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30/06/09 L’avversione al rischio è diminuita


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L’evento più atteso della settimana, ovvero la riunione del FOMC, sostanzialmente non ha sorpreso gli operatori. Come previsto, la Fed ha ..

scelto di mantenere lo status quo su tutta la linea: tassi fermi e nessuna novità riguardo al quantitative easing. La valutazione dello stato di salute dell’economia statunitense appare marginalmente migliorata rispetto ad aprile, i tassi resteranno fermi per un “periodo esteso” e non si fa più alcun riferimento al rischio deflazione.

L’avversione al rischio è diminuita: giovedì l’indice Vix di Chicago è sceso sotto quota 30 per la prima volta da settembre 2008. Tale discesa è dovuta principalmente al miglioramento dei dati macroeconomici, grazie al quale possiamo affermare che ci sono effettivamente dei segnali di stabilizzazione dell’economia. I principali indicatori di fiducia hanno confermato il recupero di quota dai minimi di inizio anno. Il livello resta coerente con una contrazione dell’attività produttiva, sia pure a ritmi inferiori a quelli (assolutamente straordinari) visti a cavallo tra fine 2008 e inizio 2009. Si conferma la stabilizzazione del settore immobiliare residenziale negli Stati Uniti, ma anche l’assenza di segnali di trend positivo.

La stima definitiva del PIL US del 1° trimestre è stata portata a -5,5% da -5,7% della stima preliminare e gli ordini di beni durevoli hanno sorpreso verso l’alto, mentre i nuovi sussidi di disoccupazione sono aumentati di 15mila unità a 627mila nella settimana conclusa il 20 giugno. Sui mercati valutari abbiamo visto i cross principali muoversi laterlamente, ad eccezione del franco svizzero. La Swiss National Bank è intervenuta pesantemente per indebolire la divisa nazionale con un massiccio acquisto di euro e soprattutto di dollari americani, contribuendo a generare un movimento molto violento su entrambi i cross valutari. L’usd/chf è rimbalzato con forza dal supporto a 1.06 trovando un immediato spazio di allungo fino a quota 1.10, così come l’eur/chf ha forzato la resistenza di breve in area 1.5250, scongiurando il rischio di un cedimento del supporto chiave a quota 1.50 e accelerando con decisione fino a 1.5380.

Principali tassi di cambio

Euro – Dollaro:

Euro dollaro in rialzo per tutta la settimana, trend rialzista contestuale all’allentarsi dell’avversione al rischio, (proxy Indice Vix sotto quota 30), si delinea quindi che la componente di incertezza legata al mondo finanziario sembra venir meno per dar spazio a mover fonfamentali. Infatti Eurusd, si posiziona nella parte alta del gap che ha interessato gli scambi da un mese a questa parte (tra 1.3780 – 1.3800 ed 1.4160) spinto dai fondamentali area dollaro più che zona euro.

Breve durata infatti hanno avuto gli spunti operativi nelle dichiarazioni di Gonzales Paramo che abbraccia la teoria di ulteriore mossa espansiva di politica monetaria. Il dollaro potrebbe quindi consolidare e continuare una fase laterale di 3 figure con massimi appena al di settimana trascorsa.

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Supporti:
1.3800
Resistenze
1.4160

Euro – Yen:

Euryen consolida un fase laterale in un gap tra 134.90 e 132.90, lo yen ancora sopravvalutato sui fondamentali; è ragionevolmente poco probabile un’accellerazione rialzista proeuro target 136 figura. Rimane una view laterale 134.90 e 132.90 con volatilità contenuta.

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Supporti:
132.90
Resistenze
134.90

Dollaro – Yen:

Yen sostanzialmente stabile contro dollaro che rimane con buona tra livelli di 94 e 96. Cross in consistente lateralità trascianato da una fase di consolidamento dopo l’ultimo movimento ribassista. Evolve senza tendenza oscillando attorno alle medie mobili esponenziali (MME 50 e 100) e le bande Bollinger si restringono . Gli indicatori sono neutri. il corso dovrebbe continuare a evolvere tra 95,00 / 96,50.

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Supporti:
94
Resistenze
96

Dollaro – Franco Svizzero:

USD CHF è in fase una primissima fase di consolidamento dopo l’ultimo movimento rialzista di origine fondamentale. Nel corso della settimana infatti la banca nazionale svizzera ha deprezzato il cambio con interventi straordinari di quantitative easing comprando euro e dollari. Il corso laterale, di assestamento lievemente ribassista dovrebbe concretizzarsi maggiormanete tra un gap 1.10 ed 1.0890.

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Supporti:
1.0890
Resistenze
1.1000

Sterlina – Dollaro:

La sterlina è rimasta sostanzialmente stabile su livelli forti tra 1,62 e 1,66 GBP/USD, ma in corso di settimana ha dato segnali di cedimento sulla testimonianza di King in Parlamento dove ha sottolineato che il sistema bancario domestico è particolarmente esposto alla dinamica della crescita mondiale, ma che per ora non ci sono elementi per abbandonare l’orientamento espansivo. I dati della settimana prossima sono attesi di carattere misto, ma da soli non dovrebbero riuscire a far mettere a segno alla sterlina ulteriori progressi.

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Supporti:
1,62 50
Resistenze
1,6595

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa
e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Weekly

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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