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09/01/09 Atteso il dato relativo ai Nuovi lavoratori dipendenti in America


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Francia. La produzione industriale è calata di -2,4% m/m a novembre dopo il crollo
(-3,7% m/m, rivisto) di ottobre. La variazione tendenziale, calcolata sulla base di una media mobile trimestrale, è pari a -6,5%.

– Le vendite al dettaglio sono attese in parziale recupero a novembre (+0,3% m/m) dopo il deciso calo (-0,8% m/m) di ottobre. Su base annua le vendite dovrebbero attestarsi a -1,4% a/a da -2,1% a/a precedente. Sulla base dell’indicatore anticipatore Bloomberg retail PMI, la debolezza delle vendite dovrebbe comunque proseguire a dicembre. In ogni caso, anche ipotizzando una ripresa a fine anno, sia le vendite al dettaglio che i consumi di contabilità nazionale dovrebbero calare nel 4° trimestre, dopo il modesto recupero evidenziato nei mesi estivi.

– Germania. La produzione industriale è vista ancora in calo a novembre, di -2% m/m dopo il
-2,1% m/m di ottobre. Il dato lascerebbe l’output in calo di -5,5% a/a (ai minimi da oltre 15 anni). Il calo sarebbe coerente con il crollo degli ordini (-6% m/m) e dell’export (-10,6% m/m) nel mese. Ma il livello dell’indice IFO è coerente con una contrazione annua dell’output di -8% a/a e dunque c’è ancora spazio di calo della produzione nei prossimi mesi. Il dato lascerebbe la produzione in rotta per una flessione su base trimestrale di -4,5% t/t (da -1,1% t/t), confermano i rischi di una contrazione del PIL molto più significativa rispetto al -0,5% t/t visto nel trimestre precedente.

Stati Uniti

– Gli occupati non agricoli a dicembre dovrebbero vedere di nuovo un’ampia contrazione, alla luce dei dati molto negativi della stima ADP dei nuovi occupati del settore privato (-692 mila) e del livello delle componenti occupazione degli indici ISM manifatturiero e non manifatturiero. La previsione è di -550 mila, con un aumento del tasso di disoccupazione al 7%. I salari orari dovrebbero tornare a crescere a un ritmo in linea con il trend (+0,2% m/m) .

Ieri sui mercati

Movimenti ordinati sui mercati valutari, con il dollaro in regresso contro euro e yen (sostenuto, quest’ultimo, dalla ripresa dell’avversione al rischio). Il calo del prezzo del petrolio ha penalizzato AUD e CAD. Il movimento più secco è stato quello della sterlina, rimbalzata da 1,5018 a 1,5360 dollari dopo il taglio di 50pb dei tassi ufficiali, inferiore alle aspettative di mercato; la moneta britannica si è successivamente stabilizzata sopra 1,52 dollari. Sui mercati obbligazionari il Bund future è violentemente rimbalzato nel corso della giornata dai minimi di 112,54 fino a risalire sopra 123,5; la ripresa è stata favorita dai dati economici negativi, dall’andamento incerto degli indici azionari ma anche dal buon andamento degli UST e dell’asta del T-Note decennale. Nell’ambito di un generale riassestamento delle valutazioni di rischio nell’eurozona, continuano a calare gli spread fra Btp e Bund, tornati a 121pb sulla scadenza decennale (il livello più basso dal 3 dicembre).

Area Euro

L’indice composito della Commissione UE è calato assai più del previsto a dicembre, a 67,1 da 74,9 precedente. Si tratta di un nuovo minimo da quando viene rilevata l’indagine (metà anni ’80).

Il tasso di disoccupazione è salito al 7,8% a novembre dal 7,7% di ottobre. Si tratta di un massimo da due anni (il minimo era stato toccato tra fine 2007 e inizio 2008 al 7,2%).

La lettura finale del PIL Area Euro ha confermato la contrazione di -0,2% t/t nel 3° trimestre come nei 3 mesi precedenti.

Germania. Gli ordini all’industria hanno subito un nuovo crollo a novembre (-6% m/m) dopo quelli di ottobre (-6,3% m/m) e settembre (-8,3% m/m). Si tratta dell’undicesimo calo negli ultimi 12 mesi. Su base annua (non destagionalizzata) le commesse sono scese a -27,2% a/a (da -17,5% a/a), nuovo minimo dall’inizio di rilevazione della serie (1992).

Germania. L’avanzo commerciale si è ridotto significativamente nel mese di novembre, a 9,7 da 16,4 miliardi, a causa di un vero e proprio tracollo dell’export (-10,6% da -0,6% m/m) in presenza di un calo anch’esso importante ma meno pronunciato (-5,6% da -3,7% t/t) dell’import.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 3 gennaio sono scesi di 24 mila unità, a 467 mila da 492 mila della settimana precedente. Il calo (il secondo consecutivo) tuttavia non deve essere interpretato come un segnale di inversione del trend negativo del mercato del lavoro, piuttosto ancora come un effetto di difficoltà di destagionalizzazione e di altri fattori distorsivi temporanei. I sussidi esistenti nella settimana conclusa il 27 dicembre sono aumentati di 101 mila, a 4,611 milioni.

Regno Unito

La Bank of England ha tagliato il base rate di 50pb, portandolo a 1,5% da 2%. Nel comunicato la banca centrale ha affermato che i tagli dei tassi attuati, la politica fiscale espansiva, il “sostanziale” deprezzamento della sterlina e il calo dell’inflazione offriranno “uno stimolo considerevole per l’attività” nel corso del 2009. La Bank of England ha giustificato il taglio dei tassi all’1,5% come una decisione “necessaria” per raggiungere il proprio obiettivo di inflazione, alla luce del “rischio significativo” che la dinamica dei prezzi si porti al di sotto dell’obiettivo di inflazione del 2%.


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