GIORNALE2

26/10/09 Focus: il punto sulle indagini di fiducia nell’area euro


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I market mover della settimana: Nell’area euro l’indice di fiducia economica della Commissione UE (atteso a 83,5, da un precedente 82,8) dovrebbe confermare la fase di graduale ripresa. Le stime preliminari di…

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Da seguire:

Nessun dato di rilievo in agenda.


….ottobre dovrebbero mostrare un ritorno dell’inflazione in territorio positivo in Germania a 0,1% a/a, un’accelerazione di un decimo in Italia a 0,3% a/a e una stabilizzazione nella media dell’area euro a 0,0% a/a dopo mesi in calo. La dinamica di M3 potrebbe rimanere sui livelli di agosto o riaccelerare marginalmente verso 2,6% a/a. La disoccupazione è vista in aumento al 9,7% nell’area euro e all’8,3% in Germania.

La settimana ha diversi dati di rilievo in pubblicazione negli Stati Uniti. Il PIL del 3° trimestre dovrebbe vedere una netta accelerazione della crescita spinta dai consumi, dall’edilizia residenziale e dalla spesa pubblica, con un contributo molto meno negativo per gli investimenti delle imprese. Gli ordini di beni durevoli a settembre dovrebbero ritornare ad aumentare, il Chicago PMI a ottobre dovrebbe seguire l’andamento delle altre indagini di settore regionali al di sopra della soglia di espansione, le vendite di case nuove dovrebbero aver visto una crescita moderata a settembre.

Venerdì sui mercati

Questa notte l’euro è salito fino a 1,5061 dollari. Il clima negativo sul dollaro ha trovato nuovo impulso grazie ad articoli pubblicati in Cina che sostengono la necessità di accrescere la quota delle riserve valutarie denominata in euro e yen. L’euro si sta rafforzando anche contro yen e sterlina, penalizzata venerdì dai dati macroeconomici negativi. Rendimenti dei titoli di stato in rialzo, con aumento della pendenza sulla curva, mentre i tassi monetari sull’euro risultano ancora in discesa sulle scadenze fino a sei mesi.

Area Euro

Gli ordini all’industria sono saliti per il terzo mese consecutivo ad agosto, del 2% m/m dopo il 3% m/m (dato rivisto al rialzo) di luglio. Il dato è stato migliore delle attese. Su base annua, gli ordinativi si attestano a -23,1% a/a da -24,9% a/a precedente (dal minimo di -35,1% a/a di aprile). A trainare gli ordini ancora una volta i beni intermedi (+3,8% m/m). Germania (+1,8% m/m) e Francia (+3% m/m) mostrano un aumento degli ordini, ma non Italia e Spagna. Il dato non è pienamente convincente, ma avvalora un proseguimento del trend di recupero per la produzione industriale nell’area dell’euro.

Stati Uniti

Le vendite di case esistenti a settembre sono aumentate del 9,4% m/m, salendo a 5,57 mln da 5,09 mln di agosto. L’aumento è diffuso sia alle case unifamiliari (+9,4% m/m) sia alle unità multi-familiari (+9,7% m/m). Secondo la National Association of Realtors, i dati risentono “fortemente” degli incentivi per l’acquisto di prima casa (fino a USD 8000) in vigore fino a fine novembre.

Bernanke, in un discorso sulla regolamentazione bancaria, ha ribadito che il Congresso deve attuare velocemente una riforma del sistema che riduca la probabilità e i costi di altre crisi in futuro.

Plosser (Philadelphia Fed) in un’intervista ha indicato che probabilmente sarebbe propenso ad alzare i tassi prima di altri suoi colleghi nel FOMC.

Focus: il punto sulle indagini di fiducia nell’area euro

La tornata di ottobre di indagini congiunturali nell’area euro segnala che la ripresa del PIL dovrebbe proseguire nel 4° trimestre dopo il ritorno in territorio positivo in estate. La sostenibilità di medio termine della ripresa rimane in dubbio, ma il rimbalzo in corso può continuare almeno sino alla metà del prossimo anno.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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