Da seguire: – Nessun dato di rilievo in agenda; – Aste – tutte per titoli con scadenza..

inferiore a 12 mesi in Germania, Olanda e Francia.
I market mover della settimana
La settimana è povera di dati nell’area euro. L’indice ZEW di luglio dovrebbe confermare una prevalenza di ottimismo fra gli analisti sulle prospettive a 6 mesi dell’economia tedesca (oltre che un minor pessimismo sulla situazione corrente). La produzione industriale nell’area euro mostrerà il primo incremento in nove mesi a maggio, trainata dalle due principali economie dell’area; nello stesso mese in Italia gli ordini all’industria potrebbero mostrare un rimbalzo dopo il crollo di aprile. L’inflazione area euro si confermerà a -0,1% a/a (indice core stabile a 1,5% a/a).
Negli Stati Uniti la settimana è densa di informazioni. Per giugno, l’inflazione al consumo e alla produzione mostrerà gli effetti del rialzo dei prezzi energetici, le vendite al dettaglio dovrebbero registrare ancora debolezza e la produzione industriale mostrerà un nuovo ampio calo. Cantieri e licenze dovrebbero confermare la quasi-stabilizzazione degli ultimi mesi. Le indagini di settore per luglio proseguiranno sul trend verso l’alto. I verbali della riunione del FOMC di fine giugno dovrebbero mostrare una revisione verso l’alto delle previsioni di inflazione e del tasso di disoccupazione, e stabilità dello scenario di crescita rispetto a marzo. Dai verbali potrebbe emergere qualche dettaglio sulla strategia di politica monetaria, in particolare sul programma di acquisti di Treasuries.
Venerdì sui mercati
Ancora pressione al ribasso sui rendimenti, associata a un andamento incerto degli indici azionari, all’appiattimento delle curve (almeno sul dollaro) e a tensioni sul cambio dollaro/yen. Quest’ultimo è arrivato fino a 91,75 e oggi viene scambiato appena sopra 92,00. Il dollaro è ben sostenuto contro euro e sterlina. Petrolio stabile intorno a 60 dollari.
Area Euro
Italia. La produzione industriale è rimasta stabile a maggio, smentendo le attese di calo dopo l’incremento di 1,2% m/m (rivisto al rialzo di un decimo) di aprile. La variazione annua comincia così ad evidenziare un recupero dai minimi, a -22,6% da -25,5% a/a e a -19,8% da -24,3% a/a se si considera l’indice corretto per i giorni lavorativi Ipotizzando una ripresa a giugno, stimiamo una produzione industriale in calo di -3,1% t/t nei mesi primaverili (da -9,7% t/t precedente). Il dato segnala qualche rischio verso l’alto sulla nostra previsione sul PIL nel 2° trimestre (-1% t/t). L’effetto di trascinamento potrebbe causare una sorpresa positiva nel 3° trimestre.
Francia. La produzione industriale è salita in misura consistente a maggio (+2,6% m/m) dopo il calo di aprile (-1,5% m/m). Le attese erano per un calo di -0,2% m/m. Su base annua l’output ha mostrato un recupero a -13,4% da -19% a/a. Il rimbalzo è stato trainato dall’industria automobilistica (+11,6% m/m dopo il +2,7% m/m precedente). Ancora in calo, viceversa, le costruzioni (-0,3% m/m). L’output è in rotta per una flessione di -1,2% t/t nel 2° trimestre dopo il -7,2% t/t precedente. Il dato segnala rischi verso l’alto sulla nostra previsione di PIL nei mesi primaverili (-0,7% t/t).
Stati Uniti
Il deficit di bilancia commerciale a maggio è sceso a 26 miliardi di dollari da 28,8 miliardi di aprile (rivisto da 29,2 miliardi). Il deficit nominale non vedeva questi livelli da novembre 1999. Il deficit al netto del petrolio scende a 12,7 miliardi da 13,9 miliardi di aprile. Le esportazioni aumentano dell’1,6% m/m e le importazioni scendono dello 0,6% m/m. Il calo delle importazioni è attribuibile al petrolio. In termini reali, il deficit scende a 36,2 miliardi da 40 miliardi di marzo e aprile e implica un contributo positivo per la crescita del PIL nel 2° trimestre.
I prezzi all’import di giugno aumentano del 3,2% m/m, spinti dagli aumenti dei prezzi energetici. Al netto del petrolio, i prezzi aumentano di 0,2% m/m, il secondo incremento consecutivo. Il prezzo dei prodotti petroliferi aumenta del 20,3% m/m. In aumento anche i prezzi degli alimentari (+0,5% m/m).
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