L’ottava si è conclusa con i mercati azionari che hanno sofferto per la flessione inaspettata delle vendite di case esistenti ad agosto e per il forte ribasso delle quotazioni del petrolio. La settimana è stata piuttosto movimentata nelle diverse Borse mondiali dove i listini hanno registrato repentini cambi di direzione anche nel corso di una stessa seduta. A risentire maggiormente di questa volatilità del mercato sono i titoli …..
del settore bancario, ricaduti in queste ultime giornate in preda ad una forte volatilità che ha impedito agli stessi di imboccare con decisione una precisa direzione. In chiusura di settimana l’andamento delle borse in Europa e a Wall Street è stato condizionato non solo dalle prese di beneficio ma anche dal vertice del G20 in corso a Pittsburgh, con gli operatori che guardano con attenzione alla possibilità che vengano fissati dei vincoli sulla speculazione finanziaria, molto diffusa proprio sul mercato delle commodity. Infatti sono stati giorni negativi per le principali materie prime, con i prezzi che hanno corretto rispetto all’ottava precedente, accompagnando la flessione dei listini azionari. Non ha fatto eccezione il petrolio, Anche il rafforzamento del dollaro e la graduale strategia di uscita che verrà disegnata dalla FED hanno avuto impatti sul petrolio, che risente anche dei deludenti dati settimanali sulle scorte, che si confermano sopra la media stagionale. Tra le altre materie prime, non si può infine non mettere in evidenza il ritorno dell’oro sotto la soglia psicologica a 1.000 dollari. In picchiata l’euro sotto la soglia degli 1,47 dollari, su alcune prese di beneficio dopo sotto i massimi dell’anno toccati in settimana. A penalizzare la moneta unica europea ha contribuito oggi l’IFO tedesco di settembre, risultato in crescita a 91,3 punti dai 90,5 di agosto, ma sotto le attese che erano per 92 punti. Tra i principali dati nel calendario macroeconomico della prossima settimana sono in evidenza il Consumer Price Index in Germania, i Crediti al consumo, il Pil e l’indice di fiducia dei consumatori nel Regno Unito e negli Stati Uniti. In chiusura di settimana sempre negli Stati Uniti i dati riguardanti il Pil e i Nonfarm Payrolls.
Principali tassi di cambio
Euro – Dollaro:
Questa settimana ha visto l’euro riaggiornare nuovamente i massimi contro il dollaro USA oltre 1.4800 fino a toccare 1.4842, per poi ritracciare fino a 1.4650 con il rallentamento dei listini azionari e il contestuale aumento dell’avversione al rischio. Tecnicamente, il recente sfondamento al rialzo del corridoio 1.4647-1.4801, anticamera del fronte rialzista verso 1,5000 – 1,6000, potrebbe supportare l’idea di un temporaneo raggiungimento dell’area 1.5000: in tal senso è da verificare se l’euro
riuscirà a mantenersi stabilmente sopra il livello di 1,4800.
Alternativamente, un allargamento dei differenziali di crescita attesa tra area euro e USA a favore degli USA, avvalorerebbe l’aspettativa di una correzione verso 1.4000, con un primo supporto a 1.4610 e un secondo a
1.4493.
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Euro – Yen:
L’Euro si è indebolito contro la moneta del sol levante. All’inizio della settimana il tasso di cambio ha beneficiato delle sedute rialzisti nei mercati ma negli ultimi giorni la moneta unica ha sofferto scivolando da area 135.00 in area 131.70. Attualmente il prezzo è al di sotto della media mobile semplice a 200. La rottura eventuale del supporto in area 131.00 potrebbe far scivolare il cambio per nuovi test in area 126.50. Prossimo target al ribasso a quota 130.50 mentre area 136.30 per la ripresa della moneta unica.
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Dollaro – Yen:
Il tasso di cambio dollaro yen ha sofferto vivamente una fase ribassista e in chiusura di settimana ha rinnovato i minimi sotto quota 90.00. Il cross in oggetto si allontana dalla resistenza ribassista mettendo in evidenza la debolezza del biglietto verde contro lo yen. Il tasso di cambio ora disegna il suo pattern al di sotto della media mobile semplice a 200 attestandosi in area 89.80 dopo aver toccato un minimo relativo a 89.47, corrispondenti con i valori di fine gennaio e inizio febbraio 2008. Prossimo target a ribasso il raggiungimento del supporto in area 88.30.
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Dollaro – Franco Svizzero:
È in evidenza la debolezza del biglietto verde che continua a disegnare il suo pattern a ribasso nei confronti del franco svizzero. Questa settimana il tasso di cambio in oggetto è scivolato da un massimo in area 1.0380 a un minimo in area 1.0190. Negli ultimi giorni il dollaro si è leggermente ripreso anche se il trend è confermato al ribasso. Diversamente l’eventuale rottura della resistenza in area 1.0380 e la permanenza del tasso di cambio in sopra la soglia di 1.0400 potrebbe dare indicazioni di un’inversione di trend.
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Sterlina – Dollaro:
La sterlina ha sofferto dopo le dichiarazioni di Mervyn King e le esternazioni da parte della Bank of England ed ha ritracciato oltre le aspettative contro tutte le principali valute, compreso il dollaro: a parte quindi eventuali ritracciamenti al rialzo rimangono ancora pressioni ribassiste sulla sterlina, che potrebbero estendere ulteriormente la correzione oltre il livello di 1.6000, sfondato venerdì.
Le forze ribassiste potrebbero trovare una resistenza sul livello di 1.5891 prima e successivamente sull’importante livello di 1.5741. Un eventuale ritracciamento deciso potrebbe riportare velocemente il cable nel canale 1.6000 – 1.6600, con una prima resistenza a 1.6265 e un secondo livello a 1.6390 (in prossimità della media mobile a 100).
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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Analisi Weekly
a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com













