Da seguire: Area Euro: – La stima preliminare potrebbe mostrare una risalita dell’inflazione area euro a -0,1% a/a da ….

un precedente -0,3% a/a, per effetto dei rincari dei prezzi delle benzine e dal momento che l’effetto base favorevole dall’energia sta uscendo del tutto dal confronto annuo.
– La disoccupazione è attesa a 9,7%, da un precedente 9,6%. Vediamo il picco della disoccupazione a 10,8% nel 1° trimestre del 2011. I programmi di sostegno all’occupazione potrebbero ritardare la risposta del mercato del lavoro al ciclo.
– Italia. I prezzi al consumo sono visti in crescita di 0,1% m/m sulla misura nazionale e di 0,5% m/m sulla misura armonizzata, per effetto dei rincari dei prezzi delle benzine. L’inflazione è vista in aumento di un decimo a 0,3% a/a, sia sulla misura armonizzata, che su quella nazionale.
– Germania. Le vendite al dettaglio sono sorprendentemente calate di -0,5% su base mensile, per un decremento rispetto al settembre 2008 del 3,9%.
Stati Uniti
– La spesa personale a settembre dovrebbe essere in calo di 0,4% m/m, con una contrazione in termini reali di 0,6% m/m. Il reddito personale è previsto in calo di 0,1% m/m, determinato da un calo delle ore lavorate e della settimana lavorativa; in termini reali il reddito dovrebbe scendere dello 0,3% m/m. Il tasso di risparmio dovrebbe riprendere il trend verso l’alto interrotto a luglio e agosto per via del balzo temporaneo dei consumi legato agli incentivi auto (agosto: 3%). Il deflatore dovrebbe registrare un aumento di 0,2% m/m sia per l’indice core, sia per quello headline.
– Il Chicago PMI a ottobre è previsto in aumento a 50, da 46 di settembre. Il mese scorso il Chicago PMI aveva registrato un calo al di sotto di 50, unico caso di indagine sotto la soglia di espansione nel settore manifatturiero a settembre. L’indagine dovrebbe vedere una ripresa delle componenti ordini e occupazione, spinti dalla dinamica molto positiva del settore auto negli ultimi mesi. La componente occupazione dovrebbe migliorare marginalmente, ma restare ancora sotto 50.
Focus: Weber lascia intravedere l’inizio di una graduale uscita
BCE. Weber, presidente della Bundesbank, ha esplicitamente dichiarato che la BCE potrebbe dare inizio ad una strategia di uscita a inizio 2010 con il mancato rinnovo del calendario per le aste di rifinanziamento con scadenza annuale.
Ieri sui mercati
Netto rimbalzo degli indici azionari sulla scia dei conti nazionali americani (v. sotto), continuato questa mattina sulle piazze asiatiche. Coerente rimbalzo dei rendimenti obbligazionari e dell’euro sul dollaro (oltre 1,4800).
Area Euro
Weber, presidente della Bundesbank, ha esplicitamente dichiarato che la BCE potrebbe dare inizio a una strategia di uscita a inizio 2010 con il mancato rinnovo del calendario per le aste di rifinanziamento con scadenza annuale.
L’indice di fiducia economica della Commissione Europea è salito più del previsto a ottobre, a 86,2 da un precedente 82,8. L’indice per l’industria ha visto un aumento di tre punti a -21 da -24. Nei servizi il miglioramento è stato più contenuto, a -7 da -9. Ancor più marginale, di appena un punto, il recupero per la fiducia delle famiglie, a -18 da -19. Infine, il clima di fiducia è rimasto stabile (a -15) nel commercio ed è migliorato lievemente nelle costruzioni (a -29 da -30). In sintesi, l’indice conferma che il PIL eurozona dovrebbe aver mantenuto anche nella parte finale dell’anno il ritmo di ripresa (che stimiamo di 0,3/0,4% t/t) già evidenziato probabilmente nel periodo estivo.
Germania. I numeri sui disoccupati stupiscono ancora una volta verso l’alto, evidenziando a ottobre il quarto calo mensile consecutivo per il numero dei senza-lavoro; anzi aumenta il ritmo di calo dei disoccupati (a -26 da -15 mila). Il tasso di disoccupazione è così sceso di un decimo all’8,1% (minimo da marzo). Il dato è stato in controtendenza rispetto alle previsioni.
Spagna. La stima preliminare ha mostrato un’inflazione in salita a -0,6% a/a, da un precedente -1,0% a/a, sulla scia dei rincari dei carburanti. L’inflazione in Spagna si conferma ben al di sotto della media Eurozona. Comunque riteniamo che anche nel Paese iberico i rischi di deflazione siano ridotti: stimiamo che il CPI possa tornare in territorio positivo già da fine anno e attestarsi, in media nel 2010, poco sopra l’1%.
Italia. L’indice delle retribuzioni contrattuali è rimbalzato lievemente al 3,1% a/a a settembre dal 2,4% a/a di agosto. L’aumento mensile è stato di 0,7% m/m. Gli incrementi più sensibili si sono registrati per acqua e servizi di smaltimento rifiuti (5,1% a/a), metalmeccanica (4,2%), commercio (4,0%), Ministeri (3,8%). E’ in corso la stagione dei rinnovi contrattuali, che comunque si stanno chiudendo su basi di assoluta moderazione. Anche tenendo conto di ciò, il rimbalzo delle retribuzioni contrattuali di fine estate-inizio autunno dovrebbe rivelarsi temporaneo e lasciare spazio a un nuovo rallentamento a partire dall’inizio del nuovo anno.
Stati Uniti
La stima preliminare del PIL del 3° trimestre registra una variazione del 3,5% t/t ann., la prima variazione positiva dopo 4 trimestri consecutivi in calo. Su base tendenziale, la crescita scende di -2,3% a/a, dopo -3,8% a/a del 2° trimestre. Come atteso, i consumi vedono un netto rimbalzo, con una crescita del 3,4% t/t ann. (contributo, 2,4%), spiegato per la maggior parte dagli acquisti di beni durevoli (+22,3% t/t ann.). Questo rialzo è temporaneo e spinto dagli incentivi auto in vigore a luglio e agosto. Anche gli investimenti in edilizia residenziale svoltano e segnano un incremento del 23,4% t/t ann. (contributo, 0,53%), il primo dato positivo da dicembre 2005 e la variazione più ampia da marzo 1983. Gli investimenti fissi delle imprese scendono di -2,5% t/t ann. (contributo, 0,28%). Il canale estero contribuisce negativamente alla crescita (-0,53%) per via di una dinamica delle importazioni (+16,4% t/t ann.) anche più sostenuta di quella delle esportazioni (+14,7% t/t ann.). Nei prossimi trimestri gli investimenti sosterranno la crescita: scorte e macchinari daranno un contributo positivo, anche se le strutture dovrebbero restare negative ancora per diversi trimestri. Le scorte daranno un contributo positivo alla crescita almeno fino a metà 2010. La spesa federale proseguirà su un ritmo sostenuto per attuare il pacchetto fiscale di febbraio, anche se si manterrà in atto il freno derivante dalla restrizione fiscale a livello statale. Tutte queste voci saranno attive nella prima metà del prossimo anno ma lasciano ampia incertezza sullo scenario del secondo semestre 2010. Il punto debole dello scenario macroeconomico sono i consumi: la dinamica della spesa delle famiglie rallenterà di nuovo già nel 4° trimestre.
I nuovi sussidi di disoccupazione scendono di 1000 unità, a 530 mila, nella settimana conclusa il 29 ottobre. Il numero di percettori di sussidi che sta esaurendo la disponibilità del sussidio regolare sta aumentando e il Congresso sta discutendo una nuova estensione. Il Senato ha approvato in questi giorni un’estensione di 14 settimane (con un costo di 2,4 miliardi di dollari).
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






