COMMENTO SETTIMANALE
a cura di
22 Dicembre 2006
Quest’ultima settimana non ha portato assolutamente nessuna variazione, per cui per le aspettative, prospettive e target di breve periodo non possiamo che rimandare a quanto detto la scorsa settimana.
Riteniamo infatti molto più interessante vedere insieme le possibili evoluzioni dei mercati nel 2007.
In uno scenario di fondo che è positivo per i vari mercati dall’ottobre del 2002 o dal marzo del 2003, quindi sostanzialmente da 4 anni, si innestano elementi macroeconomici di difficile valutazione e interpretazione: una buona crescita del PIL, un aumento dell’occupazione, tassi d’interesse in salita, situazione dei metalli molto calda con prezzi mediamente raddoppiati nel 2006, utili aziendali relativi all’esercizio 2006 robusti ma forse sovrastimati, tensioni crescenti da un punto di vista politico; tutti questi elementi possono dare a nostro avviso una ulteriore spinta ai mercati fino al periodo all’inizio della primavera (marzo-maggio) con una crescita che potrebbe ripercorrere le tappe tipiche di una bolla (salite irrazionali, veloci, target price rivisti ogni 2 o 3 settimane, entrata massiccia dei piccoli risparmiatori) seguita poi da una fase correttiva con possibilità di ritracciare il movimento di tutto il quadriennio una volta rotte prima le varie trend line di supporto e poi i minimi che in questi anni hanno di volta in volta proiettato il mercato verso nuovi massimi.
Per i vari mercati riteniamo realistici questi obiettivi: 43.500 per l’Spmib e 7.000 per il Dax, mentre i successivi ritracciamenti dovrebbero, sempre nel 2007 farci vedere prima 38.000 e poi 35.000 sull’Spmib, e 6.000 prima e 5.300 poi per il Dax.
Il 2007 si presenta quindi secondo noi come un’annata in chiaroscuro, un po’ di luci e molte ombre.
Ancora una volta saranno i piccoli a “pagare dazio”, poiché entreranno con l’euforia delle ultime settimane di tale rialzo e resteranno, come sempre con il cerino in mano, come si suol dire.
Pertanto un valido approccio operativo sarà quello di disciplinare la propria emotività ed entrare con le idee chiare avendo bene in mente l’obiettivo di prezzo a cui uscire in profitto e lo stop loss sotto il quale chiudere la posizione: infatti sarà forte la tentazione di comprare sui primi storni e di aumentare la posizione sulle successive discese, metodologia molto rischiosa che può portare a pericolose conseguenze.
Fonte: Settore studi e analisi tecnica di Ncfconsulting.com








