La Cina, negli ultimi 20 anni, ha raggiunto livelli impensabili sotto molti aspetti, considerando anche la significativa crescita economica ed il rapido sviluppo del mercato dei capitali. Le enormi dimensioni del mercato, il continuo potenziale di sviluppo e la
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maggiore importanza a livello mondiale hanno attirato gli interessi di molti investitori da tutto il mondo.
Intervista con Samantha Ho – Investment Director
1. A fronte degli interventi di stimolo sull’economia annunciati dal governo cinese e dei segnali di ripresa economica emersi, è probabile che vengano adottate ulteriori misure restrittive?
In un contesto in cui i tassi d’interesse globali si attestano su livelli estremamente bassi a seguito delle misure messe in atto dalle banche centrali di tutto il mondo, gli investitori si dimostrano cauti nel timore di un peggioramento dell’inflazione nel medio termine, provocando così il ritorno di misure restrittive.
Riteniamo che questo non sia il caso della Cina. Nonostante i tassi siano diminuiti a partire dal secondo semestre 2008, non hanno ancora raggiunto i minimi registrati nelle economie principali, come Stati Uniti, Regno Unito e area Euro. È improbabile che il governo cinese proceda ad una stretta nel breve-medio periodo, poiché in caso contrario soffocherebbe l’economia proprio nel momento in cui gli indicatori cominciano ad evidenziare un trend in graduale ripresa.
Con l’indice dei prezzi al consumo (CPI) più o meno stabile, il governo non teme contraccolpi nell’immediato e interverrà con misure restrittive solo se il CPI dovesse raggiungere livelli allarmanti. Per quanto riguarda il secondo semestre 2009, mentre l’inflazione potrebbe registrare un lieve rialzo per l’affievolirsi degli effetti dovuti all’ampliamento della base monetaria, è nostro parere che tale fenomeno non darà luogo a interventi restrittivi.
2. Dopo l’annuncio a novembre del pacchetto di misure da 4.000 miliardi di RMB, quali settori hanno registrato fino ad ora la ripresa più marcata?
Fra i 10 gruppi settoriali che hanno beneficiato di iniziative dirette, i comparti automobilistico e immobiliare stanno già mostrando segnali incoraggianti di ripresa. Nell’ambito delle iniziative di supporto mirato, il governo ha tagliato l’imposta sull’acquisto di veicoli dall’11% al 5% per le vetture passeggeri con cilindrata pari o inferiore a 1.600 cc. Il budget del programma di incentivi al settore automobilistico è stato aumentato da 600 milioni a 1 miliardo di RMB.
Infine, le aziende agricole hanno ottenuto sovvenzioni per l’acquisto di veicoli di cilindrata pari o inferiori a 1.300 cc. Le vendite nel settore hanno pertanto superato il record registrato nel 2008 portandosi sopra quota 1 milione di RMB per due mesi consecutivi.
Dal gennaio 2009, anche le vendite nel settore immobiliare hanno evidenziato un trend rialzista nelle città principali, fra cui Pechino, Shanghai e Shenzhen. Grazie all’implementazione di ulteriori iniziative da parte del governo, quali buoni per acquisti in contanti e incentivi sugli elettrodomestici, anche il settore dei beni di consumo interni beneficerà del pacchetto di stimolo diventando uno dei principali elementi propulsori della crescita economica.
3. I titoli azionari cinesi hanno subito un forte rimbalzo dal mese di marzo di quest’anno. Ritiene che nei prossimi mesi sia probabile un’inversione di tendenza?
Le prospettive di medio periodo si confermano promettenti, in particolare se confrontate con quelle dei mercati sviluppati. Tuttavia, riteniamo che si potrebbe verificare un incremento della volatilità nel breve termine.
Dall’inizio dell’anno, abbiamo assistito a considerevoli afflussi di denaro sul mercato cinese, pertanto prevediamo una fase di presa di profitto nel breve periodo. Sotto il profilo dei fondamentali, alla luce del miglioramento graduale e sostenibile dei principali indicatori legati alla produttività, come l’indice dei direttori degli acquisti (PMI, Purchasing Managers Index) e la produzione di energia elettrica, eventuali ricadute potrebbero innescare una correzione se il mercato dovesse reagire negativamente. Il rischio legato all’efficacia delle iniziative proposte è sempre presente durante il processo di implementazione ed esercita il proprio peso sulle dimensioni e le tempistiche appropriate che le misure monetarie, fiscali e di orientamento devono avere. Teniamo questo fronte sotto stretto controllo.
Ad esempio, gli interventi in materia fiscale nel settore delle infrastrutture necessitano generalmente di 6-9 mesi per produrre effetti tangibili poiché i progetti sono ancora in fase di pianificazione durante tale periodo, mentre le misure di carattere monetario (ad es. i tagli dei tassi) e le iniziative dirette a settori specifici (ad es. la riduzione delle imposte di registro sugli immobili) hanno di solito un impatto immediato. Per quanto riguarda le valutazioni, restiamo convinti del fatto che siano ragionevoli sulla base della media storica, ma non più così convenienti come in precedenza. A medio termine, non prevediamo un significativo rischio di ribasso, a meno che le economie sviluppate non subiscano un ulteriore deterioramento.
Ciò premesso, la ricerca per singoli titoli dovrebbe giocare un ruolo chiave nell’identificazione delle migliori opportunità.
Pronti per la ripresa
L’impennata senza precedenti del tasso di crescita monetaria e dei prestiti, il rally registrato dall’indice di fiducia dei direttori degli acquisti, il rimbalzo nella crescita alla produzione di energia elettrica e il recupero dei settori automobilistico e immobiliare sono segnali positivi che indicano una ripresa dell’economia cinese. Questi primi cenni di miglioramento evidenziano il successo delle iniziative del governo.
Oltre la crisi
A nostro parere, il pacchetto di stimolo multi-dimensionale da 4.000 miliardi di RMB, che prevede misure di carattere fiscale e monetario cui si affiancano interventi diretti a sostegno di settori specifici, è stato il primo passo della strategia di governo per rivitalizzare l’economia cinese.
Inoltre, particolare attenzione è stata dedicata al ripristino dei rimborsi fiscali e all’introduzione di incentivi volti a sostenere il settore immobiliare e i comparti legati alle esportazioni. Grazie al consistente apporto delle riserve in valuta estera, che ammontano a quasi 2.000 milioni di USD, il governo cinese ha sufficiente spazio di manovra per estendere i provvedimenti fiscali e di stimolo al fine di portare il PIL a un tasso di crescita dell’8% nel 2009, come da previsioni.
Nuove iniziative a sostegno dei consumi
Il governo cinese intende implementare una serie di misure volte a stimolare ulteriormente i consumi interni e a ridurre il tasso di risparmio.
Oltre all’espansione del programma di incentivi per l’acquisto di elettrodomestici in favore della popolazione rurale, è stato annunciato un piano di sovvenzioni per la rottamazione, che consente ai residenti di sostituire i vecchi elettrodomestici con apparecchi nuovi. Inoltre, il governo cinese sta promuovendo l’utilizzo di buoni per nuclei familiari a basso reddito e cittadini stranieri nell’intento di incoraggiare la domanda interna.
Poiché mutamenti di questo genere non possono avvenire repentinamente, le iniziative di stimolo ai consumi interni fanno parte delle strategie a lungo termine del governo. Prevediamo che la politica accomodante sinora attuata continuerà ad essere implementata fino a che il governo cinese non vedrà consolidarsi il processo di ripresa dell’economia nazionale con un aumento sostanziale della domanda estera.
I mercati azionari cinesi riprendono quota
Grazie al sostegno dell’indice MSCI China, i titoli azionari cinesi hanno registrato una crescita di oltre il 50% dai minimi toccati a marzo, sovraperformando i mercati sviluppati. Il rally del mercato può essere in parte riconducibile al miglioramento degli indicatori economici. In particolare, l’aumento di liquidità, unito alle previsioni di una ripresa degli utili formulate dagli investitori, ha spinto i mercati al rialzo in misura significativa, anche a testimonianza dell’interesse che gli investitori nutrono per i benefici derivanti dalla crescita secolare a lungo termine della Cina.
A fronte del rallentamento cui sembra destinata la crescita futura nei mercati sviluppati, gli investitori hanno riallocato le proprie attività acquistando titoli azionari cinesi sottraendo fondi agli investimenti sui mercati monetari di Stati Uniti ed Europa nel secondo semestre 2008. Gli investitori globali stanno ampliando l’orizzonte di investimento in termini di asset allocation al fine di generare alpha e la Cina si presenta nuovamente come un’opportunità da considerare.
Secondo le previsioni di consensus, la Cina apporterà un contributo chiave alla crescita globale negli anni a venire e, pertanto, molti sostengono che il paese del Sol Levante garantisca una ponderazione più significativa negli indici mondiali, in particolare se misurata in termini di percentuale del PIL mondiale.
La sovraperformance del mercato rispecchia la solidità dei fondamentali
A nostro parere, la performance positiva che i mercati cinesi hanno fatto registrare da inizio anno rispetto ai mercati sviluppati va di pari passo con i fondamentali relativamente solidi che può vantare.
Essendo probabile che la performance del mercato cinese a breve termine venga stimolata da un afflusso di capitali, prevediamo che possano inaugurarsi fasi di consolidamento nel prossimo futuro.
A lungo termine, riteniamo che gli investitori interessati alla crescita nel lungo periodo saranno premiati poiché i mercati azionari si evolveranno in base ai fondamentali delle società e alla redditività delle imprese.
Come partecipare alla crescita dell’Asia
Il know-how locale è fondamentale per la comprensione del mercato e delle aziende cinesi. Il team d’investimento di Invesco basato ad Hong Kong si trova nella posizione ideale per trarre profitto dal potenziale di crescita che questo mercato ha da offrire.
Tra le opportunità più immediate rientrano:
– Invesco Greater China Equity Fund1
– Invesco Asia Opportunities Equity Fund1
– Invesco Asia Consumer Demand Fund1
– Invesco Asia Infrastructure Fund1
– Invesco India Equity Fund 1
– Invesco Asia Balanced Fund 1
– Invesco Asia Pacific Real Estate Securities Fund 1
Fonte: ETFWorld.com – Investment Director di Invesco Hong Kong Limited









