Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
Area Euro
– Italia. Stimiamo la fiducia dei consumatori per il mese di aprile in ulteriore calo a 99 dopo la caduta di marzo a 99,8, che ha riguardato in particolare la valutazione circa la situazione attesa e i timori riguardanti la situazione occupazionale. Non è da escludere che anche la calamità naturale che ha colpito l’Abruzzo possa avere un impatto sull’indice di fiducia.
– Oggi asta di Bot semestrali per 9,5 mld, a cui si aggiungono CTZ biennali per 3,0 mld e Bot 11/09 per altri 3,5 mld. Asta di titoli a breve termine anche in Francia e Germania. Il Belgio emette invece sulle scadenze 2011-2019.
I market mover della settimana
La settimana è densa di indicatori macroeconomici nell’area dell’euro. Gli indici della Commissione UE e l’inchiesta ISAE per l’Italia completeranno la tornata di indagini di fiducia relative al mese di aprile, confermando un recupero dai minimi del morale sia delle imprese che dei consumatori. I dati preliminari sui prezzi al consumo ad aprile in Italia, Germania e nell’intera Eurozona potrebbero mostrare un’interruzione nel trend di calo dell’inflazione (dovuta al rimbalzo dei prezzi dei carburanti e a un possibile effetto legato alla Pasqua), ma il trend di rallentamento riprenderà nei prossimi mesi. Infine, la disoccupazione è vista salire in misura significativa nel mese sia in Germania che nell’intera Eurozona.
Negli Stati Uniti la settimana è densa di dati ed eventi. La riunione del FOMC dovrebbe offrire poche novità, con il mantenimento della strategia delineata a marzo e rischi ancora verso il basso su crescita e inflazione. Le indagini ISM e Chicago PMI dovrebbero continuare a salire, con indicazioni di rallentamento del ritmo di contrazione dell’attività. Le vendite di auto dovrebbero tornare a scendere ad aprile. Il PIL del 1° trimestre dovrebbe essere ancora in ampio calo, ma più contenuto rispetto a quello di fine 2008. Spesa e reddito delle famiglie a marzo dovrebbero scendere.
In Giappone la riunione della BoJ manterrà tassi invariati allo 0,1% e ribadirà la strategia di quantitative easing adottata. La pubblicazione dello scenario macroeconomico semestrale vedrà un’ampia revisione verso il basso della crescita e dell’inflazione sia per il 2009 che per il 2010.
Venerdì sui mercati
Tutto in crescita, corsi obbligazionari (almeno in Europa) e indici azionari (ovunque). La curva dei tassi sull’euro vede crescere la pendenza grazie alla discesa più ampia (-6pb) sulla scadenza biennale. La pendenza ha avuto il medesimo andamento sul mercato obbligazionario americano, negativo, dove i tassi sono saliti soprattutto sul tratto 5-30 anni. L’euro beneficia dell’aumento nell’Ifo e poi ha continuato a salire sulla generalizzata debolezza del dollaro fino a massimi di 1,33; in seguito ha corretto fino a rientrare sui livelli della notte precedente, intorno a 1,3150. L’evidenza di un’espansione dell’epidemia di influenza suina in Nord America ha reso i mercati più cauti per le possibili ripercussioni su turismo e commercio.
Brasile, Russia, Cina e India hanno rifiutato di contribuire al rifinanziamento del FMI fino a quando non avranno garanzie che sarà accresciuto il loro peso negli organi istituzionali.
Area Euro
Francia. La spesa per consumi sale a marzo del +1,1% m/m da -1,8% m/m di febbraio (rivisto da -2,0% m/m), ben al di sopra delle attese di +0,2% m/m. Tra i settori più favoriti, il tessile/pelletteria, che registra un sensibile aumento del +3,5% m/m dopo il crollo del mese precedente (-8,0% m/m), e il settore automobilistico (+2,9% m/m, in crescita per il quarto mese consecutivo).
Germania. L’indice IFO tedesco sale più del previsto ad aprile, a 83,7 dal minimo storico degli ultimi 26 anni registrato a marzo a 82,2. Sono migliorati sia l’indice sulla situazione corrente (a 83,6 da 82,7 di marzo) che le aspettative (già in ripresa da tre mesi), a 83,9 da 81,6 precedente. In particolare, l’inversione di tendenza nella valutazione della situazione corrente, sebbene su livelli ancora molto bassi e dopo diversi mesi di deterioramento, lascia sperare in un ciclo industriale meno sofferente nel secondo trimestre dell’anno.
Secondo Weber (presidente della Bundesbank e membro del consiglio direttivo BCE) la contrazione del PIL tedesco nel primo trimestre sarà nell’ordine del 3% e l’economia della Germania non tornerà alla crescita prima di metà 2010. Weber ha anche affermato che un refi all’uno per cento è appropriato. Wellink (governatore della banca centrale olandese e anch’egli membro del consiglio direttivo BCE) questa mattina ha dichiarato che si dovrebbe discutere anche dell’opportunità di tagliare sotto l’1%, pur senza sbilanciarsi riguardo alle sue preferenze.
Noyer (Banque de France) ha affermato che gli stress-test sulle banche francesi (che non saranno resi pubblici) ne hanno confermato la capacità di superare le turbolenze.
Stati Uniti
Calano meno delle attese gli ordini di beni durevoli a marzo dopo il rimbalzo del 2,1% di febbraio (consenso:-1,5% m/m). Gli ordini sono calati di -0,8% m/m (-23,6% a/a). Si tratta della settima contrazione in 8 mesi. Al netto dei trasporti si è registrato un calo di -0,6% m/m (-19,5% a/a), al netto della difesa il calo è stato di -0,6% m/m (-25,2% a/a). Contribuiscono a questo peggioramento la maggior parte dei settori.
Le vendite di case nuove registrano una leggera flessione a marzo dello 0,6% m/m scendendo a 356 mila. Il dato di febbraio è stato però rivisto al rialzo a 358 mila da 337 mila, corrispondente all’ 8,2% m/m (rivisto al rialzo da 4,7%). Le scorte di case invendute scendono a 10,7 mesi da 11,2 precedente; in livello, l’invenduto corrisponde a 311 mila unità. Lo spaccato per aree geografiche mostra una ripresa nell’Ovest, mentre si registra un calo nel Nord-Est e Midwest. I prezzi continuano a scendere, il prezzo mediano cala del 12,2% a/a, mentre quello medio del 10,3% a/a.
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