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19/02/09 Oggi verrà diffuso il dato sull’indice Philadelphia Fed


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Stati Uniti

– Il PPI a gennaio dovrebbe registrare un aumento di 0,2% m/m, la prima variazione positiva su base mensile da luglio 2008. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m, in rallentamento rispetto alla dinamica del 4° trimestre (0,2% medio). L’aumento dell’indice aggregato è determinato dall’aumento del prezzo della benzina a gennaio, mentre il trend dell’indice core ha probabilmente svoltato dal picco di ottobre (4,4% a/a), e continuerà a rallentare con il contributo della debolezza del settore auto.

– L’indice della Philadelphia Fed di febbraio dovrebbe scendere ancora a febbraio a -26 da -24,3 di gennaio. L’indagine a gennaio aveva mostrato un discreto miglioramento (sempre su livelli ampiamente negativi, a -22,3 da -28,2 di dicembre) e l’indice aspettative era ritornato positivo (a 7,4 da -10,4 di dicembre). Le aspettative potrebbero avere sostegno dall’aspettativa di effetti positivi del pacchetto fiscale. Non dovrebbe esserci alcun miglioramento nelle componenti occupazione e scorte. I prezzi pagati potrebbero vedere una risalita da -27 di gennaio.

Ieri sui mercati

Le dichiarazioni del ministro dell’economia Tedesco (v. sotto) hanno favorito un piccolo ridimensionamento degli spread sul Bund dei paesi periferici. Sui CDS si è osservato un allargamento per Germania e Francia, un restringimento per i periferici della zona euro e per i paesi dell’Europa Centrale e Orientale. Sull’Europa Orientale, sia i governi locali sia la Banca Mondiale hanno esortato l’Unione Europea ad un’azione coordinata a sostegno dell’area, mentre la Commissione Europea preferisce un approccio caso per caso e distinguendo chi è membro dell’Unione Europea (e beneficia di specifici meccanismi di intervento previsti dal Trattato) e chi non lo è. Chiusura in ribasso per i mercati azionari europei, contrastata per quelli americani. Rendimenti dei titoli di stato in rialzo soprattutto negli US; Bund future pressoché stabile (-0,04). Debole su tutti i fronti lo yen, ora in area 93 contro dollaro. Ribasso del prezzo del petrolio: Brent sotto quota $40.

Area euro

Il ministro delle finanze tedesco ha detto che la Germania “agirebbe” per sostenere paesi membri della zona euro in difficoltà con il rifinanziamento del debito.

Il governo tedesco ha approvato una legge bancaria che permetterebbe al governo di nazionalizzare banche di rilevanza sistemica come Hypo in caso di necessità. Un intervento di tal genere sarebbe attuato solo come soluzione di ultima istanza.

Spagna. La lettura definitiva del PIL spagnolo conferma a pieno il dato preliminare a -1,0% t/t per il 4° trimestre del 2008 e del -0,7% a/a. La componente che mostra il contributo più significativo è la domanda domestica con -3,0% a/a, anche se in parte compensata dal contributo delle esportazioni nette di +2,3% a/a (le importazioni sono calate del -13,2% a/a e più velocemente delle esportazioni a -7,9% a/a). Analizzando le componenti della domanda domestica, i consumi privati si sono ridotti del -2,3% a/a e gli investimenti del -9,3% a/a, compensati, in parte, dalla spesa pubblica cresciuta del +6,3% a/a. Per l’anno 2009 stimiamo una contrazione del PIL del -2,7%.

Stati Uniti

Il Tesoro ha annunciato le linee guida del piano di intervento a sostegno dell’edilizia residenziale (Homeowner Affordability and Stability Plan) che offre un supporto governativo per la rinegoziazione dei mutui e la riduzione dei pignoramenti, e ammontare a interventi fino a 75 mld di dollari. L’obiettivo è permettere di rifinanziare i mutui a tassi più favorevoli riducendo il carico di interessi per le famiglie e la probabilità di pignoramenti. Gli interventi sono delineati su due punti. 1) Offrire la possibilità di rifinanziare i mutui ai proprietari di casa correnti che hanno contratti per valore superiore all’80% del valore della casa: attraverso l’intervento delle agenzie si faciliterebbe la rinegoziazione dei mutui a tassi più convenienti (intervento che dovrebbe riguardare 4-5 mln di famiglie). 2) Creare un fondo di 75 mld di dollari a sostegno di famiglie in difficoltà per permettere la rinegoziazione di mutui e ridure il ricorso ai pignoramenti. All’interno del piano di intervento il Tesoro ha annunciato un ampliamento delle misure a sostegno delle GSE (agenzie governative). Il nuovo impegno finanziario del Tesoro raddoppia il programma di acquisti di azioni privilegiate di Fannie Mae e Freddie Mac a 200 mld di dollari ciascuna (il doppio dei 100 mld inizialmente inclusi negli interventi annunciati nell’autunno 2008). Le due agenzie vedono anche un aumento del limite per i loro portafogli di mutui, che viene aumentato fino a 900 mld di dollari, (+50 mld rispetto a quanto in vigore fino a oggi). Secondo un documento rilasciato dal Tesoro i fondi per questo intervento non deriverebbero dal Financial Stability Plan o dalla legge istitutiva del TARP (EESA). Pertanto sembra probabile che i fondi dell’intervento vengano richiesti separatamente in Congresso in un secondo tempo

I prezzi all’import, come atteso, sono scesi per il sesto mese consecutivo a gennaio dell’1,1 %m/m, dopo il -5% di dicembre (rivisto da 4,2%). Su base annua il calo è stato del 12,5% a/a rispetto al 10,3% precedente.

I nuovi cantieri crollano più del previsto a gennaio (consenso: 530 mila) a 466 mila da 560 mila di dicembre (rivisto da 550 mila), corrispondente al -16,8% m/m e -56,2% a/a, toccando un nuovo minimo storico.

La produzione industriale a gennaio è calata dell’1,8 %m/m dopo il -2% del mese precedente. Il calo è più ampio per il settore manifatturiero: -2,5% m/m da -2,9% m/m di dicembre. Il settore più colpito è quello automobilistico, per cui la contrazione dell’output scende del 23,4%m/m (dal -8,1% del mese precedente): il crollo della produzione nel settore riflette la chiusura di molti stabilimenti legata alla necessità di smaltire il livello crescente dei magazzini. Aumenta la produzione nelle utilities, in parte per via delle avverse condizioni climatiche. Lo spaccato per mercati evidenzia un calo generalizzato
(-3,4% m/m costruzioni, -1,8% beni di consumo) con un segno positivo solo per difesa (1,4% m/m). Continua a scendere anche l’utilizzo della capacità produttiva a 72 % da 73,3%, minimo da febbraio 1983.

La Fed ha ampiamente rivisto verso il basso le proprie previsioni macroeconomiche, nel nuovo scenario previsivo presentato con i verbali della riunione di gennaio. Lo scenario è coerente con una recessione profonda e relativamente lunga. Una novità emersa dai verbali è la pubblicazione di una previsione di “più lungo termine”, oltre l’orizzonte regolare di 3 anni, che ha lo scopo i ancorare le aspettative di inflazione di lungo termine e indicare un obiettivo di inflazione implicito.



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