15/04/09 È difficile immaginare un inizio anno peggiore per la Germania

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Analisi Weekly
a cura di: Cfx Intermediazioni

È difficile immaginare un inizio anno peggiore per la Germania: la domanda estera è sostanzialmente crollata, così come le nuove costruzioni, in caduta libera a

causa dell’inverno rigido e del calo degli investimenti. La produzione industriale, a sua volta, continua a diminuire e non sembra destinata a ripartire nel breve periodo.

La situazione sarebbe stata ancora peggiore se non fosse stato per gli incentivi governativi finalizzati all’acquisto di nuova auto. Grazie agli stimoli economici, il governo tedesco ha fatto sì che i consumi siano aumentati nel primo trimestre e tale trend sembra destinato a durare anche nel secondo trimestre. Di fatto, però, nonostante i miliardi di euro messi a disposizione dai governi del Vecchio Continente nel tentativo di far ripartire l’economia, il Prodotto Interno Lordo ha subito un’ulteriore contrazione nel primo trimestre del 2009 pari a circa 2.5 punti percentuali.(IV/08: -2.1%).

Si tratta della peggiore performance degli ultimi 40 anni. E’ probabile che il ritmo della recessione stia rallentando, gli ottimisti affermano già che il peggio sia ormai alle nostre spalle, ma di fatto non si può iniziare a parlare di stabilizzazione dell’economia europea, nonostante i barlumi di speranza provenienti dai leading indicators e dalla fiducia. Questi indici hanno finalmente smesso di diminuire ma si trovano ancora ben al di sotto diei 50 punti, livello di sopra del quale prevalgono le aspettative di crescita.

Leggermente diversa la situazione dall’altra parte dell’Oceano: i verbali del FOMC di marzo confermano un netto peggioramento nello scenario economico, ma secondo gli analisti della Federal Reserve, l’economia dovrebbe stabilizzarsi nella seconda metà dell’anno e tornare a crescere “lentamente” nel 2010. I rischi sulla crescita sono verso il basso, esacerbati dagli effetti di una spirale avversa che va dall’occupazione, ai consumi e agli investimenti, alle insolvenze e a ulteriori restrizioni del credito. Anche i rischi sull’inflazione sono verso il basso. Alla luce di questo scenario deteriorato, e aggravato dal crollo dell’attività nel resto del mondo, la Fed ha deciso di ampliare ulteriormente in misura sostanziale il proprio bilancio attraverso acquisti di tutti i tipi di asset: in fase di incertezza, è opportuno usare tutte le “tattiche” a disposizione. Sui mercati valutari abbiamo visto un “nuovo” driver: le timestrali aziendali.

Dopo le notizie negative giunte da Alcoa, si temono altre delusioni, anche sul fronte europeo, e vi è incertezza in generale anche per il comparto finanziario. Un’ulteriore incremento dell’avversione la rischio potrebbe continuare a supportare il dollaro e lo yen. Martedì prossimo verranno pubblicati i primi dati USA sul 2° trimestre (indici Empire, Philly Fed e fiducia del Michigan), che sono attesi in miglioramento. In questa fase, dove si sovrappongono ancora dati del 1° e del 2° trimestre, quelli relativi al 2° trimestre sono più rilevanti, non per la reazione d’impatto immediata, quanto perché è da questo momento (non già dal 1° trimestre) che si possono cominciare a vedere veramente gli effetti delle politiche messe in atto per fronteggiare la crisi.

Principali tassi di cambio

Euro – Dollaro:

Il dollaro ha ritracciato con decisione passando da quota 1.3595 di metà settimana attestandosi sotto quota 1.31 ed iniziare la solita lateralità dei periodi prefestivi. Il punto è che tra questa settimana e le prossime si va inserendo un nuovo driver sui mercati valutari: la nuova tornata delle trimestrali aziendali. Dopo le notizie negative della settimana passata si temono nuove incertezze legate al comparto Finanziario. Cresce quindi la risk aversion, che ha favorito il dollaro in questi ultimi giorni, infatti si è rilevato un ritorno verso i safe haven: Treasuries con rendimenti tendenzialmente in calo, cross potrebbe continuare il movimento pro biglietto verse anche nelle prossime settiamane. Primi dati USA sul 2° trimestre da martedì prossimo (indici Empire, Philly Fed e fiducia del Michigan) sono attesi in miglioramento.

E in questa fase, dove si sovrappongono ancora dati del 1° e del 2° trimestre, quelli relativi al 2° trimestre sono più rilevanti, non per la reazione d’impatto immediata, quanto perché è da questo momento (non già dal 1° trimestre) che si possono cominciare a vedere veramente gli effetti delle politiche messe in atto per fronteggiare la crisi. Anche la prossima settimana, dunque, il cambio dovrebbe mantenersi all’interno del fronte ribassista che, si chiude a 1,3565-1,3719. Quindi la possibilità di tornare a 1,30 o poco sotto entro il trimestre non può ancora dirsi esclusa.

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Supporti:
1.3190
Resistenze
1.3165

Euro – Yen:

L’aumento dell’avversione al rischio ha favorito lo yen che si è apprezzato proprio nell’ultima settiamana. Il mese di aprile, con le trimestrali, farà da test. Perché se queste dovessero far risalire su livelli alti o medio/alti la risk aversion lo yen potrebbe di nuovo, come nei mesi estivi e successivamente, beneficiarne.

Questo rinvierebbe quella l’accellerazione al rialzo sopra quota massimo di periodo 137.40 dovuto soprattutto a fattori fondamentali domestici che potrebbe temporaneamente riportare l’EURJPY sotto quota 130.00.

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Supporti:
129.30
Resistenze
134.60

Dollaro – Yen:

Come già ampiamente discusso nei precedenti Report il cross ha bucato con decisione quota psicologica 100 arrivando ad un massimo a 101.45. nuovo target rialzista vede il cambio nei prossimi mesi a 105, mese di test quello di aprile dove prevarrà in considerazione delle trimestrali americane del secondo trimestre, un aumento della risk avversion non escludendo la possibilità di una nuovo e temporaneo storno sotto quota 99.70. il movimento sarà comunque temporaneo dove il fondamentale nipponico guiderà un lento deprezzamento del cross.

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Supporti:
99.30
Resistenze
101.40

Dollaro – Franco Svizzero:

Dollaro in deciso recupero contro lo svizzero che buca quota di resistenza a 1.1515 passando da minimi nell’ordine di 1.1235 oltre passando 1.1600. Ci si aspetta uno rimbalzo tecnico pro svizzero ed un ritorno nella banda di oscillazione 1.1515/1.1315 nel brevissimo per poi continuare una lenta corsa pro dollaro con target 1.1945. Il cross è impostato tecnicamente al rialzo dopo la furiosa corsa ribassista della fine dell’anno.

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Supporti:
1.1550
Resistenze
1.1620

Sterlina – Dollaro:

Rimbalza la sterlina mettendo a segno ottime performance passando da minimi nell’ordine 1.42 di fine settiamana scorsa per toccare massimi sfiorando di poco 1.50 e ritracciare nuovamente privilegiando una fase laterale interlocutoria tra 1.4780 ed 1.4680.

Come atteso la Bank of England ha lasciato i tassi allo 0,50%, ma soprattutto ha annunciato che proseguirà con il programma, annunciato il 5 marzo,degli acquisti di assets per un ammontare totale di 75 miliardi di sterlina finanziati tramiteemissioni di riserve della banca centrale. Dal meeting precedente sono stati effettuati acquisti per 26 miliardi e ci vorranno altri due mesi per completare il programma, come del resto dichiarato la volta scorsa.

Questo parrebbe rivelare una certa “fiducia” da parte della BoE che almeno il peggio possa essere alle spalle. Questo dovrebbe rappresentare un fattore favorevole per la sterlina.

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Supporti:
1.4580
Resistenze
1.5000

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa
e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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