Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
Area Euro
– Sulla base della pubblicazione dei dati nelle principali economie dell’area (Germania -0,5% m/m, Francia e Italia -0,6% m/m, Spagna stabile), stimiamo l’indice PPI per l’area euro in calo di -0,3% m/m a febbraio, Si tratterebbe del settimo calo mensile consecutivo, che porterebbe la variazione annua in territorio ancor più negativo a -1,4% da -0,5% a/a di gennaio. Per la media del 2009, stimiamo un PPI in calo di oltre il 3% su base annua.
– Le vendite al dettaglio nell’area euro dovrebbero scendere di -0,4% m/m a febbraio dopo essere rimaste all’incirca invariate a gennaio. Le vendite sono risultate in calo sia in Germania (-0,2% m/m) che soprattutto in Francia (-2% m/m). Il dato lascerebbe le vendite in rotta per una flessione di appena un decimo nel 1° trimestre (dopo il calo dell’1% t/t precedente), segnalando la possibilità che i consumi di contabilità nazionale, pur rimanendo negativi, mostrino una contrazione più contenuta (stimiamo di -0,3% t/t) rispetto a quella di fine 2008 (-0,9% t/t).
I market mover della settimana
Nell’area euro, sotto i riflettori sono i dati di produzione industriale nei tre grandi Paesi, che mostreranno ancora un calo nel mese di febbraio. Tuttavia il ritmo di caduta, in particolare in Germania (dove è atteso anche il dato sugli ordini), potrebbe essere inferiore rispetto a quello del mese precedente. Sempre a febbraio, nell’area euro le vendite al dettaglio dovrebbero essere tornate a scendere dopo la tenuta di inizio anno e i prezzi alla produzione sono visti in calo per il settimo mese consecutivo.
Negli Stati Uniti, il focus sarà sui verbali della riunione del FOMC di marzo. I pochi dati in uscita non modificheranno le indicazioni emerse recentemente che puntano a una probabile stabilizzazione del ritmo di contrazione dell’attività nel 2° trimestre. Il deficit commerciale a febbraio dovrebbe ridursi ancora, con un calo delle importazioni. I prezzi all’import dovrebbero aumentare a marzo, spinti dall’energia.
Venerdì sui mercati
I mercati mostrano sempre più fiducia in un prossimo superamento del minimo ciclico. La reazione al nuovo crollo dell’occupazione negli Stati Uniti è stata trascurabile e alla fine della giornata gli indici azionari erano in rialzo e i corsi dei titoli di stato in netto ribasso. I rendimenti sugli UST sono saliti da 6 a 13pb, con maggior movimento sui tratti intermedi (5-10 anni). Sui mercati europei il Bund future ha chiuso in calo di 0,66 punti, flessione associata a netti rialzi dei rendimenti sulla curva (10pb sul benchmark decennale, 14 sullo Schatz). Chiusura degli spread Btp-Bund, calati a 121pb sulla scadenza decennale. Marginale ribasso per l’Euribor 3 mesi (1,479%) e un mese (1,076%), mentre risalgono 6 e 12 mesi (1,804%); anche i futures monetari mostrano maggiori pendenze dei tassi impliciti, potenzialmente coerenti con rialzi dei tassi nel 2010. L’euro consolida l’avanzamento sul dollaro, ma rimane sotto i massimi di metà marzo. Yen debole su tutti i fronti. Anche le quotazioni petrolifere beneficiano delle aspettative di stabilizzazione del ciclo economico mondiale.
Area Euro
La lettura definitiva dell’indice PMI servizi nell’area euro per marzo rivede al rialzo la prima stima a 40,9 da 40,1. L’indice supera il valore di febbraio a 39,2 che aveva segnato il minimo storico per la serie. Le aspettative per il futuro migliorano a 48,7 da 46,1 precedente, portandosi su valori prossimi a quelli soglia. Sia gli affari pendenti che i nuovi affari mostrano un recupero dal minimo storico toccato lo scorso mese. Ancora in calo sia i prezzi pagati che i prezzi ricevuti.
Germania. La lettura definitiva dell’indice PMI servizi per marzo ha registrato una revisione verso l’alto a 42,3 da 41,7 della prima stima e da 41,3 di febbraio. L’analisi delle componenti rivela un sensibile rimbalzo in particolare per i nuovi affari, a 39,3 da 36,6. In calo invece le aspettative di business (a 39 da 40,9). Ancora in flessione i prezzi sia pagati (a 48,6 da 49,7) che ricevuti (a 43,8 da 45,8).
Francia. La seconda stima dell’indice PMI servizi di marzo ha mostrato una revisione al rialzo a 43,6 da 42,9 della prima stima e da 40,2 di febbraio. Da registrare il notevole recupero delle aspettative, a 51,9 (per la prima volta in territorio espansivo dallo scorso settembre) da 48,8 precedente. Meno sensibile, ma significativo, anche il recupero per i nuovi affari, che comunque restano su valori ancora molto bassi a 39,2.
Italia. L’indice PMI servizi è salito più del previsto a marzo, a 39,1 da 37,9 di febbraio. Tutte le principali componenti mostrano un rimbalzo, particolarmente evidente per le aspettative sugli affari nei prossimi 12 mesi, in miglioramento a 61,1 a marzo da 54,9 di febbraio. Ancora in calo i prezzi (sia pagati che ricevuti). L’indice è ancora coerente con un valore aggiunto nei servizi negativo anche nel 1° trimestre del 2009.
Germania. I prezzi all’import sono scesi per il settimo mese consecutivo a febbraio, di -0,1% m/m (da -0,5% m/m di gennaio), portando la variazione su base annua a -6,4% a/a da -5,4% a/a, nuovo minimo storico dal gennaio 1999. L’energia non ha contribuito significativamente al calo dei prezzi su base mensile, mentre spiga gran parte della flessione su base annua (l’indice al netto dell’energy ha registrato un calo più contenuto dell’indice complessivo, a -1,2% a/a). Stabili i prezzi all’export nel mese di febbraio, con una riduzione su base annua del -1,2% a/a.
Italia. L’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti venduti sul mercato interno è calato di -0,6% m/m a febbraio, circa in linea con le attese, dopo il -0,8% m/m di gennaio. La pubblicazione dei dati da parte dell’ISTAT si arricchisce di una nuova serie relativa al mercato estero e di un indice di sintesi relativo all’insieme dei prezzi praticati dalle imprese industriali al primo stadio di commercializzazione dei beni. L’indice composito registra -0,6% m/m a febbraio e -2,8% a/a su base annua.
Stati Uniti
L’employment report di marzo registra un calo di occupati di -663 mila. La revisione dei dati precedenti è di -86 mila (gennaio a -742 mila da -655 mila). Da ottobre, il mercato del lavoro ha espulso 3,7 milioni di occupati. Gli occupati nel settore privato calano di 658 mila; nel settore pubblico scendono di 5 mila, a conferma dei vincoli di bilancio statali. Gli occupati nell’industria calano di 305 mila, spinti dal settore costruzioni (-121 mila). Nei servizi il calo è più ampio, –358 mila, concentrato su commercio (-112 mila) e servizi alle imprese (-133 mila). Il tasso di disoccupazione sale a 8,5%, il massimo da novembre 1983, pur con un calo della partecipazione a 65,5% (da 66% a ottobre).
L’ISM non manifatturiero di marzo scende più di quanto atteso a 40,8 da 41,6 di febbraio, toccando il livello più basso dall’inizio dell’anno (il minimo storico assoluto era stato toccato a novembre a 37,4). Preoccupante il calo della componente occupazione (a 32,3 da 37,3), oltre che dei nuovi ordini (sia domestici che esteri).
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