Da seguire: – Aste – In Olanda riapertura del 07/2015 3,25% e del 07/2018 4,0% per un massimo di 1 miliardo di euro. Nel pomeriggio in …..

asta 42 miliardi di dollari di UST quinquennali.
Area euro
– Germania. La stima dettagliata del PIL per il 3° trimestre, appena uscita, ha confermato una crescita di 0,7% t/t (-4,7% a/a); il dato è in accelerazione dallo 0,4% t/t (-5,8% a/a) dei mesi primaverili. La crescita è spiegata quasi interamente dall’accumulo di scorte, che ha contribuito per l’1,5% del PIL dopo aver sottratto ben due punti nel secondo trimestre.
– Germania. L’indice IFO è visto a 92,4 a novembre da un precedente 91,9, ancora al di sotto della media di lungo termine (99). Il miglioramento dovrebbe interessare la situazione corrente (a 88 da un precedente 87,3), mentre le attese per il futuro dovrebbero rimanere circa stabili (96,9 da 96,8).
– Francia. La fiducia presso le imprese manifatturiere secondo l’indagine INSEE dovrebbe essere migliorata ulteriormente a novembre a 90 da un precedente 89; il ritmo di crescita sarebbe comunque meno sostenuto che nei mesi precedenti.
– Francia. La spesa per consumi è vista correggere di 0,3% m/m in ottobre, dopo il balzo del 2,3% m/m del mese precedente largamente gonfiato dagli incentivi auto. La forte uscita dal 2° trimestre lascia comunque le vendite in rotta per un incremento dell’1,0% t/t a dicembre.
– Belgio. L’indice della Banca del Belgio dovrebbe aumentare per l’ottavo mese consecutivo a novembre, anche se a un ritmo più blando che in ottobre, a -13,5 da un precedente -14,2.
Stati Uniti
– La stima del PIL del 3° trimestre dovrebbe essere rivista verso il basso, dalla stima advance di +3,5% t/t ann., a +2,8% t/t ann.
– La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a novembre dovrebbe vedere un modesto aumento a 48 da 47,7 di ottobre.
– La Fed pubblica i verbali della riunione FOMC di inizio novembre. I verbali potrebbero dare informazioni sul dibattito interno al Comitato riguardo alle strategie di uscita. La revisione delle previsioni macroeconomiche dovrebbe mostrare uno scenario migliore per la crescita ma peggiore per il tasso di disoccupazione.
Ieri sui mercati
Gli spread sovrani nell’eurozona o sono rimasti stabili o sono lievemente calati rispetto a venerdì, evidenziando più calma dopo il forte nervosismo che aveva caratterizzato il periodo dal 13 al 19 novembre. Tassi impliciti nei futures monetari in rialzo fino a un massimo di 5pb sulla curva Euribor ma stabili sull’eurodollaro. Da segnalare un netto rimbalzo dei principali indici azionari mondiali a cui non ha partecipato soltanto il Giappone (-1,0% questa mattina). Euro nuovamente vicino a 1,50 dollari e in lieve rialzo anche contro sterlina. In regresso le quotazioni petrolifere, mentre persiste la pressione rialzista sull’oro.
Area euro
La stima preliminare di novembre sugli indici PMI ha mostrato il nono miglioramento consecutivo per l’indice composito. L’indicatore è salito da 53 a 53,7, appena al di sopra delle stime di consenso. L’indice è ora non solo in territorio espansivo per il quarto mese consecutivo ma ai massimi da due anni e al di sopra della media storica (pari, negli undici anni di rilevazione della survey, a 53,3).
Trichet, presidente della BCE, ha dichiarato che il Consiglio Direttivo ha una strategia per ritirare le proprie misure di stimolo, che sarà attuata “con determinazione e abilità […] al momento opportuno” e di cui si parlerà alla riunione di dicembre. Il ritiro sarà “tempestivo e graduale”. Al contrario, “’c’è una pressante necessità per strategie fiscali di uscita realistiche e ambiziose” dato che alcuni paesi “sono vicini a perdere la propria credibilità”.
Stati Uniti
L’indice CFNAI della Chicago Fed è sceso a ottobre, a -1,08 da -1,01 di settembre (rivisto da -0,81). La media a 3 mesi torna a peggiorare, passando da -0,67 di settembre a -0,91, il primo calo nel 2009.
Le vendite di case esistenti a ottobre sono salite a 6,1 milioni, da 5,54 milioni di settembre. L’aumento mensile è di 10,1% m/m e segue un aumento dell’8,8% m/m di settembre. Le vendite tornano su un livello che non si vedeva da marzo 2007.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






