in parte il deciso calo del mese precedente (-1,3% m/m). Le prospettive per i consumi tedeschi rimangono poco favorevoli in quanto lo stimolo fiscale sarà controbilanciato dall’indebolimento del mercato del lavoro.

La disoccupazione nell’area euro è attesa in crescita a 9,5% a luglio da 9,4% precedente toccando così i livelli massimi da giugno 1999. Il tasso dei senza-lavoro è rimasto invariato in Germania, ma dovrebbe essere aumentato ancora significativamente nei Paesi minori. Ci attendiamo un ulteriore deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro nei prossimi mesi. Il picco per il tasso dei senza-lavoro potrebbe essere toccato solo a inizio 2010.

Italia.

L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto in aumento di +0,1% m/m a luglio così come il mese precedente. La variazione tendenziale annua rallenterebbe perciò al 2% a/a dal 2,8% a/a precedente, ai minimi da un anno e mezzo. Nonostante il punto di minimo del ciclo sia probabilmente alle spalle, l’aumento in corso della disoccupazione porrà pressioni al ribasso sui salari ancora a lungo, probabilmente per tutto il biennio 2009-10.

Italia.

La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il quinto mese consecutivo ad agosto. Stimiamo l’indice ISAE a 74,2 da 71,7 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Sarà importante verificare il miglioramento delle valutazioni delle imprese sugli ordini, finora rimaste su livelli assai depressi.

La lettura definitiva dell’indice PMI manifatturiero dell’area euro di agosto dovrebbe confermare il dato preliminare a 47,9, in deciso recupero da 46,3 di luglio e ormai coerente con una stabilizzazione dell’attività industriale. Ci aspettiamo una conferma anche per gli indici tedesco (a 49) e francese (a 50,2). In Italia la prima lettura dell’indice PMI manifatturiero di agosto dovrebbe mostrare un recupero a 47,0 da 45,4 di luglio, in coerenza con quanto visto negli altri Paesi europei.

Germania.

Ad agosto vediamo un aumento nel numero di disoccupati di 25 mila unità dopo il calo del mese precedente (-6 mila). L’aumento potrebbe essere più consistente in termini non destagionalizzati. Ne conseguirebbe una salita del tasso di disoccupazione all’8,4% dall’8,3% di luglio.

Stati Uniti

L’indice ISM del settore manifatturiero è previsto in aumento a 50,5 ad agosto, da 48,9 di luglio, passando la soglia di 50 per la prima volta da gennaio 2008. Alcune indagini regionali erano passate in territorio positivo già a luglio e con agosto anche Philly Fed e Empire hanno svoltato al di sopra dello zero. L’attività del settore manifatturiero dovrebbe avere un sostegno dal settore Auto, ma la produzione del settore è aumentata a luglio anche al netto delle auto (produzione settore manifatturiero +1% m/m, ex auto +0,25% m/m a luglio). Le componenti ordini e produzione dell’indagine, già sopra 50 a luglio, ad agosto dovrebbero ancora aumentare. Per quanto riguarda l’occupazione dovrebbero essere confermati segnali di riduzione del ritmo di contrazione degli occupati.

La spesa in costruzioni a luglio è prevista in aumento di 0,2% m/m, con un contributo positivo del settore dell’edilizia residenziale. I nuovi cantieri sono calati marginalmente a luglio, ma hanno registrato aumenti marcati nei due mesi precedenti (il livello di luglio a 581 mila è superiore a quello di aprile del 20%). Anche la spesa per l’edilizia pubblica dovrebbe avere segno positivo, mentre l’edilizia commerciale dovrebbe segnare la quarta contrazione consecutiva. Gli occupati nel settore costruzioni hanno continuato a scendere, anche se a un ritmo più contenuto, segnalando un freno alla ripresa dell’attività nel settore costruzioni nel suo complesso.

Le vendite di auto ad agosto dovrebbero segnare un nuovo aumento, a 13,5 milioni di unità ann., da 11,3 milioni di luglio, sulla scia del programma di incentivi alla rottamazione in vigore fra il 24 luglio e il 24 agosto. Stime di settore mettono gli effetti del programma vicini a un aumento delle vendite di circa 750 mila unità, che su base annualizzata sarebbero pari a un incremento di 9 milioni. E’ improbabile che l’effetto sia così elevato, anche perché una parte delle vendite sarebbero state effettuate anche senza gli incentivi. E’ probabile che nei mesi successivi si registri un netto calo di vendite, come sempre avviene con programmi di incentivi temporanei.

Ieri sui mercati

Lo yen ha esteso la sua avanzata contro dollaro, muovendosi fra 93,56 e 92,53 (minimo dal 13 luglio). Poco movimento sull’euro, confinato fra 1,425 e 1,437. I principali indici azionari hanno chiuso con ribassi nell’ordine del punto percentuale, ma questa mattina i listini asiatici sono in moderata ripresa. I rendimenti degli UST sono calati di 2-7pb, con il movimento più ampio manifestatosi sul tratto 2-5 anni; più stabili i titoli europei: i rendimenti dei benchmark tedeschi sono scesi di 1-2pb. Nuovo ribasso per i tassi Euribor (1 mese: 0,483%, 3 mesi: 0,821%) a fronte di condizioni di liquidità sempre molto accomodanti.

Area Euro

Italia.

La prima stima dell’indice nazionale dei prezzi al consumo registra ad agosto un incremento di +0,4% m/m (il doppio del previsto) dopo la stabilità di luglio. Il dato porta il livello dell’inflazione stimata per agosto a +0,2% a/a. È la prima inversione di tendenza dopo 12 mesi di calo, che avevano portato il tendenziale dal 4,1% di un anno fa allo zero registrato a luglio. Anche l’indice armonizzato, atteso stabile, registra un aumento di 0,3% m/m dopo il -1,2% m/m di luglio, per una variazione annua tornata in positivo a 0,2% a/a dopo il -0,1% a/a precedente. Contrariamente a quanto si è ascoltato ieri, la risalita dell’inflazione non ha niente a che fare con la ripresa. Tre quarti dell’incremento è dovuto alla salita dei prezzi nel settore dei trasporti (+1,8% m/m), per effetto soprattutto della risalita dei prezzi dei carburanti; a spingere al rialzo i prezzi anche i rincari tipici della stagionalità di agosto, ricreazione, spettacoli e cultura (+0,6% m/m) e alberghi e ristorazione (+0,3% m/m). Viceversa, è proseguito il calo dei prezzi nel settore delle comunicazioni e delle tariffe per la casa (-0,3% m/m ciascuno); sulle tariffe continua l’effetto ritardato del passato calo dei prezzi delle materie prime, ma nei prossimi trimestri si potrebbe avere un impatto dalla successiva risalita. Il dato di agosto segna un’inversione di tendenza per l’inflazione, che sembra aver superato il punto di minimo. In ogni caso, la risalita sarà assai graduale (l’inflazione rimarrà per qualche mese sotto l’1% e per tutto il 2010 sotto il 2%).

Anche per effetto della sorpresa al rialzo sul dato italiano, l’inflazione nell’area ero secondo la stima preliminare di Eurostat ha sorpreso lievemente verso l’alto facendo segnare un -0,2% (contro -0,3% atteso) su base annua ad agosto, da -0,7% di luglio. Tra i maggiori Paesi si registra un forte rimbalzo sia in Germania (zero da -0,7%) che in Spagna (-0,8% da -1,4%). Riteniamo che il dato di agosto rappresenti un’inversione di tendenza per l’inflazione, che potrebbe tornare in positivo già da settembre e che dovrebbe continuare a salire successivamente sulla scia dell’effetto statistico meno favorevole e del rimbalzo dei prezzi delle commodities. Tuttavia, permarranno ancora a lungo ampie pressioni al ribasso sulle componenti core e il CPI dovrebbe rimanere anche per la media del 2009 sotto il target BCE (stimiamo attorno a 1,5%).

Italia.

Le vendite al dettaglio sono scese di -0,4% m/m nel mese di giugno dopo il +0,1% m/m di maggio (rivisto da 0,0% m/m), ben al di sotto delle attese che vedevano un dato positivo (+0,2% m/m). Su base annua il dato si traduce in una variazione di -0,8% a/a dopo il -2,5% a/a (rivisto da -2,9% a/a) di maggio, sorprendendo viceversa al rialzo per via della revisione della serie. Il calo ha riguardato principalmente i beni non alimentari (-0,5% m/m), a fronte di una sostanziale tenuta degli alimentari (-0,1% m/m). Particolarmente in calo le vendite delle imprese operanti su piccole superfici (-1,5% a/a a fronte di un +0,3% a/a della grande distribuzione) e, per quanto riguarda i settori, il comparto dei supporti magnetici e strumenti musicali (-4,8% m/m) e quello della cartoleria, libri, giornali e riviste (-2,2% a/a). Il dato conferma che la buona impostazione dell’indice di fiducia dei consumatori non si sta traducendo in un recupero della spesa della famiglie.

Secondo Nowotny (Austria) la crisi non è finita e non è ancora il momento di rimuovere gli stimoli. Il ministro delle finanze della Germania, Steinbrueck, ha invece sollecitato in una lettera al G20 il disegno di “strategie di uscita coordinate internazionalmente”, da implementare “quando la ripresa si sarà consolidata, […] non appena possibile”.

Stati Uniti

Il Chicago PMI di agosto rimbalza a 50 da 43,4 di luglio, il livello più alto da settembre 2008 e sopra le attese di consenso a 48. Superano soglia 50 le componenti produzione e nuovi ordini rispettivamente a 52,9 (da 43,3) e 52,5 (da 48) sostenute dal miglioramento dell’attività nel settore Ato legato agli incentivi fiscali alla rottamazione. In aumento anche tutti gli altri sotto-indici, in particolare prezzi pagati (a 50 da 35), entre più contenuti i miglioramenti delle voci scorte (a 27,5 da 25,4) e occupazione (a 38,7 da 35,3). L’indice, in linea coi miglioramenti registrati dalle indagini della Philly Fed e dell’Empire, suggerisce un recupero dell’attività nei prossimi mesi.

Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Investment World

Iscriviti alla Newsletter di ETFWorld.it

Ho letto l'informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.