Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
– Oggi robusta agenda di aste, con 8mld di Schatz 2011 e 18mld di T-Note decennali e offerta di BOT in Italia per complessivi 12 mld.
Area Euro
– Germania. Gli ordini all’industria di gennaio sono visti ancora in calo, stimiamo di -0,8% m/m, con una attenuazione del ritmo di calo dopo il drammatico crollo dei mesi precedenti (ottobre -6,3% m/m, novembre -5,3% m/m, dicembre -6,9% m/m). Su base annua gli ordini dovrebbero toccare un nuovo minimo storico a -27,1% a/a. Le indicazioni sugli ordini dall’indagine PMI ancora non segnalano un punto di svolta.
– Germania. I prezzi alla produzione sono crollati di -1,2% m/m, riducendo l’incremento tendenziale a +2,0% a/a. Significativo il contributo della componente energetica, ma anche escludendo quest’ultima si riscontra un calo di -0,4% m/m.
Ieri sui mercati
L’ampio rimbalzo degli indici azionari mondiali, guidato dai titoli finanziari, ha provocato un brusco rialzo dei rendimenti sui titoli di stato. Il movimento è stato di 3-8pb sulla curva tedesca e di 7-16pb su quella UST. Il Bund future ha chiuso in ribasso di 61pb. Le pendenze hanno andamenti discordanti: in Europa il rialzo più vivace è stato sulle scadenze intermedie, mentre sugli UST si è visto un aumento delle inclinazioni su tutti i segmenti. Si riaccende anche la volatilità sui mercati valutari: sostenuto dalla ripresa dei corsi azionari l’euro è prima salito fino a massimi di 1,2821 dollari, poi è crollato fino a 1,2610. Debole la sterlina, indebolita dallo stimolo quantitativo: contro dollaro ed euro è arrivata rispettivamente a 1,36 (prec. 1,39) e 0,92 (da 0,88). Questa mattina il dollaro è sostenuto dal drastico calo del surplus commerciale della Cina, annunciato a $4,8 mld in febbraio e penalizzato dal calo del 25,7% a/a nelle esportazioni.
Area Euro
Germania. La lettura finale degli indici CPI tedeschi conferma a febbraio il dato preliminare a 0,6% m/m (da -0,5% m/m di gennaio) e 1,0% a/a (da 0,9% a/a precedente). Confermato anche il dato armonizzato (0,7% da -0,6% m/m, 1,0% da 0,9% a/a). Dopo i saldi e le promozioni di gennaio, tornano a crescere i prezzi nel settore abbigliamento, tempo libero, hotel e anche nel settore dei servizi; su base annua, il calo del prezzo del petrolio ha fatto sentire i sui effetti sui carburanti (-12,6% a/a) mentre si avrà un effetto ritardato sul gas, che ha appena cominciato a scendere (-0,7% m/m a febbraio) e mantiene un ritmo di crescita annuo molto elevato (18,9% a/a). In generale, il rimbalzo di febbraio è legato alla stagionalità tipica del mese e non interrompe il trend di calo che riprenderà nei prossimi mesi e porterà l’inflazione a sfiorare lo zero quest’estate.
Francia. L’indice sulla produzione industriale francese nel mese di gennaio mostra un forte calo del -3,1% m/m da -1,5% m/m di dicembre (rivisto al rialzo da -1,8% m/m) e ben al di sotto delle attese (-0,6% m/m). Su base annua l’output è in calo a -13,8% a/a da -10,2% a/a precedente (rivisto da -11,1% a/a). Il dato è ai minimi storici dall’inizio di rilevazione della serie nel 1971.
Italia. I prezzi alla produzione sono calati di -0,8% m/m a gennaio (contro -0,5% m/m atteso). Per effetto della revisione dovuta alla nuova classificazione Ateco 2007 e all’adozione come base di riferimento dell’anno 2005 il PPI annuo è risultato molto più basso delle attese, a -2% a/a, nuovo minimo storico (il livello più basso in precedenza era rappresentato dal -1,9% a/a di marzo 1999). L’energia ha contribuito in misura poco significativa al calo mensile visto che anche il PPI ex energy è calato di -0,8% m/m. In sostanza, il dato mostra che le spinte deflative vanno trasmettendosi dai prodotti energetici alle componenti core, e da monte a valle della catena produttiva. Nel complesso, la revisione mostra un aumento dei rischi al ribasso sull’andamento del PPI, che nel corso del 2009 potrebbe mostrare una contrazione anche superiore al 3%. Il punto di minimo dovrebbe essere raggiunto a luglio attorno a -5,5% a/a, coerentemente con i valori più recenti dei prezzi pagati dalle imprese manifatturiere secondo l’indagine PMI.
Germania. La bilancia commerciale tedesca non destagionalizzata registra un surplus di 8,5 miliardi a gennaio da 7,5 miliardi di dicembre (rivisto da 6,9 miliardi). Il dato destagionalizzato e corretto per i giorni lavorativi fa segnare un avanzo di 8,4 miliardi, con le esportazioni in calo di -4,4% m/m e le importazioni in flessione di appena il -0,8% m/m a gennaio (in entrambi i casi per il quarto mese consecutivo). Il dato segnala che anche per il primo trimestre 2009 si prospetta un contributo fortemente negativo dell’export netto al PIL (dopo il pesante -2% t/t di fine 2008).
Stati Uniti
Bernanke in un discorso sul rischio sistemico ha sottolineato il ruolo cruciale degli squilibri internazionali nella genesi della crisi attuale, con un eccesso di risparmio nei paesi emergenti a fronte di una carenza di risparmio nei paesi sviluppati, primo fra tutti gli Stati Uniti. Rispondendo ad alcune domande sullo scenario congiunturale, Bernanke ha affermato che un tasso di disoccupazione al 10% è all’interno delle possibilità concrete e ha detto che l’economia si riprenderà: l’unico dubbio è il ritmo a cui questo avrà luogo; la Fed deve essere preparata a ritirare lo stimolo monetario quando sarà il momento opportuno.
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