Da seguire: – Aste – L’Italia riapre il BTP 07/2012 2,5% per 2,0-2,5 miliardi, il BTP 03/2020 4,25% per ….

2,0-2,75 miliardi e il CCT 07/2016 per 1,5-2,25 miliardi di euro.
Area Euro
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE dovrebbe confermare la graduale ripresa nella zona euro. Vediamo l’indice sintetico a 83,5, da un precedente 82,8. L’indice per l’industria dovrebbe vedere un aumento di due punti a -22. Nei servizi è possibile un miglioramento più contenuto (+1), a -8,0. La fiducia delle famiglie dovrebbe essere sostenuta ulteriormente questo mese dalle migliori prospettive generali (a -18 da -19) anche se non escludiamo un ritracciamento nei prossimi mesi all’invertire dell’inflazione e al deteriorarsi della dinamica del mercato del lavoro.
– Germania. Dopo la pausa ad agosto e settembre ci attendiamo un aumento della disoccupazione di 25 mila unità ad ottobre. Il tasso di disoccupazione è visto in aumento all’8,3%. L’aumento della disoccupazione, più contenuto che nelle precedenti recessioni, è spiegato dai programmi di sostegno al lavoro a tempo parziale che hanno fortemente limitato la riduzione della forza lavoro. Nel medio periodo è più che probabile che si avrà un effetto di ritorno e che il picco per la disoccupazione sia spostato più in avanti. Come rilevato dalla BCE, tali programmi rischiano di distorcere nel medio periodo l’allocazione delle risorse e di rimandare riforme strutturali.
– Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione in salita, a -0,7% a/a, da un precedente -1,0% a/a. Con l’inversione dei prezzi delle commodities, l’inflazione spagnole tornerà in territorio positivo da fine anno. Nel corso del 2010, l’inflazione risalirà progressivamente, anche se l’ampia capacità inutilizzata manterrà sotto controllo le pressioni domestiche. In media annua, l’inalazione spagnola è attesa passare da -0,4% a/a a 1,4% a/a.
– Italia. Sulla base delle applicazioni previste dai contratti in vigore, l’indice delle retribuzioni contrattuali potrebbe evidenziare un rimbalzo al 3% a/a a settembre dal 2,4% a/a di agosto, sulla scia di un aumento medio di 0,6% m/m. Tuttavia, il rimbalzo dovrebbe rivelarsi temporaneo e, in assenza di rinnovi contrattuali, c’è il rischio di una caduta sotto il 2% da inizio 2010.
Stati Uniti
– Il PIL nel 3° trimestre dovrebbe essere cresciuto del 3,2% t/t ann. I dati dovrebbero mostrare una netta accelerazione dei consumi (+1,9% t/t ann., dopo -0,9% t/t ann. del 2° trimestre) spinti dagli incentivi alle vendite di auto. Gli investimenti fissi delle imprese dovrebbero essere in calo di -2,6 % t/t ann. (dopo -9,6% t/t ann. del 2° trimestre), con un’ampia contrazione delle strutture, a fronte di una quasi-stabilizzazione degli investimenti fissi in macchinari. Le scorte dovrebbero contribuire positivamente alla crescita, ma sulla nostra previsione ci sono rischi verso il basso da questa componente. In netto miglioramento i dati di commercio estero, con crescita attesa delle esportazioni del 12% t/t ann. e delle importazioni di 8,5% t/t ann., dopo tre trimestri consecutivi di ampi cali. In crescita la spesa pubblica, anche se probabilmente a ritmi più contenuti rispetto a quanto visto nel 2° trimestre, che era gonfiato da accelerazione straordinaria della componente difesa. Sulla previsione complessiva c’è qualche rischio verso il basso, derivante soprattutto dalla componente scorte.
Ieri sui mercati
Nuova forte flessione degli indici azionari mondiali (S&P500 -1,95%, Nikkei -1,8%), accompagnata ad aumento della volatilità implicita e ripresa del dollaro sui mercati valutari. L’euro è sceso fino a 1,4684, assestandosi poi intorno a 1,47. Forte rimbalzo dello yen contro euro (133,5), mentre cedono terreno le monete high-yielding. Continua la discesa dei rendimenti dei titoli di stato dai massimi locali del 26 ottobre: il decennale Bund è a 3,25%, il T-Note a 3,41%. Modesto appiattimento delle curve. Lieve calo dei tassi Euribor sul tutte le scadenze oltre il mese.
Area Euro
Germania. I dati dai Laender sono coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,1% m/m che lascerebbe la dinamica annua a 0,0% a/a da un precedente -0,3% a/a. Hanno contribuito a tenere sotto controllo la dinamica dei prezzi gli alimentari ed il capitolo ricreazione ed in alcuni Stati anche dall’energia, mentre i dati sulle benzine indicavano un rincaro. La stima preliminare potrebbe mostrare l’area euro a -0,1% a/a a settembre e non a 0,0% a/a come da nostra precedente stima.
Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è salita più del previsto a ottobre a 77,1 dopo l’inattesa flessione a 74,3 (dato leggermente rivisto al rialzo) a settembre. Il giudizio delle imprese sugli ordini resta molto depresso e migliora solo molto lievemente (a -51 da -52). Migliorano le aspettative sugli ordini (assieme alle attese sulla situazione economica del Paese).
Stati Uniti
Le vendite di nuove case scendono a 402 mila a settembre da 417 mila (rivisto da 429 mila) di agosto, contro attese di aumento a 440 mila.
Gli ordini di beni durevoli a settembre sono aumentati dell’1% m/m (dopo -2,6% m/m ad agosto); al netto dei trasporti, gli ordini aumentano dello 0,9% m/m (dopo -0,9% m/m ad agosto).
Focus: segnali incoraggianti dall’ultima BLS della BCE
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






