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24/04/09 IFO tedesco previsto in crescita


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Germania. Ci attendiamo una ripresa per l’indice IFO ad aprile, a 82,6 da 82,1 di marzo. Le aspettative dovrebbero migliorare per il quarto mese consecutivo, stimiamo a 82,8 da 81,6, mentre la valutazione circa la situazione corrente è vista in ulteriore peggioramento a 82,4 da 82,7. L’ulteriore riduzione del differenziale tra situazione corrente e aspettative future, che tornerebbe in positivo per la prima volta da oltre tre anni, segnalerebbe un avvicinarsi del punto di svolta del ciclo economico.

– Francia. La spesa per consumi è aumentata a sorpresa di 1,1% m/m (consenso: +0,2% m/m). a marzo dopo la significativa correzione di febbraio (-1,8% m/m, rivisto da -2% m/m). Su base annua il dato si traduce in un aumento di 0,7% a/a, da -1,9% a/a precedente. Un recupero era atteso sulla base della ripresa registrata a marzo delle immatricolazioni di auto e dalla fiducia dei consumatori (in particolare nella componente di opportunità di acquisto, salita a -29 da -33). I dati mostrano infatti un forte aumento dei consumi di beni durevoli (+1,2% m/m) e in particolare di auto (+2,9% m/m), oltre che di abbigliamento (+3,5% m/m).

Stati Uniti

– Le vendite di case nuove a marzo dovrebbero registrare un modesto aumento a 340 mila da 337 mila di febbraio. La componente vendite correnti di case unifamiliari nell’indagine di fiducia NAHB era aumentata a 8 da 7 di febbraio. Anche per le case nuove, come per gli altri indicatori del mercato immobiliare, il minimo dovrebbe essere stato a gennaio, e i prossimi mesi dovrebbero registrare una fase di stabilizzazione poco sopra i livelli di inizio 2009.

– Gli ordini di beni durevoli a marzo sono previsti in calo di -2% m/m dopo il sorprendente rimbalzo di febbraio (+3,4% m/m). Nonostante i segnali di miglioramento della componente ordini delle indagini, il trend rimane negativo se pure su ritmi più contenuti. I nuovi ordini nell’ISM manifatturiero sono saliti a 41,2 a marzo da 33,1 a febbraio e gennaio e continuano a indicare un trend negativo. La componente trasporti dovrebbe registrare un calo più marcato, spinto sia dall’aeronautica sia dalle auto, portando il calo degli ordini al netto dei trasporti a -1,5% m/m.

Ieri sui mercati

Il Tesoro USA oggi dovrebbe comunicare i risultati preliminari degli stress test alle banche. I dati dovrebbero essere resi pubblici la prossima settimana. Il WSJ ha pubblicato alcune delle ipotesi utilizzate dal Tesoro per gli stress test. Sulla base del documento riportato dal WSJ, con un’ipotesi di tasso di disoccupazione al 10,3% a fine 2010, le perdite ipotizzate sarebbero le seguenti: 8% su prestiti industriali e commerciali, 8,5% su mutui, 11% su linee di credito per home-equity, 12% per prestiti per l’edilizia commerciale, 20% per carte di credito. Secondo il WSJ queste ipotesi porterebbero alla necessità di scrivere ancora molte centinaia di miliardi di dollari di perdite nei bilanci delle 19 banche sottoposte ai test. Geithner solo due giorni fa ha detto che i 135 mld di dollari a disposizione del programma TARP sarebbero più che sufficienti per coprire qualsiasi necessità di ricapitalizzazione delle banche, esprimendo implicitamente un’opinione assai più ottimistica sulle perdite delle banche rispetto a quanto emerso invece dal Global Financial Stability Report dell’IMF.

I mercati obbligazionari hanno registrato un andamento misto nel corso della giornata, con un aumento complessivo di 2pb per il Treasury a 10 anni, a 2,96%, in risposta all’annuncio delle emissioni della prossima settimana e nonostante gli acquisti della Fed. Il Bund 10 anni ha visto un aumento di 1pb a 3,23% I mercati azionari hanno reagito alla pubblicazione di utili societari contrastanti (fra gli altri, Apple migliore delle attese, UPS negativo). Sui mercati pesa anche l’aspettativa per i risultati degli stress test sulle banche statunitensi, di imminente pubblicazione. Anche i dati macroeconomici sono stati misti, con gli indici di fiducia europei migliori delle attese, e i dati americani (sussidi e vendite di case esistenti) più deboli.

Inizia oggi la riunione dei ministri delle finanze del G-7 a Washington.

Area Euro

Francia. L’indice di fiducia delle imprese registra ad aprile il primo recupero in tredici mesi, a 71 (contro attese a 69) dal minimo storico di marzo a 68. Per la verità, mostra ancora un peggioramento la valutazione circa i livelli di produzione passata (a -56 da -51), mentre le attese sui livelli produttivi dell’intera economia fanno segnare un incredibile rimbalzo a -18 da -66 e migliorano anche i piani di produzione circa la propria azienda (a -35 da -47).

La prima lettura degli indici PMI per l’area euro mostra un recupero superiore alle attese ad aprile, a 36,7 per il PMI manifatturiero (da 33,9 di marzo) e a 43,1 (da 40,9) per il settore dei servizi; di conseguenza, l’indice composito è risalito a 40,5 da 38,3 di marzo.

L’indice sugli ordini all’industria nell’area euro è risultato in calo a febbraio dello -0,6% m/m da -2,0% m/m di gennaio (sensibilmente rivisto al rialzo da -3,4% m/m) e al di sopra delle attese a -2,2% m/m. La variazione annua è crollata a -34,5% a/a da -34,3% a/a di gennaio.

Belgio. L’indice di fiducia della Banca del Belgio aumenta ad aprile a -29,4 da -31,8 precedente (rivisto decisamente al ribasso da -28,6). La revisione del dato di marzo è dovuta all’inclusione nell’indice della componente servizi. A trascinare al rialzo la fiducia sono le voci industria manifatturiera (a -30,7 da -34,3) e servizi (a -35,7 da -39,7). In calo invece le componenti commercio (a -28,6 da -26,3) e costruzioni (a -17,7 da -15) nonostante lo stimolo fiscale del governo al settore edile.

Stati Uniti

Non migliorano le condizioni del mercato del lavoro. I nuovi sussidi di disoccupazione sono aumentati di 27 mila unità a 640 mila da 613 mila (rivisto da 610 mila) nella settimana conclusa il 18 aprile. Crescono anche i nuovi sussidi esistenti a 6,137 milioni da 6,044 milioni toccando un nuovo record nella settimana conclusa l’11 aprile.

Le vendite di case esistenti a marzo calano a 4,57 milioni di unità da 4,72 milioni di unità, dopo l’aumento del mese precedente. Il calo, corrispondente al 3% m/m (-7,1% a/a) è determinato dalla contrazione delle vendite sia di unità uni-familiari (-2,8% m/m) che multi-familiari (-4,1% m/m).


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