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29/01/09 Oggi Indice di fiducia economica europeo


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Germania. Stimiamo un aumento dei disoccupati di 55 mila unità a gennaio (che dovrebbe portare il numero totale attorno a 3 milioni e 450 mila). Dicembre ha registrato il primo aumento dei senza-lavoro da 33 mesi, e il Federal Labour Office ha stimato che i disoccupati quest’anno potrebbero raggiungere i 4 milioni nell’ipotesi di calo del PIL di -2,2% (stima governativa, che coincide con la nostra stima sul PIL tedesco 2009). Il tasso di disoccupazione è visto salire (per la prima volta da marzo 2005) al 7,7%.

– Dopo il rallentamento superiore al previsto (da 8,7% a 7,8% a/a) di novembre, la crescita di M3 è vista stabilizzarsi a dicembre. La media trimestrale scenderebbe a 8,1% da 8,4% a/a. I prestiti al settore privato dovrebbero aver continuato a rallentare per effetto della restrizione del credito, come notato dalla BCE nel bollettino di gennaio. Tale effetto dovrebbe essere almeno in parte attenuato dalla preferenza per le poste più liquide indotta dalla crisi finanziaria. M1 potrebbe continuare a rimbalzare sull’aumento dei depositi detenuti dalle banche presso la Banca Centrale.

– Stimiamo l’indice composito della Commissione Europea in calo solo lieve a gennaio, a 66 da 67,1 di dicembre. La flessione di gennaio sarebbe modesta rispetto al crollo dei mesi precedenti, grazie a un possibile rimbalzo della fiducia dei consumatori (a -29 da -30) trainato dal calo dell’inflazione (che come evidenziato dall’indagine BNB sta cominciando ad avere un impatto sulle famiglie). La fiducia delle imprese potrebbe scendere solo lievemente a -34 da
-33 nell’industria e a -19 da -17 nei servizi. Nei prossimi mesi si potrebbe assistere a una stabilizzazione dell’indice della Commissione.

Stati Uniti

– Gli ordini di beni durevoli nel mese di dicembre saranno ancora in calo, con una previsione di
-2% m/m per l’aggregato totale e di -3% per l’aggregato al netto dei trasporti. La componente ordini dell’ISM ha visto un crollo su nuovi minimi per la serie a dicembre, scendendo a 23,1 da 28,1 di novembre. Il minimo precedente era stato a24,2 a giugno 1980. Il trend per gli ordini rimane marcatamente negativo La componente trasporti subirà l’effetto positivo di un aumento di ordini per il settore dell’aeronautica civile. L’unico elemento potenzialmente positivo potrebbe venire da un calo delle scorte, che dovrebbero cominciare a rispondere ai massicci tagli di produzione visti nel 4° trimestre.

– Le vendite di case nuove sono previste ancora in calo a dicembre a 400 mila unità ann. da 407 mila unità di novembre. I dati del mercato immobiliare hanno continuato a segnalare contrazioni. Contratti di compravendita e case in costruzione non hanno dato segnali di stabilizzazione, segnalando che il trend delle vendite non è ancora in grado di stabilizzarsi.

Ieri sui mercati

Stati Uniti

La riunione del FOMC si è conclusa con un esito in linea con le aspettative. L’obiettivo sui fed funds resta nell’intervallo fra 0 e 0,25% e la Fed segnala che le condizioni economiche “giustificheranno livelli eccezionalmente bassi dei fed funds per un certo tempo”. Si ripete che verranno usati tutti gli strumenti a disposizione per fare ripartire la crescita e preservare la stabilità dei prezzi, specificando che si utilizzeranno operazioni di mercato aperto e altri strumenti che manterranno la dimensione del bilancio della Fed su un livello elevato. Sul fronte dei Treasuries, come atteso il linguaggio è stato modificato, indicando che “il Comitato è anche preparato ad acquistare titoli del Tesoro a più lungo termine” se riterrà che tali acquisti possano migliorare le condizioni del credito: a dicembre il comunicato diceva che il Comitato stava “valutando” i benefici potenziali degli acquisti di Treasuries. Il mercato ha stornato pesantemente, con una correzione ampia dei rendimenti sul tratto lungo (a 2,67 da 2,5% prima della riunione), indicando che le parole del comunicato hanno sgonfiato aspettative di interventi più imminenti. Infine, il voto non è stato unanime. Lacker, Richmond Fed, ha dissentito perché avrebbe voluto che il FOMC utilizzasse l’acquisto di Treasuries per espandere la base monetaria anziché programmi di espansione del credito mirati a singoli settori dell’economia. Una parte del Comitato, probabilmente alcuni presidenti delle fed regionali, ritiene che acquisti di Treasuries manterrebbero la politica monetaria “neutrale” in termini di allocazione del credito fra settori, come tipicamente è il caso quando la politica monetaria agisce attraverso il livello dei tassi sui fed funds. I verbali daranno maggiori informazioni sulle prospettive degli acquisti di Treasuries e sullo scenario previsivo. Nel frattempo comunque lo scenario di politica monetaria non è variato: tassi fermi per tutto l’anno, e espansione del bilancio della Fed nei limiti del possibile.

La Camera ha approvato il pacchetto fiscale di 819 mld di dollari con 244 voti contro 188. Il voto segnala un’ampia spaccatura fra i partiti, che dovrà in qualche modo ricomporsi in Senato, affinché possa essere approvata poi una versione definitiva del pacchetto entro le prossime settimane.

Area Euro

Germania. Sulla base dei dati preliminari dai Lander, i prezzi al consumo sono scesi più del previsto a gennaio, di -0,5% m/m (-0,6% m/m considerando l’indice armonizzato) dopo il +0,3% m/m (+0,4% m/m armonizzato) di dicembre. L’inflazione annua ha perciò rallentato a 0,9% a/a da 1,1% a/a. Si tratta del minimo da febbraio 2004.

Italia. La fiducia delle imprese secondo l’indagine ISAE è scesa in linea con le aspettative a 65,5 a gennaio da 66,8 (rivisto verso l’alto di due decimi) di dicembre. Il morale delle imprese dunque continua a scendere (a differenza che negli altri Paesi dell’Area Euro, che hanno evidenziato una ripresa o al più una stabilità), toccando un nuovo minimo storico dal 1986. Tuttavia, diminuisce la velocità di caduta dopo la picchiata degli ultimi mesi del 2008 e si assiste se non altro a una stabilizzazione delle aspettative.

Germania. La fiducia dei consumatori (indagine GfK) è risultata superiore al consenso a febbraio (a 2,2). L’indagine mostra un ulteriore peggioramento del giudizio sul quadro economico generale e sulle aspettative di reddito degli intervistati, ma una netta inversione (a +15,5 da -6,3) nelle intenzioni di acquisto, un segnale che il recupero dei redditi in termini reali sta cominciando ad avere impatto sulle famiglie.

Francia. La fiducia dei consumatori è salita a sorpresa a -41 a gennaio da -44 di dicembre. Il miglioramento ha riguardato sia la situazione passata e corrente che le aspettative per il futuro. Si tratta di un modesto rimbalzo e il saldo rimane decisamente improntato a pessimismo, ma tale indicatore sembra aver toccato un punto di minimo lo scorso luglio (significativamente, in corrispondenza dei massimi dell’inflazione) e poi sembra indirizzata su un trend di lento recupero.


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