Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
Area Euro
– Germania. I prezzi alla produzione dovrebbero scendere ancora a dicembre, con una contrazione attesa dell’1,2% m/m, dopo -1,1% di novembre. Su base annua, il PPI rallenterebbe a 4,2% a/a da 5,3% a/a di novembre, tornando al livello di marzo 2008. Il calo del PPI su base mensile sarà determinato ancora in larga misura dal calo dei prezzi energetici (Brent: -10% a dicembre).
Stati Uniti
– L’indice di fiducia dei costruttori (NAHB) a gennaio dovrebbe rimanere sul minimo registrato a dicembre (9, livello più basso da quando esiste la serie, 1985). Nell’indagine di dicembre, la componente vendite correnti e l’aspettativa a 6 mesi erano ancora in calo. La riduzione dei tassi sui mutui in atto da dicembre offre un sostegno alle prospettive per le vendite, anche se nei dati recenti il calo dei tassi ha dato luogo più che altro a un netto aumento dei rifinanziamenti, e molto meno alla richiesta di nuovi mutui per l’acquisto di un immobile.
Ieri sui mercati
Continua il calo delle quotazioni dei titoli bancari. Ieri il governo irlandese ha annunciato iniezioni di capitale in due banche (Allied Irish Banks e Bank of Ireland), facendo salire la propria partecipazione al 25% circa. La violenta flessione degli indici azionari mondiali, con picchi del 4-5% per i listini americani, ha avuto ricadute positive molto limitate sulle quotazioni dei titoli di stato. Le quotazioni degli UST sono addirittura calate, e anche il Bund future ha chiuso in ribasso. Le implicazioni sono state invece più significative sui mercati valutari (USD/JPY 89,80, EUR/USD 1,2887). Particolarmente intenso il deprezzamento di euro (in flessione di oltre due figure sul dollaro) e sterlina (debole anche rispetto all’euro). La Banca del Canada ha tagliato il tasso di riferimento da1,5 a 1,0%, senza chiudere la porta a nuove riduzioni.
Area Euro
Germania. L’indice ZEW che misura le aspettative a 6 mesi sull’economia tedesca da parte di analisti e investitori istituzionali è rimbalzato per il terzo mese consecutivo a gennaio, a -31 da -45,2 e dal minimo toccato a -63 lo scorso ottobre. Il dato è migliore delle attese (si tratta del minor pessimismo dall’ottobre del 2007). In sostanza, la percentuale di coloro che ritengono che le condizioni dell’economia tra 6 mesi saranno peggiori delle attuali rimane prevalente ma si riduce sulle attese degli effetti del calo dei tassi di interesse e del nuovo pacchetto fiscale (pari all’1% del PIL) su cui è stato raggiunto un accordo proprio nei giorni dell’indagine. Viceversa, l’indicatore sulla situazione corrente (maggiormente correlato al PIL, anche se si tratta di un indicatore coincidente e non anticipatore) è peggiorato ulteriormente da -64,5 a -77,1 (minimo da dicembre 2003). L’indagine mostra un minor pessimismo sul futuro e un maggior pessimismo sul presente per tutte le principali aree geografiche, con i saldi più negativi per la situazione corrente nei Paesi anglosassoni (USA -97,4, UK -94,9). Ancora una volta il settore dove è più accentuato il pessimismo è quello automobilistico. Stimiamo una contrazione del 2,2% per l’economia tedesca quest’anno.
Italia. Gli ordini all’industria sono crollati più del previsto a dicembre (-6,3% da -6,6% m/m, dato rivisto verso il basso di oltre un punto). Nel mese, il calo è stato più marcato per gli ordini dall’estero (-8,3% m/m). Il calo su base annua è di -26,2% a/a, il minimo storico da quando viene calcolata la serie (gennaio ’91). Il settore più colpito si conferma quello dei trasporti (-62,1% a/a). Anche il fatturato è in deciso calo (-3,9% m/m, -13,9% a/a, anche in questo caso ai minimi dal ‘91). Anche nel caso del fatturato il calo maggiore su base annua è per il settore dei trasporti (-20,6% a/a). La contrazione del fatturato domestico nel mese segnala rischi verso il basso sul dato sulle vendite al dettaglio in uscita venerdì.
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