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02/07/09 Oggi BCE: riunione mensile (previsione Intesa Sanpaolo: tasso refi fermo all’ 1%)


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Da seguire: – Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 07/12 2,5% per un importo fra 4 e 5 miliardi di euro e riapre anche…

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Da seguire:

– Aste – In Spagna, collocamento del nuovo quinquennale (scadenza ottobre 2014) per 3,5-4,5 mld; in Francia, l’AFT colloca il nuovo decennale OAT 3,75% 10/2019 e riapre l’OAT 3,25% 04/2016 per complessivi 6-7 mld di euro.

Area Euro

– La disoccupazione nell’area euro è vista salire al 9,4% a maggio, dal 9,2% di aprile Le condizioni del mercato del lavoro sono in deterioramento in tutte le economie dell’area e in particolare in Spagna e Irlanda. Il PMI di maggio ha segnalato piani di riduzione dell’organico un po’ meno aggressivi, ma che rimangono comunque su livelli preoccupanti. Il peggio per il mercato del lavoro deve ancora venire. Le politiche fiscali adottate in particolare in Germania e Spagna offriranno solo parziale supporto.

Stati Uniti

– I nuovi occupati non agricoli dovrebbero calare di 350 mila unità, dopo -345 mila di maggio. Il tasso di disoccupazione è atteso in ulteriore aumento a 9,5% da 9,4% di maggio e i salari orari dovrebbero aumentare al ritmo contenuto degli ultimi due mesi (+0,1% m/m). Sul totale degli occupati dovrebbe pesare il calo degli occupati nel settore pubblico che erano stati gonfiati nei mesi scorsi da assunzioni temporanee legate al censimento 2010 (+92 mila occupati nel settore pubblico a maggio). Il settore privato dovrebbe vedere un calo di occupati più contenuto rispetto a quanto visto a maggio (-338 mila), con un calo di 300 mila posti. I nuovi sussidi stanno continuando a segnalare una riduzione del ritmo di contrazione di occupati, con un picco toccato a fine marzo. A maggio il tasso di disoccupazione era stato spinto verso l’alto da un ampio aumento della forza lavoro: una stabilizzazione a giugno dovrebbe dar luogo a un incremento più contenuto del tasso di disoccupazione nel mese, il primo incremento inferiore a 4 decimi da settembre 2008.
Ieri sui mercati

Dollaro in netto regresso fino al termine della mattinata, con una flessione di circa l’1% in termini di cambio effettivo; poi ripresa, ancora in corso, che ha consentito di dimezzare il deprezzamento totale. L’euro ha toccato il massimo a 1,4209, assestandosi poi fra 1,4103 e 1,4154. La chiusura in rialzo degli indici azionari si è accompagnata a modeste variazioni dei tassi: con pressioni prevalenti al rialzo sulle scadenze lunghe e al ribasso su quelle corte. Spread Btp-Bund nuovamente in calo verso 103pb. Il calo dei tassi Euribor si è esteso fino a 0,74% sul mese e a 1,085% sul trimestre, con l’Eonia a 0,344%. Questo rimane il canale di impatto macroeconomico più rilevante dell’operazione. Rimangono infatti molto elevate le giacenze di riserve in eccesso remunerate a 0,25% e acquisite dalle banche all’1,0%, segnale che il funzionamento del mercato interbancario rimane tutt’altro che normale e che una gran parte delle banche che hanno chiesto i fondi li ha usati per rifinanziare attivi stanziabili già in bilancio. I segnali di riciclo dei fondi sull’interbancario non garantito a scadenze analoghe a quelle dell’operazione BCE sono scarsissimi.

Area Euro

Germania. Le vendite al dettaglio al netto delle auto hanno registrato a maggio un aumento di 0,4% m/m dopo il rimbalzo dello 0,5% m/m di aprile. Su base annua la variazione resta negativa con un calo del -2,9% a/a, al di sotto delle aspettative di consenso (-1,5% a/a) dopo il -0,3% a/a di aprile (rivisto da -0,8% a/a).

La lettura definitiva dell’indice PMI manifatturiero di giugno nell’area euro registra una leggera correzione al rialzo rispetto alla prima stima, salendo a 42,6 da 42,4. Sono state riviste al rialzo la maggior parte delle componenti e in particolare quelle dei nuovi ordini (a 44,9 da 44,5) e dell’output (a 44,5 da 44,2). Sono stati rivisti al rialzo sia l’indice tedesco (a 40,9 da 40,5) che quello francese (a 45,9 da 45,5). Migliora più delle attese il PMI manifatturiero italiano a 42,7 da 41,1 di maggio (consenso: 42,5). Si registra un sensibile recupero per le voci acquisti (a 38,4 da 34,6) e prezzi degli input (a 43,6 da 40,5), mentre risultano in peggioramento le componenti occupazione (a 40,7 da 41,8) e tempi di consegna ( a 57,1 da 61,4).

Stati Uniti

Gli occupati non agricoli del settore privato, secondo la stima dell’ADP, calano più del previsto a giugno. Il calo di 473 mila unità stimato a giugno segue quello di maggio di 485 mila (rivisto da 532 mila).

L’ISM manifatturiero a giugno è salito in linea con le attese a 44,8 da 42,8 di maggio (ai massimi da 10 mesi), confermando il rallentamento del ritmo di contrazione dell’attività. La produzione sale a 52,6 da 46 (tornando superiore a 50 per la prima volta da settembre 2008), i prezzi pagati salgono a 50 da 43,5, l’occupazione rimbalza a 40,7 da 34,3. In calo invece le voci nuovi ordini (a 49,2 da 51,1) e scorte (a 30,8 da 32,9) – un segnale, quest’ultimo positivo per le prospettive della produzione. Dopo 6 mesi consecutivi di miglioramento, il livello dell’ISM è ora coerente con una marginale espansione del PIL.

La spesa in costruzioni a maggio è calata di 0,9% m/m (-11,6% a/a) dopo l’aumento di 0,6% m/m di aprile (rivisto da 0,8% m/m), contro un’attesa del consenso di -0,6% m/m. Contribuisce a questa contrazione soprattutto il calo della spesa per investimenti residenziali che registra un -3,5% m/m (-33,3% a/a), mentre in aumento di 0,1% m/m (-0,4% a/a) la spesa per investimenti non residenziali.

Le vendite di auto a giugno sono scese a 9,7 mln di unità ann. da 9,9 mln di maggio. I dati confermano la stabilizzazione delle vendite degli ultimi quattro mesi in un range compreso fra 9,3 e 9,9 mln di unità.


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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