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26/06/09 Oggi verrà diffuso il dato relativo al CPI giapponese


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Da seguire: – Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 07/12 2,5% per un importo fra 4 e 5 miliardi di euro e riapre anche…

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il BTP 09/2019 4,25%, il CCT 09/2015 e il CCT 12/2014 per complessivi 3,25-4,75 miliardi.

Area Euro

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,3% m/m sulla misura nazionale e sull’armonizzato. Il rimbalzo del prezzo del petrolio spiega in larga misura la dinamica mensile. Sull’anno la dinamica dei prezzi al consumo è vista invariata a zero sulla misura nazionale ed entrare in territorio negativo a -0,1% a/a sulla misura armonizzata. Le rinnovate pressioni sui prezzi delle commodities limitano la discesa in area negativa dell’inflazione tedesca nei mesi estivi. Il minimo dovrebbe essere toccato a luglio (-0,6% a/a).

– Italia. Sulla base delle applicazioni previste dai contratti in vigore, l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie dovrebbe vedere una decelerazione a maggio, a 3,1% da 3,5% a/a. Nel mese le retribuzioni dovrebbero essere cresciute dello 0,1% m/m come il mese precedente. Visto l’aumento in corso della disoccupazione che pone pressioni al ribasso sui salari, i rischi su questa previsione sono verso il basso.

Stati Uniti

– La spesa personale a maggio dovrebbe essere in aumento di 0,3%, in parte per via dell’aumento del prezzo della benzina e in parte per via di un aumento della spesa per beni durevoli (auto, in aumento sia in volume sia in prezzo) visto con le vendite al dettaglio. Il reddito personale è previsto in ampio aumento, +1% m/m, dovuto all’effetto di pagamenti una tantum derivanti dal pacchetto fiscale sui trasferimenti previdenziali. Il tasso di risparmio è atteso in rialzo significativo da 5,7% di aprile, muovendosi verso livelli che non si vedevano dall’inizio degli anni ‘90. Per il deflatore dei consumi si prevede un incremento contenuto, +0,1% m/m, come il CPI, sia per l’aggregato headline sia per quello core.

– La fiducia delle famiglie nella rilevazione finale di giugno dell’Univ. of Michigan dovrebbe restare invariata a 69, confermando la stabilizzazione sui livelli di maggio, con l’aumento dell’indice della situazione corrente e il calo della componente aspettative. L’indice settimanale ABC ha un andamento analogo, con una stabilizzazione nelle ultime settimane dopo una correzione dai picchi di maggio. Un’indagine WSJ/NBC rileva un aumento delle preoccupazioni relative alle politiche economiche dell’Amministrazione Obama.

Ieri sui mercati

Nonostante i dati deboli, gli indici azionari americani hanno chiuso in netto rialzo (+2,1% per l’S&P500), favorendo l’apprezzamento di euro e sterlina sul dollaro. Ciò non ha avuto alcuna ripercussione negativa sul mercato obbligazionario: assorbita una settimana di pesante offerta, i rendimenti degli UST sono infatti scesi da 8 a 16pb, con l’escursione più ampia sulle scadenze 5-10 anni della curva. Il rialzo di inizio giugno è così ormai interamente riassorbito. Anche i corsi dei titoli di stato europei sono saliti, ma più sensibilmente sulle scadenze corte e intermedie che su quelle lunghe: lo spread 10-2 anni è rimbalzato di 7pb. Intanto, la liquidità raccolta dalle banche al p/t annuale di mercoledì, che può aver contribuito all’ottima performance dei titoli di stato europei a breve-medio termine, ha depresso il livello dei tassi monetari sull’euro: l’Eonia è crollato a 0,43%, mentre il fixing dell’Euribor ha rilevato flessioni di 9pb sul mese (0,828%), 5pb sul trimestre (1,145%) e 4pb sull’anno (1,532%). In calo moderato (max. 4pb) anche i tassi impliciti nei futures euribor.

Area Euro

Italia. Secondo l’ISAE la fiducia delle imprese manifatturiere è salita per il terzo mese consecutivo a giugno, a 69,3 da 68,8 di maggio. L’indice rimane ampiamente sotto la media storica (89,8) ma è ai massimi da novembre dello scorso anno e ben sopra il minimo di marzo (61,9). Come per la fiducia dei consumatori tuttavia, il dettaglio è meno confortante rispetto all’indice sintetico. Infatti il miglioramento degli indici correnti è solo lieve per ordini e produzione. Inoltre, a differenza che per gli altri indici di business confidence europei (Ifo in primis), le aspettative sull’economia peggiorano lievemente (a -40 da -39, comunque in ripresa rispetto al minimo di -61 toccato sempre a marzo). Infine, le scorte risultano in lieve aumento (da 3 a 4, circa una deviazione standard sotto la media storica), un segnale non positivo per la produzione futura.

Stark (comitato esecutivo BCE) ha richiamato i governi a respingere nuove richieste di stimolo fiscale, concentrandosi piuttosto sull’implementazione delle misure già decise.

Stati Uniti

La stima definitiva del PIL del 1° trimestre è stata portata a -5,5% da -5,7% della stima preliminare. Si è registrata una marginale revisione verso il basso dei consumi delle famiglie (a 1,4% da 1,5% t/t ann.), una revisione verso il basso delle esportazioni (a -30,6% da -28,6% t/t ann.) accompagnata da una revisione di analoga entità dell’import (-36,4% da -34,1% t/t ann.): il contributo alla crescita delle esportazioni nette sale a 2,4 da 2,2%. La riduzione delle scorte passa dalla stima preliminare di -91,4 miliardi a -87,1 miliardi (il contributo alla crescita passa da -2,3 a -2,2%). Meno ampio il calo della spesa pubblica (-3,1% da -3,5% t/t ann.). I dati non modificano il quadro previsivo.

I nuovi sussidi di disoccupazione aumentano di 15mila unità a 627mila nella settimana conclusa il 20 giugno e la media mobile risale marginalmente a 617250 da 616750. I nuovi sussidi aumentano per la seconda settimana consecutiva, anche se restano lontani dal picco toccato a fine marzo. I sussidi esistenti aumentano di 29mila unità a 6,783 milioni nella settimana conclusa il 13 giugno.


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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