Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
Area Euro
– Francia. La spesa per consumi è vista in calo a febbraio dello 0,9% m/m dopo l’inaspettato +1,8% m/m di gennaio. Su base annua il dato si tradurrebbe in -0,6% a/a da +1,8% a/a precedente. Il rimbalzo di gennaio dovrebbe infatti rivelarsi temporaneo perché legato ai saldi di fine stagione con i prezzi in calo di -0,4% m/m (poi saliti di +0,4% m/m a febbraio). Anche il calo della fiducia dei consumatori (e in particolare della valutazione circa le opportunità di acquisto) è coerente con una attesa di calo delle vendite a febbraio.
– Francia. L’indice INSEE di fiducia delle imprese potrebbe rimanere stabile a marzo dopo il crollo di febbraio (che l’ha portato al minimo storico da 45 anni a 68). L’analogo indice calcolato dalla Banca di Francia ha dato segnali di stabilizzazione negli ultimi due mesi, ed anche il PMI a febbraio è rimasto sopra i minimi di dicembre. D’altra parte, una ripresa sembra ancora lontana visto che il dato di febbraio mostrava un crollo degli ordini (in particolare dall’estero) e un rallentamento solo modesto delle scorte.
– Gli indici PMI nell’area euro sono visti circa stabili a marzo. L’indice manifatturiero è stimato in lieve salita a 33,7 da 33,5, in considerazione del possibile impatto dell’introduzione degli incentivi statali sul settore automobilistico e dei segnali di timida ripresa nel settore metallurgico. L’indice dei servizi, ancora frenato dall’inasprirsi della crisi finanziaria internazionale, dovrebbe rimanere stabile a 39,2. Di conseguenza l’indice composito potrebbe mostrare solo un marginale miglioramento a 36,3 da 36,2.
– Belgio. L’indice di fiducia della Banca del Belgio per il mese di marzo dovrebbe calare a -32 da 31,6 di febbraio, segnando un nuovo minimo storico. L’indice presenta una correlazione pari all’83% con l’indagine IFO tedesca. Alla sofferenza del settore industriale orientato alle esportazioni, per via della contrazione della domanda estera, si è aggiunta la debolezza della spesa dei consumatori in marzo. L’unico settore che potrebbe vedere un minor pessimismo è quello delle costruzioni, aiutate dall’annuncio di un piano di stimolo statale per il settore.
Ieri sui mercati
I mercati hanno reagito con euforia all’annuncio dei dettagli del Public Private Investment Program (vedi sotto). Il DJ è salito del 6,8%, l’S&P di più del 7%, l’Eurostoxx del 3,6%. Il rimbalzo delle borse è stato generalizzato a tutti i settori, ma particolarmente forte per i finanziari. Il reddito fisso ha visto rialzi dei rendimenti, sia in risposta al piano Githner, sia in attesa delle emissioni di questa settimana (98 mld di dollari di 2, 5 e 7 anni). I rialzi dei rendimenti negli USA sono rimasti comunque contenuti per via dell’aspettativa degli acquisti di Treasuries da parte della Fed: la banca centrale potrebbe annunciare già oggi quali titoli acquisterà con il nuovo programma presentato la settimana scorsa. Più ampi invece i rialzi dei rendimenti in Europa, nonostante le pessime notizie congiunturali (bilancia commerciale in caduta libera, ampia revisione verso il basso delle previsioni di crescita in Germania da parte degli istituti tedeschi a tassi compresi fra -3,7% e -5%). In apertura questa mattina il 2 a tedesco sale a 1,4 e il 10 a a 3,09 (+9 pb).
Area euro
La bilancia commerciale dell’area euro ha registrato per il mese di gennaio un disavanzo di -5,5 mld (in termini destagionalizzati) da -1,7 mld di dicembre (rivisto da -0,3 mld). Il deficit è risultato superiore alle attese ed è vicino ai massimi dalla nascita dell’euro (toccati a luglio in corrispondenza dei picchi dei prezzi energetici). Il saldo della bilancia commerciale è storicamente molto volatile e soggetto a revisioni, ma se le esportazioni rimanessero invariate per febbraio e marzo, l’export si ridurrebbe complessivamente nel 1° trimestre di -15% t/t, quasi il doppio del calo registrato nel trimestre precedente. Dunque, il contributo del commercio estero al PIL potrebbe risultare ancor più negativo rispetto al -0,9% t/t di fine 2008.
Stati Uniti
Le vendite di case esistenti a febbraio aumentano più delle aspettative a 4,72 milioni di unità, da 4,49 milioni (consenso 4,45 milioni) allontanandosi dai livelli minimi di gennaio. La variazione mensile di 5,1% m/m contribuisce al recupero quasi totale sulla caduta del mese precedente (-5,3% m/m).
Il CBO ha pubblicato un aggiornamento dello scenario fiscale, che include gli effetti stimati delle misure adottate in Congresso a febbraio e implica un netto peggioramento dei deficit negli anni fiscali 2009 e 2010 rispetto allo scenario pubblicato solo due mesi fa. Il deficit federale dovrebbe esplodere nell’a.f. 2009 a 1,7 tln di dollari, 11,9% del PIL (da 1,2 tln di dollari stimati a gennaio), e scendere a 1,1 tln di dollari, 7,9% del PIL, nell’a.f. 2010 (stima precedente, 703 mld di dollari).
FOCUS – Public-Private Investment Program
Il Tesoro ha presentato nuovi dettagli del Financial Stability Plan annunciato a febbraio, con informazioni relative all’operatività del “Public Private Partnership Investment Program” (FFIP) per l’acquisto di asset tossici e per l’ampliamento del programma TALF allo scopo di risolvere il problema dei “legacy assets”. Il programma riguarda prestiti e titoli strutturati. Il Tesoro mette a disposizione fino a 100 mld di dollari (che restano ancora dai fondi del TARP) con l’obiettivo di acquisti di asset problematici per un ammontare stimato fra 500 e 1000 mld di dollari. Il piano di acquisto di titoli tossici (che adesso vengono definiti “legacy assets”) offre maggiori dettagli sui meccanismi operativi, anche se diverse parti restano ancora da definire. In particolare, per quanto riguarda il LSP (sui titoli strutturati) restano da definire le condizioni dei prestiti offerti dal Tesoro e non ci sono garanzie che limitino le perdite sugli asset. Pertanto su questa parte del piano potrebbe risultare difficile trovare un prezzo che porti ad acquisti effettivi. Anche per quanto riguarda il LLP (sui prestiti), il prezzo offerto potrebbe ancora essere inferiore al prezzo a cui le banche sono disposte a vendere gli asset Il piano rimane soggetto al problema di essere “volontario” e di dipendere da un processo di “scoperta del prezzo” che potrebbe non portare all’alleggerimento dei bilanci delle banche (o alternativamente portare alla loro insolvenza). I mercati per ora sonno disposti a dare al Tesoro il beneficio del dubbio e hanno risposto in modo favorevole all’annuncio del piano.
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