E’ stata una settimana caratterizzata dai risultati delle trimestrali negli Stati Uniti e dal Presidente della Federal Reserve. Ben Bernanke è stato molto chiaro: la “socializzazione” delle perdite da parte delle grandi istituzioni finanziarie americane non è corretta. Il numero uno della Federal Reserve parlando davanti al Congresso ha infatti ribadito come a suo parere bisognerebbe iniziare “processo credibile” che porti a fare in modo …..
che i costi per la chiusura di intermediari travolti dalla crisi debbano essere sostenuti dal sistema finanziario, ossia da azionisti e creditori degli intermediari stessi e non dai contribuenti.
Una dichiarazione che giunge nel mentre la banca centrale americana sta intensificando i propri sforzi per giungere a nuove regole in grado di garantire una più efficace supervisione dei rischi del sistema finanziario e dei limiti al sistema di bonus e compensi che hanno indotto troppi operatori ad assumersi rischi eccessivi per inseguire guadagni personali. L’ultimo Beige Book, curato dalla Federal Reserve di Ricchmond, conferma che l’attività economica statunitense sembra essersi stabilizzata e dà sintomi di lieve miglioramento nella maggior parte del paese. Nel rapporto si sottolinea anche lo stato di estrema debolezza sperimentato dalle compravendite nel settore immobiliare. Lentamente l’economia sta uscendo dalla recessione che la attanaglia dal dicembre del 2007.
I segnali di stabilizzazione riguardano alcuni dei settori colpiti più duramente dalla crisi: l’industria e le unità immobiliari residenziali. Tuttavia, la Fed precisa che tutti i miglioramenti rilevati fino al 13 ottobre si estendono sul territorio a macchia di leopardo. Numerosi distretti hanno continuato a mostrare un peggioramento della qualità del credito e un’ulteriore caduta della domanda di prestiti. Il mercato del lavoro ha continuato a mostrare segni di debolezza, pur evidenziando singoli casi in miglioramento. Sul fronte dei consumi, la maggior parte dei distretti presi in considerazione dalla Fed ha registrato una stabilizzazione della spesa dei consumatori sui livelli toccati negli ultimi mesi.
Sorpresa negativa dal prodotto interno lordo britannico. Il dato del terzo trimestre ha registrato una contrazione su base trimestrale pari allo 0,4%. Su base annua il calo balza al 5,2%. Nell’ultima ottava il prezzo del petrolio è tornato a salire. In chiusura dei mercati si è riportato oltre gli 81 dollari al barile e Londra. Il Light sweet crude si attesta in area 81 dollari al barile. Il Mercoledi’, il prezzo del petrolio aveva fatto toccare il massimo annuale, arrivando a 82 dollari al barile, grazie alle attese della ripresa economica e la debolezza del dollaro. Un ulteriore impulso alle quotazioni è poi arrivato a metà settimana dal consueto aggiornamento sulle scorte Usa: secondo quanto reso noto dal dipartimento dell’energia a stelle e strisce, le riserve di greggio sono infatti aumentate molto meno del previsto (+1,3 milioni di barili contro un atteso incremento di 2,2 milioni). L’Opec non esitera’ ad aumentare” la produzione di petrolio in occasione del prossimo vertice del cartello in programma a dicembre.
E’ quanto ha affermato il segretario generale dell’Opec, Abdalla Salem El-Badri, precisando che se ci saranno le condizioni verra’ deciso un aumento della produzione. Nei giorni scorsi il numero uno del cartello dei paesi produttori aveva sottolineato che il prezzo del petrolio non deve salire a livelli che possano pregiudicare la ripresa economica. Nel mercato dei cambi l’euro dollaro conferma il suo trend rialzista riportandosi sopra area 1.5000 e in chiusura di settimana la moneta del sol levante ha perso forza nei confronti delle principali valute. Tra i principali dati macroeconomici nella prossima settimana sono in evidenza: l’inflazione in Germania e Australia; mercato immobiliare, pil e indice di fiducia dei consumatori negli Stati Uniti; decisioni di politica monetaria sulla manovra dei tassi di interesse per la Nuova Zelanda in chiusura di settimana.
Principali tassi di cambio
Euro – Dollaro:
Anche in questa settimana, continua l’avanzata dell’Euro a discapito del dollaro dove si è portato sui nuovi massimi dell’anno a 1.5060 livelli che non si registravano da agosto 2008. Che la rottura della soglia di 1.5000 era nell’aria, lo si sapeva, l’incertezza stava nel quando. Un primo tentativo di rottura lo si è avuto a inizio settimana, tentativo fallito visto che ha solo sfiorato la resistenza toccando quota 1.4995. Il movimento decisivo lo si è avuto nella giornata di mercoledì quando ha rotto la resistenza registrando il massimo di giornata a 1.5045, anticipando la pubblicazione del Beige book dove si è sostanzialmente confermato che gli Usa stanno uscendo dalla crisi, mostrando i primi segnali di miglioramento con industria e immobiliare in ripresa. Il sentiment per la prossima settimana rimane invariato: forza di euro sul dollaro con possibili ritracciamenti in concomitanza dell’uscita del Pil americano previsto per giovedì se si dovessero registrare delle sorprese, considerato che il dato è stato in parte anticipato dalla pubblicazione dello stesso Beige Book.
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Euro – Yen:
Settimana a favore della moneta unica che incrementa la sua forza nei confronti della moneta del Sol Levante portandosi sui massimi in area 138.00 senza rompere a rialzo la resistenza disegnata dai massimi di giugno e luglio 2008 in area 138.60. Dopo una breve lateralità, all’inizio della settimana, tra area 135.00 e 136.00 lo yen ha iniziato a dare segni di debolezza e in chiusura il tasso di cambio si attesta in area 138. Tecnicamente l’indicazione rialzista è confermata con la rottura a rialzo della resistenza in area 138.50 per un primo obiettivo in area 139.40; per contro è possibile un ritracciamento veloce, per l’opinione ribassista, in area 136.70 e confermata la vendita sotto tale livello per un primo target in area 135.00.
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Dollaro – Yen:
La divisa statunitense strappa allo yen poco più di un punto percentuale, nonostante la debolezza generalizzata del dollaro. In apertura di settimana il biglietto verde viene passato di mano a 91.00 yen giapponesi, l’oscillazione dei prezzi piuttosto contenuta ha spinto il cambio sul livello di supporto a 90.05 prima che il usdjpy si incanalasse in un minor trend di breve caratterizzato dal costante aggiornamento di massimi e minimi crescenti a dimostrazione del fatto che lo yen mostrando primi segnali di deprezzamento sul mercato valutario (vedasi movimento su euro).Toccata e fuga sui massimi a 92.02 e indicazioni di continuità grafica sulla tenuta del supporto a 91.71. Il cambio si mantiene ampiamente sopra la media mobile a 200 tracciata su grafico orario.
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Dollaro – Franco Svizzero:
Trend confermato al ribasso per il tasso di cambio dollaro franco svizzero. Il biglietto verde ha continuato a mostrare la sua debolezza dei confronti del franco svizzero toccando dei minimi in area 1.0030. L’ultima volta che il tasso di cambio aveva toccato tali livelli risale al 13 Luglio 2008. Nell’ultima settimana il dollaro ha continuato a deprezzarsi da area 1.0220 e registrando massimi e minimi decrescenti. In chiusura ha nuovamente testato il supporto in area 1.0030 senza però romperlo a ribasso. L’indicazione ribassista è confermata sotto area 1.0070 per un primo obiettivo in area 0.9910. L’opinione rialzista resta lontana in questo periodo per la debolezza della valuta statunitense. Possibile lateralità tra area 0.9950 e 1.0190.
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Sterlina – Dollaro:
Il tasso di cambio in oggetto, in chiusura di settimana si attesta in area 1.6340. Valori non lontani dall’apertura di settimana in area 1.6270: da qui ha iniziato una ripida salita toccando dei massimi nel mese di ottobre a quota 1.6690. Il dollaro continua ad evidenziare la sua debolezza e il tasso di cambio si è riportato sui valori in cui ha oscillato negli ultimi 4 mesi. In attesa dei dati macroeconomici della prossima settimana negli stati uniti l’opinione per spunti operativi è di lateralità del cambio all’interno del canale delineato da un livello inferiore in area 1.6100 ed un livello superiore in area 1.6700.
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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Analisi Daily
a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com













