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07/04/09 Oggi alle 11 verrà diffuso il dato relativo al PIL a/a (finale)


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. Sulla base dei contratti attualmente in vigore, stimiamo che l’indice delle retribuzioni orarie contrattuali registri una accelerazione al 4% a/a a gennaio (dal 3,8% a/a di dicembre), e un vistoso rallentamento al 3% a/a a febbraio. Il dato includerà la revisione della serie dovuta all’adozione dei nuovi indici espressi in base dicembre 2005 e secondo la nuova classificazione delle attività economiche ATECO 2007 (corrispondente italiana della NACE rev. 2 europea). In generale, febbraio dovrebbe rappresentare l’inizio di un trend discendente per i salari, viste le pressioni al ribasso derivanti dall’aumento della disoccupazione.

– Il calendario delle aste vede soprattutto offerta di titoli di breve termine (Spagna, Grecia, US), ma anche 1,4mld di titoli austriaci decennali e trentennali e la riapertura dei TIPS decennali.

Ieri sui mercati

Correzione al ribasso per gli indici azionari. Andamento contrastato per i titoli pubblici; per il Bund, performance negative soprattutto sulle scadenze lunghe. Btp sostenuti dal movimento di chiusura degli spread. Euro in ribasso sul dollaro, con minimi a 1,3325; lo yen ha ceduto fino a toccare 101,45 sul dollaro, ma con la correzione dei mercati azionari è rientrato in area 100. La banca centrale dell’Australia ha ridotto i tassi ufficiali di 25pb al 3,0%, meno del previsto. BCE, Bank of England, Banca del Giappone e Banca Nazionale Svizzera hanno attivato swap con la Federal Reserve per consentire a quest’ultima di fornire fondi in valuta estera alle proprie banche in caso di necessità. Gli importi potenziali sono pari a EUR 80 mld, più CHF 40 mld, GBP 30 mld, JPY 10mila mld. La versione online di The Times riferisce che il FMI rivedrà la stima degli attivi illiquidi nei bilanci di banche e assicurazioni a 3.100 mld, dai 2.200 mld di gennaio, a cui si aggiungerebbero 900 mld originati in Europa ed Asia.

Area Euro

– Le vendite al dettaglio nell’area euro scendono a febbraio del -0,6% m/m dopo un lieve incremento a gennaio del +0,1% m/m e sono risultate peggiori delle attese di consenso a -0,4% m/m. La variazione su base annua ha registrato a febbraio una contrazione del -4,0% a/a da -1,7% a/a precedente (rivisto da -2,2% a/a) e sono ben al di sotto anch’esse delle attese di consenso a -2,5% a/a. I paesi che hanno contribuito maggiormente al calo sono stati la Spagna con un pesante -0,8% m/m, la Germania con -0,2% m/m e la Francia con -0,1% m/m; non è ancora disponibile il dato per l’Italia. Stabili i prodotti alimentari, mentre in calo del -1,1% m/m quelli non alimentari. Se le vendite restassero invariate nel mese di marzo, la variazione trimestrale si attesterebbe a -0,3% t/t, risultando per lo meno migliore del T4 del 2008. Ma stimando comunque una contrazione della spesa dei consumatori, aggiungendovi anche la riduzione attesa dell’export e il calo degli investimenti, il PIL per il T1 potrebbe anche risultare peggiore del T4 dello scorso anno a -1,5%.

– L’indice PPI dell’area euro registra a febbraio un calo per il settimo mese consecutivo, in linea con le attese, di -0,5% m/m da -1,1% m/m precedente (rivisto da -0,8% m/m). Il dato si traduce in una variazione annua pari a -1,8% a/a da -0,7% a/a di gennaio (rivisto da -0,5% a/a), segnando così il minimo storico dall’aprile 1999. In calo i prezzi dei beni intermedi di -0,7% m/m e stabili i beni capitali, mentre crescono i prezzi dei beni durevoli. L’analisi dei singoli paesi rivela che la riduzione è trasversale nelle grandi economie ad eccezione che in Spagna dove a febbraio l’indice è rimasto stabile. L’indice al netto della componente energetica (scesa del -0,7% m/m) registra una calo di -0,4% m/m, segnalando che il calo dei prezzi si sta spostando sempre più verso le componenti non “energy” dell’inflazione, con una più diffusa trasmissione a valle della filiera produttiva.



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