Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
Area Euro
– Italia. L’indagine ISAE sulla fiducia delle imprese è vista in lieve ripresa ad aprile, a 60,8 dal 59,8 di marzo. Un recupero dai minimi della fiducia delle imprese sarebbe coerente con quanto osservato negli altri Paesi dell’area. L’indagine conterrà anche l’inchiesta semestrale ISAE sugli investimenti delle imprese manifatturiere ed estrattive relativa al 1° semestre 2009.
– Germania. Stimiamo una crescita positiva per l’indice CPI ad aprile, di +0,1% m/m da -0,1% m/m precedente, sulla scia soprattutto del rimbalzo dei prezzi dei carburanti (quasi +4% m/m benzina e gasolio), mentre le componenti core dovrebbero continuare a risentire della debolezza della domanda per consumi. Su base annua l’inflazione risalirebbe a 0,8% a/a da 0,5% a/a.
Stati Uniti
– La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board ad aprile dovrebbe aumentare a 29 da 26 di marzo, sopra i minimi di febbraio (25,3, ma ancora lontano anche dai livelli di inizio anno e di fine 2008 (37,4 a gennaio, 61,4 a settembre 2008). Come a marzo, si dovrebbe registrare un aumento delle aspettative, da 28,9 a 32. La componente coincidente dovrebbe stabilizzarsi, da 21,5 a 21, restando sui minimi dal 1983. Il calo visto negli ultimi mesi dovrebbe interrompersi anche per via dell’inizio della riduzione delle imposte inclusa nel pacchetto fiscale. La valutazione del mercato del lavoro dovrebbe peggiorare ancora: il differenziale fra jobs plentiful e jobs hard to get dovrebbe scendere da -44,1 di marzo.
– I prezzi delle case rilevati con l’indice Case-Shiller a febbraio dovrebbero essere ancora in ampio calo (-2% m/m, -18,5% a/a) dopo -2,8% m/m, -19% a/a di febbraio. L’indice include le case con mutui non conforming e difficilmente può mostrare gli aumenti mensili visti con l’indice FHFA di gennaio e febbraio. Tuttavia anche per il Case Shiller il trend di calo potrebbe iniziare a moderarsi.
– Il calendario odierno delle aste vede la riapertura dei BTP indicizzati all’inflazione con scadenza settembre 2019 (2,35%) e settembre 2023 (2,60%), per complessivi 2 mld di euro. L’Olanda colloca titoli sulle scadenze 2010, 2015 e 2028 per un massimo di 2 mld. Nel pomeriggio gli Stati Uniti offrono ben 35 mld di T-Note quinquennali.
Ieri sui mercati
I maggiori spunti per i movimenti dei mercati sono arrivati dal fronte bancario americano e dalle dichiarazioni di banchieri centrali in Europa. Riguardo a queste ultime, Trichet ha sottolineato ancora i rischi di nuove turbolenze finanziarie, mentre Nowotny (Austria, membro del consiglio direttivo BCE) ha prospettato un lungo periodo di tassi fermi su “livelli molto bassi” e ha ribadito che la BCE è pronta ad adottare misure non convenzionali “per assicurare a famiglie e imprese accesso al credito a condizioni appropriate”. I tassi Euribor sono tornati a scendere nella scia dell’Eonia (0,638%). Negli Stati Uniti, il WSJ riferisce che i supervisori avrebbero avvisato Bank of America e Citigroup che potrebbero aver bisogno di più capitale. L’S&P500 ha chiuso in ribasso dell’1%; Nikkei -2,25% questa mattina. Euro nuovamente in ribasso, con minimi di 1,2982 dollari. I movimenti cautelativi favoriscono lo yen (95,74 sul dollaro) e le quotazioni obbligazionarie. I rendimenti del T-Note decennale, che erano saliti fino a 2,99%, sono crollati fino a 2,89%. Riflessi positivi sul Bund questa mattina (rendimento 3,11% da 3,16%, future +0,41 in apertura).
Germania. L’indice dei prezzi all’import è sceso più del previsto (per l’ottavo mese consecutivo) a marzo, di -0,4% m/m (da -0,1% m/m di febbraio). Il dato si è tradotto in una variazione su base annua del -7,1% a/a (da -6,4% a/a precedente), nuovo minimo storico dall’aprile 1986.
Italia. L’Indice di fiducia dei consumatori ha registrato ad aprile un inatteso recupero a 104,9 da 99,8 di marzo. L’indice sulla situazione economica futura segna 91,4 dopo il minimo storico di marzo a 89,8, da 90,7. Il recupero più marcato, dopo due ribassi consecutivi, si è avuto per l’indice sulla situazione economica del Paese (a 71,6 da 67,7 di marzo), mentre rimane quasi stabile la percezione della situazione personale degli intervistati (a 119,0 da 119,1 precedente).
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