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16/04/09 Oggi verrà diffuso il dato relativo al CPI a/a Europeo


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– La produzione industriale è vista in calo (per il sesto mese consecutivo) a febbraio: -2,2% m/m. In caso di stabilità a marzo, la produzione sarebbe in rotta per un calo di -7,1% t/t nei primi tre mesi dell’anno, un dato ancora peggiore del già disastroso trimestre precedente (-6% t/t). Il rimbalzo della componente “output” dell’indagine PMI nel settore manifatturiero fa sperare in un recupero a marzo, che potrebbe essere stato trainato dal recupero delle immatricolazioni di auto a seguito del programma di incentivi statali. Tuttavia, tale rimbalzo potrebbe essere temporaneo.

– Ci attendiamo una conferma della stima dell’inflazione nell’area euro a 0,6% a/a per il mese di marzo. Su base mensile i prezzi dovrebbero essere saliti di 0,4% m/m. Stimiamo un calo dell’indice core (al netto di energia, alimentari, alcool e tabacco) a 1,5% a/a dopo l’inatteso rimbalzo del mese scorso a 1,7% a/a. Nel mese, i prezzi sono scesi in Germania (-0,2% m/m) mentre sono saliti in Italia (+1,1% m/m) e sono stimati in crescita di 0,2-0,3% m/m in Francia e Spagna. L’inflazione dovrebbe toccare lo zero già da maggio e successivamente restare in territorio negativo tra giugno e ottobre.

– Ricca agenda di aste a breve, medio e lungo termine, con emissioni per 3,5-4,5 mld di euro in Spagna e 7,5-9,5 mld di euro in Francia.

Stati Uniti

– I nuovi cantieri a marzo dovrebbero calare a 540 mila, dopo l’aumento a sorpresa di febbraio (a 583 mila). Le nuove licenze dovrebbero restare circa stabili (a 540 mila, da 547 mila di febbraio, rivisto da 564 mila). Le licenze di febbraio avevano evidenziato un ampio aumento nel settore delle case unifamiliari, e i cantieri in questo comparto potrebbero restare in aumento anche a marzo, a fronte di un calo nel segmento multi-familiare (in aumento non sostenibile a febbraio). Licenze e cantieri dovrebbero indicare una stabilizzazione su livelli intorno a 520-530 mila, in miglioramento dai minimi di 477 mila di gennaio.

– L’indagine della Philadelphia Fed ad aprile dovrebbe salire a -32, da -35 di marzo e dal minimo di -41,3 di febbraio. L’indagine a marzo non aveva dato segnali particolarmente positivi per quanto riguarda le componenti, con gli ordini ancora in netto a calo a -40,7 da -30,3 di febbraio. L’ISM manifatturiero, invece, ha registrato un chiaro miglioramento della componente ordini: anche il Philly Fed dovrebbe registrare un’inversione di tendenza. La componente prezzi pagati dovrebbe risalire dopo il forte calo a -31,3 di marzo. Gli indicatori del mercato del lavoro dovrebbero essere ancora negativi (numero di occupati a -52 a marzo, il minimo storico della serie, il precedente minimo a -40 ad aprile 1975). Per le aspettative, l’indice dovrebbe stabilizzarsi vicino ai livelli positivi di febbraio e marzo (14,5 a marzo).

Ieri sui mercati

Diversamente da quelli europei (EuroStoxx50 -0,69%), i mercati azionari statunitensi hanno chiuso in rialzo (S&P500 +1,25%). Generalizzato regresso dell’avversione al rischio, alimentato dalla convinzione che la fase più acuta della recessione sia dietro le spalle. Titoli di stato in generale ben sostenuti, con chiusura in netto rialzo per il Bund future (+0,64) e rendimenti in calo soprattutto sulle scadenze intermedie. Tassi impliciti nei futures monetari in calo su dollaro ed euro. Dollaro in rafforzamento su euro e yen, ma in regresso rispetto alla sterlina (oggi scambiata a 1,50 USD).

Area Euro

Il governatore della Bundesbank Weber ha dichiarato che tagliare il tasso refi sotto l’1% potrebbe causare una “completa paralisi” nei prestiti interbancari. Il Consiglio Direttivo appare in sostanza spaccato al momento, ma riteniamo che per ora l’opzione di tagliare i tassi fino all’1% (già a maggio) e non oltre resti prevalente.

Stati Uniti

Il CPI a marzo si contrae di -0,1% m/m (-0,4% a/a), diversamente da quanto atteso (consenso: +0,1% m/m). Il CPI core è cresciuto dello 0,2% m/m (1,8% a/a), come il mese precedente.

Migliora più delle aspettative l’indagine Empire della New York Fed ad aprile passando dal mimino storico toccato a marzo di -38,2 a -14,6 (su livelli di settembre 2008).

Cala per il secondo mese consecutivo del -1,5% m/m (-12,8% a/a) la produzione industriale a marzo (rivista quella di febbraio a -1,5% m/m da -1,4% m/m).

L’indice NAHB di fiducia dei costruttori ad aprile è salito a 14 da 9 di febbraio e marzo.

Il Beige Book di aprile ha confermato le indicazioni dei dati congiunturali: “l’attività economica complessiva ha continuato a contrarsi o è rimasta debole”, ma in 5 su 12 distretti si è registrata una moderazione nel ritmo di contrazione e alcuni settori hanno dato indicazioni di stabilizzazione, se pure su livelli bassi

Gli acquisti netti di titoli a lungo termine a febbraio sono tornati positivi, +22 mld di dollari, dopo il calo di -36,8 mld di gennaio.

I pignoramenti a marzo hanno registrato un massiccio aumento (+44% m/m, guidati da California e Florida), in accelerazione per via della fine della moratoria sui pignoramenti a cui avevano aderito le banche nei mesi precedenti.


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