A parte la riunione BCE di giovedì, che non dovrebbe portare a sostanziali novità, per l’area euro la settimana è ricca di dati congiunturali ….

Area Euro
La prima stima per l’indice dei prezzi al consumo nell’area euro dovrebbe vedere un’inflazione ancora negativa, ma in recupero rispetto al punto di minimo del mese precedente. Stimiamo un -0,3% a/a da -0,7% a/a di luglio. Nel mese i prezzi dovrebbero essere cresciuti di due decimi, trainati al rialzo dai rincari nel settore energetico. Vista la risalita in atto dei prezzi delle materie prime e il confronto meno favorevole con lo scorso anno, il CPI potrebbe tornare in positivo già da settembre. Tuttavia, visto l’ampio output gap accumulatosi, le pressioni al ribasso sulla dinamica sottostante permarranno ancora a lungo.
Italia. L’indice CPI è visto in salita di 0,2% m/m ad agosto (dopo la stabilità di luglio), sulla scia dei rincari dei prezzi energetici (il prezzo della benzina è salito del 2% m/m e i rincari maggiori hanno riguardato gli altri carburanti). Su base annua l’inflazione resterebbe invariata. L’indice armonizzato è visto stabile ad agosto (con qualche rischio verso l’alto), per un’inflazione tendenziale anch’essa a zero (da -0,1% a/a precedente). Riteniamo che il mese di agosto possa rappresentare un punto di minimo per l’inflazione annua, che dovrebbe tornare positiva già da settembre. Tuttavia, la risalita sarà assai graduale.
Stati Uniti
Il Chicago PMI ad agosto dovrebbe segnare un ampio rimbalzo a 50,5 da 43,4 di luglio, recuperando una parte del gap che si è aperto con le altre indagini. Sia la Philly Fed (a 4,2) sia l’Empire (a 12,08) hanno registrato valori positivi ad agosto. L’indice di Chicago dovrebbe anche rispondere al miglioramento dell’attività del settore Auto che sta registrando una ripresa legata anche agli incentivi fiscali alla rottamazione, e vedere le componenti ordini e produzione al di sopra della soglia di 50.
I market mover della settimana
A parte la riunione BCE di giovedì, che non dovrebbe portare a sostanziali novità, per l’area euro la settimana è ricca di dati congiunturali. Si parte con la prima stima dei dati sull’inflazione nell’Eurozona e in Italia, che dovrebbero mostrare un rimbalzo sulla scia dei prezzi dei carburanti (stimiamo un CPI area euro a -0,3% a/a ad agosto, e potrebbe trattarsi dell’ultimo mese in territorio negativo). L’indagine ISAE italiana e la seconda lettura degli indici PMI dovrebbero confermare i segnali di miglioramento della fiducia delle imprese nel mese di agosto, su livelli ormai coerenti con una stabilizzazione dell’attività. Il dettaglio dei dati di contabilità nazionale del 2° trimestre dovrebbe mostrare un ampio contributo positivo dall’export netto e negativo dalle scorte. Disoccupazione ancora in aumento e vendite ancora piuttosto stagnanti sia in Germania che nell’intera Eurozona.
La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. Gli indici di attività delle imprese dovrebbero proseguire sul trend verso l’alto, con l’ISM manifatturiero al di sopra della soglia di 50. Le vendite di auto dovrebbero aumentare ancora ampiamente spinte dagli incentivi per la rottamazione. Il mercato del lavoro dovrebbe mostrare una stabilizzazione ad agosto vicino ai livelli di nuovi occupati e di disoccupazione rilevati a luglio. I verbali della riunione del FOMC di agosto segnaleranno una fase di attesa per la definizione della strategia di uscita delle politiche monetarie in atto.
Venerdì sui mercati
I movimenti dei prezzi dei titoli di stato europei sono molto contenuti, ma generalmente al ribasso. Positivi, invece, gli UST, sebbene con qualche debolezza in chiusura: i rendimenti sono calati di circa 3pb a fronte di indici azionari in moderato regresso (S&P500 -0,2%). Lieve rialzo per le quotazioni delle materie prime, petrolio incluso. Modeste le oscillazioni dei cambi, con dollaro in recupero sull’euro di mezza figura e in apprezzamento anche questa notte. Nuova marginale flessione per i tassi Euribor (3 mesi: 0,825%).
Area Euro
L’indice di fiducia economica dell’area euro per il mese di agosto sale a 80,6 da 76 di luglio, al di sopra delle attese (78). La fiducia è in ripresa per il quinto mese dopo il minimo storico di marzo a 64,6. Si riduce il pessimismo sia nell’industria (-26 da -30 precedente), che nei servizi (-11 da -18 di luglio, ben al di sopra delle attese a -17), grazie a un miglioramento dei livelli di produzione e di domanda di servizi correnti. In lieve recupero anche la fiducia dei consumatori, a -22 da -23 di luglio (migliorano lievemente tutte le componenti sia in riferimento al passato che al futuro, con le attese sui prezzi ancora in calo). L’indice è su livelli coerenti con un tasso di crescita su base annua del PIL area euro di circa -1,5% a/a, che implicherebbe un ritorno alla crescita su base trimestrale già dal trimestre in corso.
Stati Uniti
La spesa personale a luglio è cresciuta dello 0,2% m/m (-1,6% a/a), dopo lo 0,6% m/m di giugno (rivisto da 0,4% m/m) sostenuta principalmente dagli incentivi fiscali del piano “cash for clunkers”. In termini reali la spesa mensile sale dello 0,2% m/m (-0,8% a/a). Il reddito personale rimane invariato rispetto al mese precedente (-2,4% a/a), in leggera crescita i redditi da lavoro (0,1% m/m), dopo la contrazione di giugno (-0,3% m/m) mentre rimane stabile il reddito disponibile dopo il sensibile calo (-1,1% m/m) del mese scorso. Il tasso di risparmio scende al 4,2% dal 4,5%, ancora su alti livelli ma allontanandosi dal picco di maggio (6%). Il deflatore dei consumi rimane stabile a luglio, mentre il deflatore core sale a 0,1% m/m dopo lo 0,2% precedente. La debolezza dei redditi suggerisce una spesa per consumi ancora fragile nei prossimi mesi.
La rilevazione finale della fiducia delle famiglie secondo l’indagine dell’Università del Michigan registra un aumento ad agosto a 65,7 da 63,2 del dato preliminare. Il dato risulta comunque inferiore alla lettura di luglio (66). Rispetto alla stima preliminare aumentano sia le valutazioni sulle condizioni correnti (a 66,6 da 64,9), che le aspettative (a 65 da 62,1), entrambe comunque in calo rispetto al mese scorso. Le aspettative di inflazione a un anno e a 5 anni si attestano a 2,8%.
Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.






