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24/08/09 Fine della crisi: lenta e con rischi


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Volatilità sostenuta, ma scarsa direzionalità: questo il responso dell’ultima settimana sui mercati valutari, con la moneta unica che ha dovuto inizialmente subire un calo delle forza relativa, ma che

nella seconda parte dell’ottava ha poi ritrovato un brillante stato di forma.

Nell’ottava appena conclusa i mercati mondiali hanno continuato a percorrere la strada del rialzo (da inizio anno tutti gli indici mondiali evidenziano un segno positivo), proseguendo il cammino imboccato la scorsa settimana grazie anche ai buoni dati macroeconomici che mettono in risalto “la fine della crisi”. All’inizio della settimana i mercati hanno manifestato un piccolo momento di debolezza in virtù del calo dei consumi registrati venerdì scorso.

In Europa la fase di contrazione è stata interrotta nel settore privato che dopo oltre un anno, di valori inferiori all’equilibrio economico, ha ripreso a salire: l’indice PMI composto è salito ad agosto a quota 50 punti dai 47 di luglio superando le attese degli analisti (48,3 punti). Nonostante l’incertezza sia ancora elevata, gli indicatori dell’economia mondiale hanno mostrato in modo più vistoso che la recessione è vicina a un punto di svolta, grazie alle misure di stimolo su scala internazionale e alle migliori condizioni di finanziamento in importanti comparti del mercato.

I banchieri centrali staranno attenti a non stravolgere il mercato ed una delle principali preoccupazioni da parte degli operatori è capire, infatti, quali potrebbero essere le possibili manovre di politica monetaria da attuare. I riflettori sono puntati alle operazioni di “exit strategy” e al momento effettivo in cui tali manovre potrebbero mettere nuovamente in discussione “la fine della crisi” proiettando il futuro orientamento macroeconomico in un nuovo ciclo rialzista.

L’euforismo sullo stato delle economie dell’area euro spinge al rialzo il petrolio che si è riportato a quota 75.05 dollari al barile al Nymex di New York, il massimo da ottobre scorso sostenuto dalla flessione del dollaro e dal buon andamento dei listini azionari dopo l’indice PMI dell’Eurozona che segnala, come già detto, una stabilizzazione nei servizi e nel comparto delle industrie. Il prezzo del petrolio è negli ultimi tempi uno dei fattori fondamentali per capire l’andamento delle borse. Le quotazioni dell’oro nero hanno registrato durante gli scorsi mesi un’eccezionale corsa al rialzo che ha condizionato fortemente l’andamento dei mercati azionari.

Le parole di Bernanke, per il convegno annuale della banca centrale a Jackson Hole nel Wyoming, indicano che l’economia globale è sulla buona strada dopo la profonda recessione anche se la ripresa molto probabilmente sarà lenta e con la presenza di diversi rischi e di sfide difficili da affrontare (in primis la disoccupazione). L’attività economica sembra migliorare sia negli Usa sia all’estero e le prospettive di un ritorno alla crescita nel breve periodo sono buone.

Tra i dati macroeconomici della prossima settimana sono in evidenza il Pil in alcuni Paesi dell’Eurozona, l’indice di fiducia dei consumatori, l’indice dei prezzi nel settore immobiliare, la vendita di nuove case e le scorte di petrolio negli Stati Uniti.

Spunti Operativi

EURUSD
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Resistenze: 1.4275

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Supporti: 94.00
Resistenze: 95.00

Dati economici di oggi

Nessun dato disponibile per la giornata di oggi.

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa
e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Daily

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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